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Missioni militari 2025. Carta bianca per la guerra

“Sono attualmente in corso 39 missioni e operazioni internazionali, per una consistenza media di 7.750 unità, un contingente massimo autorizzato pari a 12.100 unità, e un onere finanziario complessivo che ammonta a 1,48 miliardi, divisi tra 980 milioni per il 2025 e 500 milioni per il 2026”. Lo ha detto il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato il 25 marzo scorso.
da Radio Blackout

Le aree di interesse sono “il Mediterraneo, i Balcani, il Fianco Est della Nato, il Medio Oriente, il quadrante Sahel/Golfo di Guinea e il Corno d’Africa”.
Un ruolo cruciale, secondo Portolano, lo svolgono la missioni militare in Niger, il fianco est della NATO, le missioni nel Mar Rosso e nel Corno d’Africa, e, in Italia, l’operazione “strade sicure”.
I termini di presentazione della relazione analitica sulle missioni in corso sono stati posticipati dal 31 dicembre al 31 gennaio dell’anno successivo. Un passaggio modifica radicamente l’intero percorso sia di rinnovo delle missioni in corso, sia quelle nuove da avviare.
La Legge 168 che modifica la legge 145 del 2016, approvata definitivamente dal Senato nell’ottobre scorso, interviene proprio su alcuni punti specifici della stessa Legge 145. Due in particolare le modifiche più significative.
La prima introduce un elemento di flessibilità che consente di “prevedere” in anticipo le possibili “interoperabilità” in termini di personale e assetti operativi tra missioni diverse ma nella stessa area geografica.  In virtù delle evoluzioni dei singoli scenari dunque, il personale già operativo sul terreno (o comunque già autorizzato) può essere destinato a rafforzare un’altra missione in zone limitrofe.
Il tutto, peraltro, con annesso impatto sui documenti stessi presentati al Parlamento; sotto forma di una riorganizzazione/raggruppamento delle schede esplicative. Il secondo elemento di novità è rappresentato dalla istituzione delle “Forze ad alta e altissima prontezza operativa”.
Più in particolare, con la Legge 168 viene infatti stabilito che nelle deliberazioni con le quali il Governo chiede al Parlamento l’autorizzazione alla partecipazione alle missioni internazionali, l’esecutivo stesso possa individuare dei contingenti di forze con le caratteristiche appena menzionate. Queste ultime diventano così a loro volta impiegabili senza preavviso, dove il governo decidesse.
In parole povere il parlamento ha dato carta bianca al governo per intraprendere nuove operazioni belliche senza neppure doverle ratificare a posteriori, come accaduto negli ultimi anni. Crosetto imperat.

Ne abbiamo parlato con Dario Antonelli del Coordinamento antimilitarista livornese.

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