InfoAut
Immagine di copertina per il post

Gerusalemme: Intifadah e cinismo in una città surreale

Da Gerusalemme sentiamo Davide, compagno torinese e uno dei corrispondenti di Radio Onda d’Urto e InfoAut.org.

{mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2016/02/rec0205-181137.mp3{/mp3remote}

Nella serata di mercoledì di fronte alla porta di Damasco regnava una calma spettrale, con cellulari e blindati della polizia immobili a sirene illuminate, mentre nei negozi palestinesi si respirava una tensione palpabile, con rari gruppetti di israeliani che ancora a tarda sera si inoltravano in vicoli ostili con scorte circospette. Per Michele Giorgio, corrispondente italiano da anni in città, l’attacco di ieri potrebbe rappresentare una svolta: “I tre palestinesi arrivavano da Jenin. La polizia dice che sono riusciti a passare i check point con le pistole, ma non sembra credibile; se non fosse vero, significherebbe che qualcuno ha fornito loro le armi a Gerusalemme. Questo lascerebbe pensare, per la prima volta, a un’azione pianificata da qualche organizzazione”.

La caratteristica della rivolta iniziata a ottobre era stata, al contrario, l’esclusione delle organizzazioni tradizionali palestinesi dall’organizzazione degli attacchi. Naturalmente si tratta solo di ipotesi, al vaglio anche della sicurezza israeliana. “Sono individui giovanissimi, molto coraggiosi, e soprattutto ragazze” commenta Michael Warshawski, storico attivista dell’Alternative Information Center, una realtà creata decenni fa da protagonisti della sinistra radicale israeliana e di quella palestinese. “I miei studenti palestinesi ammirano molto questi ragazzi e il loro coraggio. Mi dicono: vorrei essere come loro, invece sono un vigliacco”. L’attuale sequela di attacchi sembra una reazione ad anni di negoziati senza sbocco, durante i quali le condizioni di vita delle nuove generazioni non sono che peggiorate.

“Può sembrare psicologia da quattro soldi, ma è vero che questa è anche una rivolta contro i padri” continua. “Questi giovanissimi stanno chiedendo ai propri genitori: che cosa avete fatto per noi? La loro rabbia è talmente profonda che talvolta arrivano a disprezzare una generazione che, è vero, ha accettato il processo di Oslo, ma che a suo tempo ha lottato in modo eroico sacrificando la propria vita o la propria libertà. Il solco tra le due generazioni, però, è talmente profondo che neanche questo sembra essere fino in fondo riconosciuto dai nuovi rivoltosi”.

I soldati con il mitra spianato, nella città vecchia, si divertono a fissare una passante palestinese; la ragazza regge il loro sguardo esibendo disprezzo, poi si infila in una delle tante stradine in cui di tanto in tanto, tra negozi di vestiti e kebab, spiccano le bandiere israeliane issate dai coloni. “Bisogna capire la mentalità degli ebrei ultra-ortodossi per comprendere tutto questo: per loro esiste un disegno divino che affida loro il compito di riportare questa terra al popolo ebraico, e l’unico elemento non ebraico che potrà restare sarà quello sottomesso” ci spiega Michele Giorgio. In realtà, aggiunge Warshawski, anche la gioventù israeliana è cambiata. “La maggior parte dei giovani israeliani odia queste cose, non gliene frega niente dei palestinesi. Pensano a fare i soldi per andare in Toscana ogni due mesi, e detestano il fanatismo religioso dei coloni. La destra che emerge in questi anni in Israele è più che altro dovuta a un materialistico senso d’impunità, e alla perdita di ogni rispetto, che pur una volta esisteva nella raffigurazione del nemico, per le rivendicazioni palestinesi”.

