InfoAut
Immagine di copertina per il post

Torino: intitolato un giardino “Ai martiri della lotta contro l’Isis e alle vittime dei fondamentalismi”

||||

Questa mattina la città di Torino ha intitolato un giardino “Ai martiri della lotta contro l’Isis e alle vittime dei fondamentalismi”: è la prima in Europa.

È l’area verde compresa tra corso Novara, via Catania e corso Regio Parco, dirimpetto al Cimitero Monumentale. Superata l’iniziale contrarietà il Pd si è unito ai proponenti originari, i 5stelle, e la Commissione toponomastica ha votato il provvedimento all’unanimità, con la sola eccezione della Lega che ha abbandonato la riunione.

Per la prima volta una città europea riconosce pubblicamente, in questa forma, il sacrificio di migliaia di donne e uomini che hanno dato la loro vita per proteggere le loro famiglie, le loro case e le le loro città dalla furia dello sterminio religioso, dalla violenza sessuale sistematica, della persecuzione delle minoranze linguistiche, politiche e sessuali, della mortificazione del pensiero e della ricerca scientifica, della devastazione ambientale, architettonica, archeologica e artistica.

Come torinesi che sostengono l’Amministrazione democratica della Siria del nord-est, nata sul sacrificio di decine di migliaia di cadute e caduti nella guerra contro l’Isis e contro altri gruppi fondamentalisti, consideriamo storica questa vittoria. Essa è dovuta alla tenacia con cui i comitati e le/gli ex combattenti torinesi delle Unità di protezione delle donne e del popolo (Ypj-Ypg) hanno insistito in questi anni perché questo risultato fosse raggiunto. Le prime fasi di sensibilizzazione del Consiglio comunale sono state rese possibili dall’impegno di Dana Lauriola, oggi scandalosamente detenuta in carcere perché attiva nelle lotte sociali e che speriamo di aver presto tra noi a rendere possibili altre iniziative come questa. Difficile sarebbe stato questo risultato senza il supporto dell’Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia.

La nostra città ha patito due vittime per mano dell’Isis: Antonella Sesino e Orazio Conte, uccisi a Tunisi il 18 marzo 2015. L’Italia conta molte altre vittime. Il nostro paese può annoverare con orgoglio, tra le migliaia di caduti per la libertà della sua storia, due internazionalisti delle Ypg: Giovanni Asperti, di Bergamo, caduto a Derik il 7 dicembre 2018; Lorenzo Orsetti, di Firenze, caduto a Baghuz il 18 marzo 2019.

Questa è la dedica di una Città Medaglia d’Oro alla Resistenza ed è rivolta sia ai combattenti che alle vittime. Quelle coinvolte nelle tragiche vicende legate al più potente movimento fondamentalista globale del nostro tempo, ma anche emerse in seno ad altre religioni, continenti o nazioni.

È una dedica piccola ma enorme.

Non dimentichiamo i martiri caduti sotto le bandiere del Pkk in Iraq, che hanno dato la vita a centinaia, a diciotto o a vent’anni, per salvare decine di migliaia di uomini, donne e bambini ezidi dallo sterminio condotto dall’Isis nell’estate del 2014.

Non dimentichiamo chi si è trovato a combattere sotto le bandiere nazionali siriane o irachene, o nella società civile dei due paesi, perdendo la vita nella liberazione da gruppi fondamentalisti di quartieri, villaggi e città; i tanti profughi e sfollati dalle regioni dell’Ezidkhan iracheno o dell’Afghanistan che hanno preso le armi per liberare le loro stesse case o quelle di altre persone; i giovani provenienti dalla Turchia che hanno preso le armi contro l’islamismo in contrasto con il loro stesso governo; i caduti di nazionalità iraniana, giordana, egiziana; chi ha pagato con la vita la violenza jihadista in Tunisia, Algeria, Marocco, Burkjna Faso, Nigeria; le vittime degli attacchi dell’Isis in Francia, Inghilterra, Cataluniya, Svezia, Germania, Austria; i civili che hanno reagito durante gli attacchi, pagando talvolta il loro coraggio con la vita o scambiando volontariamente la propria con quella di persone più deboli o ostaggi.

Questa non è una dedica contro i “terrorismi”, concetto piegato da tempo sul piano giuridico ad ogni sorta di strumentalizzazione. É una dedica contro i fondamentalismi, male del secolo: male inutile fondato sull’ignoranza, che distrae gli oppressi dalla necessaria e urgente battaglia per un cambiamento su questa terra, per le nostre vite, dissipando energie umane in guerre che è facile per attori statuali fomentare in un divide et impera globale. I fondamentalismi sono sempre al servizio dei potenti.

Amiche e amici sono caduti a Manbij, Tabqa, Raqqa, Afrin, Derik o Deir el-Zor. Assoceremo al loro pensiero, di fronte al Cimitero monumentale, chi ha perso la vita a Christchurch, a Halle, a Nizza, a Pittsburg, a Srebrenica, Sarajevo o Sabra e Shatila. Questo luogo ci aiuterà a ricordare il costo che la protezione della vita, la conquista della libertà e la difesa della speranza hanno avuto ed hanno nella storia umana.

