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Università di Torino: blocco 2.0, tocca alla Commissione Statuto!

 

Questo primo momento di lotta è l’inizio della partita contro il modello Gelmini che si giocherà negli atenei italiani in questi mesi. In questa fase è sempre più esplicito il ruolo di controparte che i vertici accademici rivestono nei confronti di chi da tempo si oppone alla riforma Gelmini: obbiettivo di rettore e baroni è palesemente quello di applicare la riforma Gelmini traendone il massimo vantaggio negli assetti di potere interni all’ateneo e facendosi portatori di interessi economici e politici dei poteri forti cittadini, primi su tutti, a Torino, la San Paolo. La conferma si trova nella composizione della commissione nominata dal Cda.

 

Per chi da due anni lotta contro la riforma Gelmini la commissione statuto non può che essere un organo illegittimo che non offre alcuno spazio per poter realmente cambiare l’università. L’opposizione alla riforma, così come la costruzione di una reale alternativa nell’università, trova il suo cuore pulsante nelle assemblee di studenti, ricercatori e precari;  confidare in qualche spazio di agibilità nella commissione statuto è solo una pia illusione.

 

In alcune città italiane ( Bologna, Pisa, etc) gli studenti hanno già cominciato a bloccare i lavori della commissione statuto occupando i rettorati. Per questo motivo diventa importante bloccare i lavori di tale commissione anche a Torino perchè la riforma Gelmini non venga applicata nella nostra università.

 

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