Vent’anni di falsi negoziati hanno condotto qui, alla crisi delle vecchie ideologie e delle vecchie organizzazioni, lasciando spazio a uno scenario dove l’odio si esprime là dove può, all’improvviso. Gerusalemme, nel frattempo, mantiene il clima di palpabile cinismo per cui è divenuta tristemente celebre: i palestinesi vivono la loro vita accanto agli israeliani strada per strada, fino a quando non scoppiano le sparatorie e non viene sferrato il fendente con un coltello. C’è anche spazio per i turisti, anche se, dicono qui, sono sempre di meno. Un ragazzo cinese parla dell’attacco di ieri e dice: “Gli arabi sono poveri, gli ebrei sono ricchi. Anche noi cinesi eravamo poveri, quindi comprendiamo certe cose; ma per noi è strano, in Cina non c’è nulla del genere. È vero, occupiamo il Tibet, ma dovrebbero ringraziarci, perché costruiamo loro strade, scuole…”.

Anche Arina, immigrata a Gerusalemme di recente dalla Russia, ragiona così: sebbene sia indecisa se restare a Gerusalemme, è convinta che, prima che arrivasse la colonizzazione israeliana, la Palestina fosse soltanto deserto. “Gli arabi hanno ben ragione ad essere scontenti”, ma d’altro lato, afferma senza remore, “sono sporchi e puzzano”. Lo stesso, aggiunge, dice dei curdi il suo fidanzato, a Istanbul. Per Mara, ex studentessa italiana dell’Università Ebraica “è bello come gli israeliani sanno rispondere all’inevitabile paura con la gioia”. All’inizio della sua esperienza in città frequentava principalmente palestinesi, poi si è stufata: “Parlavano sempre e soltanto dell’occupazione”. Ha appena sostenuto una tesi in Svezia su “l’occupazione israeliana dello spazio attraverso la socialità e l’allegria”. È andata male: “La relatrice della commissione ha sostenuto che Israele non ha alcuna legittimità ad esistere e andrebbe boicottato, e ha duramente attaccato il mio lavoro”.

Ha avviato un procedimento di ricorso all’Università, affinché la sua tesi possa essere esaminata da un’altra commissione. “Spero sarà accolto” dice con un po’ di tristezza, prima di salire sul pulmino che parte dall’aeroporto di Tel Aviv per fare tutte le fermate di Gerusalemme – tranne la città vecchia.

dai corrispondenti di Infoaut e Radio Onda d’Urto – Gerusalemme, 4 Febbraio 2016

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Gerusalemmeintifadaisraelepalestina

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal nuovo incubo americano

USA. Persone migranti, non importa se regolari o meno, vengono rastrellate per strada, sequestrate da uomini dal volto coperto e senza divise o distintivi, e sbattute in pulmini neri per poi scomparire nei centri di detenzionea dell’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prima udienza per Anan, Ali e Mansour: ammessi gli interrogatori israeliani, negate le consulenze della difesa

La corte de L’Aquila ha  accettato l’ammissibilità nel processo di metà degli interrogatori fatti nelle carceri israeliane, in spregio a qualsiasi diritto internazionale. da Osservatorio Repressione Negata, invece, l’ammissione di quasi tutte le consulenze di parte proposte dalla difesa degli attivisti palestinesi. Tra le persone che i legali di Anan, Ali e Mansour hanno chiesto […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Roghi e lotta per la vita in Macedonia: avete acceso le fiamme, ora preparatevi al fuoco

Il 16 marzo, 59 giovani sono morti tra le fiamme a Kocani, in Macedonia, in un club notturno. Avevano tra i 14 e i 25 anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ravenna: sequestrato materiale militare. Era diretto in Israele senza licenza

Ottocento pezzi acquistati dall’azienda Imi Systems, che rifornisce l’esercito. Il porto romagnolo teatro di proteste e di blocchi dei portuali di armi e navi israeliane

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Ancora negazionismo, ad un giorno dall’anniversario del colpo di stato il Governo ha demolito un monumento allo scrittore Osvaldo Bayer

Invece di occuparsi dello stato delle strade di fronte all’abbandono delle opere pubbliche, la Viabilità Nazionale è stata utilizzata come strumento di provocazione nell’ambito di un nuovo anniversario dell’ultimo colpo di stato. Questo martedì, soltanto un giorno dopo un nuovo anniversario del sanguinoso colpo di stato perpetrato il 24 marzo 1976, il governo di Javier […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’ultimo capitolo del genocidio