Comitati torinesi in sostegno all’Amministrazione democratica della Siria del nord-est

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

IsisRojavatorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Lotte contro il carovita: in Campania nasce il gruppo Le Donne del Vallo di Diano

Ecco una breve intervista con il neonato gruppo Le Donne del Vallo di Diano andata in onda sulle libere frequenze di Blackout.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia: lo sciopero generale unitario si salda con le lotte studentesche.

Molto alta la partecipazione in tutta la Francia allo sciopero generale, con 600mila manifestanti per il Governo, molti di più – 1 milione e 600mila – invece per sindacati e collettivi studenteschi, esclusi per ora dal confronto annunciato per lunedì dal premier Lecornu con gli stessi sindacati e padronato per una “Conferenza sociale sul potere d’acquisto e i salari”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Gen Z regelt!” Proteste contro guerra e carovita anche in Germania

Il 31 ottobre scorso anche la Germania ha visto una mobilitazione diffusa in oltre trenta città, da Berlino a Francoforte, partecipata da giovani e giovanissimi, contro la guerra e il carovita.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Vademecum di resistenza legale. Sanzioni amministrative pecuniarie e iter giudiziario

Le sanzioni amministrative sono uno strumento per colpire il dissenso. I decreti sicurezza del governo Meloni hanno rafforzato un impianto normativo che corrode i diritti d’espressione e a manifestare, sanciti dall’artt.17 e 21 della Costituzione.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cremona: sabato 7 novembre manifestazione “Adèss Baasta” contro carovita e riarmo

Studenti e lavoratori pronti a scendere in piazza a Cremona contro il carovita e il riarmo: sabato 7 novembre si terrà infatti una manifestazione con lo slogan Adèss Baasta, che mira a riunire studenti, lavoratori, giovani e associazioni. Il ritrovo è fissato alle 14 nel parcheggio dell’ex Foro Boario, in via Mantova. La partenza del corteo è prevista per le 15.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Carcere e domiciliari per la manifestazione del 31 gennaio a Torino

Questa mattina la Questura di Torino ha eseguito diverse misure cautelari inerenti il filone di indagini sulla manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino, del 31 gennaio 2026.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

In Portogallo manifestazioni ogni settimana. Violento sgombero nel weekend delle “acampade” a Lisbona e Porto, oltre 100 feriti

In Portogallo, ennesimo violento sgombero di polizia contro le “acampade” per la casa di Porto e Lisbona.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli italiani vogliono il movimento

Un contributo del Collettivo Universitario Autonomo Torino sulle settimane di mobilitazione, occupazione universitaria e di sciopero appena trascorse.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Gen Z tedesca si unisce alle danze?

La mobilitazione che come un fuoco di prateria sta incendiando l’Europa arriva anche in Germania: sabato 31 ottobre, il giorno dopo le gigantesche manifestazioni che in Italia hanno portato in piazza quasi 1 milione di persone, e mentre continuano gli scontri davanti ai palazzi del potere in Albania e le manifestazioni dell’«Atto III» in Francia, decine di migliaia di giovani hanno riempito le strade di tutto il paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

100 mila in piazza solo a Torino

Anche in occasione dello sciopero generale, chiamato grazie all’Unione Sindacale di Base, Torino ha saputo dare un segnale forte.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: Rivendicazioni della Sapienza Occupata. “Noi la guerra non la paghiamo”

Ripubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Pisa in merito alle rivendicazioni dell’occupazione avvenuta a conclusione del corteo del 30 ottobre in occasione dello sciopero generale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Abbiamo la ragione e la forza

Nella giornata di ieri, 30 ottobre, abbiamo partecipato allo sciopero generale che ha coinvolto moltissime città in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: diecimila studenti in corteo si prendono la città. Fermi e arresti.

Oggi, venerdì 16 ottobre, durante il corteo del movimento studentesco torinese, sono state fermate 12 persone e tre di loro sono state portate al carcere minorile cittadino. A loro si somma, da quanto si apprende dai giornali ma non si ha ancora conferma, un altro studente arrestato il giorno precedente nei raid polizieschi ai danni delle occupazioni delle scuole, durante i quali erano stati molti i fermi particolarmente violenti e intimidatori.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: incursioni della polizia dentro le scuole occupate

Di seguito il comunicato pubblicato dall’Assemblea Studentesca delle scuole di Torino in merito ai fatti degli ultimi giorni.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Carcere di Torino: cimici dei letti e condizioni degradanti. Il diario di un detenuto racconta la realtà del carcere

Ieri è stato sollevato in Consiglio Regionale il problema delle cimici dei letti all’interno della sezione maschile del carcere di Torino. La questione è uscita grazie a dei fogli di diario, alcuni passaggi sono stati letti anche in seduta di Consiglio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cimici al carcere delle Vallette

In questi giorni, a seguito di alcuni articoli di giornale e in particolare dai racconti di alcuni detenuti recentemente usciti dal carcere torinese Lo Russo e Cutugno, sono emerse nuovamente le criticità sanitarie e di vivibilità minima della Casa Circondariale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

I Si Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav

Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne conta 700: ma anche se fosse, il risultato non cambia.