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Approvata la ‘legge censura’ del web. Scontri e arresti a Istanbul

Moltissime persone si sono quindi radunate nei pressi di piazza Taksim, dopo un appello diffuso per lo più attraverso i social media. Una piazza Taksim che è tornata a riempirsi mentre lo spettro del passato ha evidentemente intimorito l’apparato statale di questura e affini, che ha per contro inviato un ingente schieramento di polizia che ha prontamente provveduto con gas lacrimogeni, manganelli e cannoni d’acqua a disperdere i manifestanti lì riuniti. Un uso indiscriminato di gas lacrimogeni, sparati anche all’interno di un autobus pubblico (come mostrano alcune immagini di repertorio) che si trovava nelle circostanze e sul quale si trovavano numerosi passeggeri, tra cui bambini.

Durante la manifestazione sono stati inoltre scanditi numerosi cori a sostegno e in appoggio a Berkin Elvan, il giovane entrato in coma dopo essere stato colpito alla testa da un gas lacrimogeno, mentre camminava per strada durante una delle manifestazioni di giugno scorso a Istanbul. Dopo aver respinto i manifestanti, che tuttavia hanno resistito rimanendo nei pressi della piazza, la polizia ha chiuso anche Gezi Park, teatro delle grandi proteste di alcuni mesi fa, significativo anche questo, di un luogo iconico che continua a far paura per la potenzialità di conflitto espressa durante quei mesi. A fine giornata, si contavano numerosi feriti in seguito all’attacco della polizia, e almeno una decina di arresti.

Il nuovo disegno di legge recentemente approvato, contiene una delle misure più controverse introdotta dal capo della Direzione delle Telecomunicazioni (TIB) e prevede la possibilità di bloccare l’accesso alle pagine Web entro quattro ore. Una mossa che di fatto autorizza al governo ad estendere il suo controllo sulle attività online dei cittadini la cui rabbia non si placa di fronte all’ennesima misura che non fa altro se non aumentare il dissenso nei confronti del governo.

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