Israele ha iniziato la fase finale del suo Genocidio. I palestinesi saranno costretti a scegliere tra la morte o la deportazione. Non ci sono altre opzioni. Un articolo del giornalista premio Pulitzer Chris Hedges, ex corrispondente del New York Times da Gaza. di Chris Hedges da InfoPal (Chrishedges.substack.com.) Questo è l’ultimo capitolo del Genocidio. È […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Turchia: l’arresto di Imamoglu scatena nuove proteste contro Erdogan

In Turchia sono scoppiate massicce proteste dopo che le autorità giudiziarie – all’interno di una vasta operazione contro centinaia di persone –  hanno arrestato Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul, pochi giorni prima che venisse scelto come candidato del partito di opposizione laico CHP alle presidenziali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La crisi umanitaria a Gaza: una situazione terribile di fame e aiuti bloccati

La Striscia di Gaza, che ospita quasi due milioni di persone, sta affrontando una crisi umanitaria di portata senza precedenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Un superclassico della repressione di Milei con proiettili, feriti e caccia a pensionati e tifosi

Cronaca di un pomeriggio di violenza istituzionale come non si vedeva da molto tempo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’anomalia della guerra in Messico

Il 5 marzo il collettivo “Guerreros Buscadores de Jalisco” scopre qualcosa che innalza il livello della crudeltà del potere in Messico: un campo di sterminio del Cartel Jalisco Nueva Generación, uno dei cartelli più feroci del Paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tregua finita, Israele attacca Gaza. Centinaia di palestinesi uccisi

Non conosce soste la massiccia offensiva aerea lanciata da Israele nella notte  a sorpresa contro Gaza.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Anan all’ultima udienza

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazione di Anan durante l’ultima udienza all’Aquila che lo ha rinviato a giudizio insieme al altri due palestinesi.  da Radio Onda Rossa Anan Yaeesh – dichiarazione spontanea ex art 421 cpp Desidero iniziare con i miei saluti alla Corte e a tutti i presenti. Esiste sempre la legge, ma anche lo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hamas ha annunciato il rinvio dello scambio di prigionieri: Perché e perché ora?

Hamas si trova attualmente in una posizione in cui deve fare del suo meglio per negoziare l’ingresso di aiuti sufficienti a Gaza, assicurando al contempo la fine della guerra e la formazione di un’amministrazione post-bellica in modo che il territorio possa essere rilanciato e ricostruito. di Robert Inlakesh, tradotto da The Palestine Chronicle Lunedì, il […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Un unico modo per sconfiggere il Fascismo Israeliano: Ilan Pappé sulla giustizia globale

Riprendiamo l’articolo tradotto di invictapalestina. English version Dobbiamo ancora credere che, a lungo termine, per quanto orribile sia questo scenario che si sta sviluppando, esso sia il preludio a un futuro molto migliore. Di Ilan Pappe – 7 febbraio 2025 Se le persone vogliono sapere cosa ha prodotto in Israele l’ultimo folle e allucinante discorso […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Spionaggio e abusi tecnologici: Il caso Paragon e il pericolo della sorveglianza invisibile

Nel cuore di un’Italia già scossa dalle incertezze politiche e sociali, un nuovo scandalo sta scuotendo le fondamenta della nostra privacy e libertà individuale. Si tratta del caso Paragon, un’inquietante vicenda che ha rivelato l’utilizzo di sofisticati strumenti di spionaggio informatico per sorvegliare attivisti, giornalisti e comunissimi cittadini. Una storia che, seppur legata all’uso di […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il progetto imperialista USA-Israele su Gaza e gli sviluppi sul cessate il fuoco

L’amministrazione Trump ha gettato la maschera esplicitando il progetto coloniale e imperialista che lo accomuna al piano sionista di Israele, attraverso dichiarazioni shock senza precedenti il Presidente degli Stati Uniti parla di deportazione e pulizia etnica del popolo palestinese in mondovisione.