InfoAut
Immagine di copertina per il post

Vigili razzisti, Renzi ammette ma vuole insabbiare

«Quella sera era in corso un’operazione antiabusivisimo ma non possiamo dare credito a denunce presentate in Consiglio comunale». Il virgolettato su un noto quotidiano cittadino è del Comune di Firenze e suona come la certificazione di autenticità della denuncia, «nè anonima, né mitomane», pubblicata dall’Altracittà, un giornale di periferia, sul pestaggio di alcuni ragazzi senegalesi da parte di una squadra di vigili urbani. Ma da Palazzo Vecchio viene avanzata una precisa volontà di archiviazione immediata, di rimozione. Il primo luglio ci sarà una manifestazione indetta da Firenze Antifascista da S.Lorenzo a Piazza della Signoria.
«Che succede a Firenze?», si domanda Lorenzo Guadagnucci, «Prima la tragica notizia del suicidio di Mohamud Mohamed Guled, richiedente asilo di nazionalità somala; ora la denuncia di un pestaggio subito da un gruppo di persone di pelle nera, con un’ombra che arriva fino al corpo di polizia municipale… Il secondo episodio sta già rischiando, ad appena due giorni dalla denuncia, d’essere archiviato come se nulla fosse. Un testimone, come riferito in consiglio comunale da Ornella De Zordo, dice di avere assistito a un pestaggio di un gruppo di cittadini immigrati, ad opera di una dozzina di persone ben organizzate di notte in pieno centro, a fianco della stazione Santa Maria Novella. Il testimone dice di aver seguito due personaggi che parevano avere un ruolo guida nell’agguato e di aver ricevuto da loro, dopo un breve scambio di battute, la richiesta di mostrare i documenti, con tanto di esibizione del tesserino dei vigili municipali.

E’ un caso – se verificato – di gravità inaudita: per il pestaggio in sé e per il possibile coinvolgimento di funzionari pubblici. Un assessore e la responsabile della polizia municipale hanno subito affermato che non risultano riscontri a quanto affermato dal testimone, senza aggiungere alcunché. E’ stata svolta un’inchiesta? Con quali strumenti? Chi è stato ascoltato?
Il testimone dovrà presentare un esposto alla procura per le dovute indagini della magistratura, che certamente interrogherà il denunciante e cercherà di rintracciare sia le vittime dell’aggressione sia testimoni del fatto, a cominciare dall’autista del tram dal quale le vittime del pestaggio sarebbero scese. Ci sarà da chiarire l’episodio della richiesta di esibire i documenti: erano davvero agenti? Il tesserino mostrato era autentico?»
«C’è un’esigenza sociale di trasparenza che non può essere elusa, se non vogliamo alimentare un clima di sfiducia e di sospetto destinato a produrre solo brutture – scrive ancora Guadagnucci – associazioni e gruppi del movimento antirazzista farebbero bene a impegnarsi per rintracciare le vittime dell’aggressione denunciata, favorendo una loro testimonianza sociale, complementare all’inchiesta giudiziaria: sappiamo quanto spesso le vittime di simili aggressioni – per varie ragioni, dalla precarietà anagrafica ed esistenziale alla diffidenza per le istituzioni – rinunciano a sporgere denuncia».

«Questo caso, come molti altri avvenuti in Italia negli ultimi anni – diciamo da Genova G8 (2001) in poi – mostrano che l’Italia non può più fare a meno di un organismo indipendente di protezione dei diritti umani, in grado di compiere verifiche indipendenti e aperte su ogni denuncia di violazione dei diritti fondamentali e di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine». Le cosiddette squadre antidegrado di Renzi ereditano l’impostazione sicuritaria imposta dal suo predecessore Dominici passato alla storia mimina della città per la questione dei lavavetri mentre la reputazione dei vigili urbani, almeno quella telematica, è ai minimi storici (l’85% delle citazioni sui social network sono di tenore negativo) come emerge da un volume appena uscito, “La polizia locale e la comunicazione sul web” (Maggioli) di Samantha Gamberini e Francesco Pira, sui “pizzardoni” di Toscana, Liguria ed Emilia Romagna.
Era il 27 agosto 2007 quando una giunta di “centrosinistra” bandì dalla città i lavavetri (tre mesi di arresto e sequestro di sechi e spugne), in nome della sicurezza e del decoro. «L’episodio, ma forse dovremmo dire il pretesto, fu la presenza di 40-50 lavavetri ad alcuni semafori della città – spiegava Guadagnucci – la motivazione ufficiale addotta dall’assessore Graziano Cioni fu che il Comune aveva ricevuto moltissime telefonate di protesta da parte degli automobilisti, che in qualche caso riferivano di comportamenti aggressivi da parte di chi chiedeva un compenso per il lavaggio del parabrezza. Ma quel che conta è il contesto politico. Nell’estate del 2007 aveva cominciato a prendere forma la scelta da parte delle forze di centrosinistra di cavalcare il tema della cosiddetta sicurezza: nel maggio precedente c’era stato un clamoroso doppio intervento del quotidiano Repubblica e del sindaco di Roma Valter Veltroni. Il giornale pubblicava la lettera di un cittadino in prima pagina, titolandola “Aiuto, sono di sinistra e sto diventando razzista”, con una risposta di Corrado Augias che legittimava stereotipi e fobie; il sindaco rincarò la dose con una lettera allo stesso quotidiano. Il tema era ormai maturo e la giunta fiorentina decise di intervenire con la sua ordinanza, che fece molto clamore anche per il peso e la storia di una città come Firenze».

