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Bulgaria: nuove manifestazioni contro il governo di Oresharski

In contemporanea, più di 4 migliaia di lavoratori si sono mossi in corteo per le principali vie della città. Le principali rivendicazioni erano l’aumento del 10% degli stipendi dei lavoratori pubblici, delle riforme per combattere la sempre più crescente disoccupazione, delle misure anti-corruzione e una dignitosa sanità pubblica. I lavoratori hanno avanzato un ultimatum al governo: o Oresharski si fa carico delle richieste avanzate oppure i lavoratori avvieranno uno sciopero generale. In piazza c’era anche la categoria dei tassisti, la quale chiedeva delle condizioni lavorative più sicure.

Secondo un recente sondaggio, la maggioranza della popolazione bulgara vuole le dimissioni di questo governo, dunque al premier non è bastato aumentare il salario minimo e stanziare dei fondi per le persone meno abbienti. In questo momento il salario minimo è di 800 levs (meno di 500 euro) e l’occupazione ha raggiunto il 12%, si aggiungano a queste misere condizioni di vita i legami dell’esecutivo con gli oligarchi e la corruzione che dilaga ai piani alti. Ieri era la 160° giornata di manifestazioni dall’inizio di questa primavera e i manifestanti hanno assicurato che di certo non sarà l’ultima volta che si scende in piazza per chiedere le dimissioni a Oresharski.

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