 

Vicino ai semafori sono rimaste solo le bottiglie con l’acqua saponata. Tutti spariti i lavavetri di Firenze. Era nato, sotto i nostri occhi, un doppio registro di cittadinanza: da un lato leggi e codici per gli autoctoni, dall’altro disposizioni speciali e procedure penali differenziate per gli stranieri. Guadagnucci, giornalista di Altreconomia e della Nazione, una delle vittime della Diaz, attivista del Comitato Verità e Giustizia di Genova, fu tra i promotori del “digiuno a staffetta” di Firenze contro l’ordinanza anti-lavavetri.

Checchino Antonini

 

da popoff

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Firenzemigrantirenzi

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il doppio standard e l’ipocrisia del potere.

In questi giorni, due vicende ultra mediatizzate e per certi versi controverse, sono al centro del circo mediatico mainstream ma non solo. Il caso della grazia a Minetti e il rifiuto di far ritornare i bimbi con i genitori nella vicenda soprannominata dai più “la famiglia nel bosco”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un primo maggio attraverso il mondo

Questo Primo Maggio, come ogni anno, milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo per esprimere la loro solidarietà internazionale e celebrare le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Panoramica non esaustiva:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Usa: un altro tassello versole deportazioni di massa con i licenziamenti ai giudici dell’immigrazione

bbiamo chiesto a Giovanna Branca, giornalista freelance e coautrice del podcast sindrome americana, un commento a partire dal suo articolo uscito il 26 Aprile per il manifesto sui licenziamenti di massa nel settore della giustizia avvenuti durante l’amministrazione Trump. Da Radio Blackout In particolare, sono stati colpiti i e le giudici non allineati alla strategia […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perquisizioni ai Carc tra Napoli e Firenze. Accuse di terrorismo e “Brigate Rosse”

All’alba del 21 aprile 2026, la Procura di Napoli ha disposto una serie di perquisizioni nei confronti di sei militanti del Partito dei CARC, tra Napoli e Firenze. Tra le persone coinvolte figurano anche dirigenti e membri della direzione nazionale del partito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nasce “HUB”, un bollettino sulla militarizzazione e le resistenze dei territori

Dal lavoro congiunto di mobilitazione, organizzazione e inchiesta degli ultimi mesi che ha coinvolto diverse realtà e lavoratorə di Pisa, Firenze, Livorno, La Spezia e Carrara nasce il primo numero di “HUB”

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

I tatuaggi di Pete Hegseth, l’America Latina e la guerra che viene

Mentre scriviamo queste righe il Presidente degli Stati Uniti dichiara unilateralmente chiuso lo spazio aereo sopra il Venezuela.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Tubercolosi al Neruda: no alle speculazioni sulla malattia

Riprendiamo il comunicato del Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure del Piemonte sulla vicenda che vede coinvolto lo Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il problema è il Neruda o l’assenza di prevenzione?

Questa mattina è uscita la notizia su “La Stampa” e altre testate locali riguardo alla presenza di alcuni casi di tubercolosi all’interno dello Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Firenze: in 10mila per la GKN sfondano il cordone di polizia e occupano l’aeroporto, “Nessuno ferma la rabbia operaia”

Un corteo numeroso e rumoroso, partito intorno a alle 15.30 dal polo universitario di Novoli, area ex Fiat, ha sfilato per le strade di Firenze a sostegno del progetto operaio della fabbrica di Campi Bisenzio, ex Gkn.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

2025. Los Angeles. California

Il 6 giugno, agenti dell’ICE hanno condotto blitz in vari punti della città: Fashion District, Home Depot e una grossa azienda tessile. Oltre cento arresti. da Nodo Solidale Le strade hanno risposto: molotov, blocchi di cemento, barricate e auto in fiamme. I manifestantihanno resistito con determinazione, trasformando la città in un campo di battaglia contro […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto sicurezza

Blitz del governo, approvato il decreto Sicurezza, varato dal governo Meloni nel Consiglio dei ministri di ieri sera.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal nuovo incubo americano

USA. Persone migranti, non importa se regolari o meno, vengono rastrellate per strada, sequestrate da uomini dal volto coperto e senza divise o distintivi, e sbattute in pulmini neri per poi scomparire nei centri di detenzionea dell’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement).

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Governo Meloni: tra propaganda e decreti

La decisione del governo italiano di collaborare con l’Albania per la gestione dei migranti si inserisce in un processo di esternalizzazione delle frontiere, oltre che di chiusura delle frontiere, che da decenni va avanti concorrendo a una vera e propria guerra contro i migranti.