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Roma fa affari di guerra in Mozambico dove l’ENI festeggia il centesimo carico di gas

L’Italia rafforza la partnership militare con il Mozambico puntando gli occhi alle imponenti risorse energetiche del Paese africano.

di Antonio Mazzeo

Dall’8 al 12 aprile 2025 il porto di Maputo ha ospitato la fregata FREMM “Luigi Rizzo” della Marina Militare, unità specializzata nella guerra anti-sottomarini.

La fregata italiana proveniva dalle acque antistanti la città di Mombasa, Kenya, dove aveva partecipato ad esercitazioni con alcune unità della Marina keniota, nell’ambito della missione europea EUNAVFOR Atalanta di “pattugliamento e protezione dei traffici marittimi” nell’area del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano.

“La presenza della fregata Luigi Rizzo a Maputo ha consentito di rafforzare le relazioni militari tra Italia e Mozambico”, annota il sito specializzato sudafricano Defenceweb.

Durante la visita è stato sottoscritto un accordo di cooperazione bilaterale nel settore della difesa, secondo quanto annunciato giovedì 10 aprile dai rappresentanti del corpo diplomatico italiano nella capitale mozambicana.

“L’accordo, coincidente con il 50° anniversario dei legami diplomatici tra i due paesi, prevede l’addestramento congiunto, lo sviluppo delle capacità e la potenziale espansione ad altri settori delle forze armate”, spiega Defenceweb.

“L’accordo – aggiunge il sito sudafricano – punta a rafforzare l’abilità dei militari del Mozambico nel contrastare le minacce marittime come la pirateria e i traffici illegali, con il sostegno della Marina italiana che recentemente ha sventato due attacchi dei pirati nella regione del Corno d’Africa”.

Lo Stato Maggiore della Marina italiana ha reso noto che nel corso della visita in Mozambico, la FREMM “Luigi Rizzo” ha effettuato alcune dimostrazioni nella baia di Maputo congiuntamente ad unità da guerra locali, mostrando tecniche di “interdizione navale” e contrasto della pirateria, a “protezione” delle rotte commerciali marittime.

“Vogliamo rafforzare le capacità operative della Marina del Mozambico per rendere le sue acque più sicure, raddoppiando gli sforzi per proteggere l’Oceano Indiano, vittima di episodi di pirateria, che aumentano l’insicurezza nella regione”, ha dichiarato ad Agenzia Nova il contrammiraglio Davide Da Pozzo, comandante dell’operazione EUNAVFOR Atalanta.

“Stiamo sviluppando programmi di partnership nei Paesi che visitiamo per garantire il successo delle attività; da metà 2009 ad oggi la missione europea ha prodotto risultati efficaci e negli ultimi anni si sono verificati solo tre episodi di pirateria”, ha aggiunto Da Pozzo.

L’addetto militare italiano in Mozambico, il colonnello Franco Linzalone, ha reso noto a conclusione della missione della fregata che con i nuovi accordi militari sottoscritti, il personale delle forze armate mozambicane “potrà beneficiare di attività di addestramento e di rafforzamento delle capacità in Italia, oltre ad azioni di scambio di esperienze”. Già in passato i militari del Mozambico hanno svolto corsi di formazione specifica in territorio italiano.

L’Italia partecipa alla Missione di assistenza militare dell’Unione europea EUMAM in Mozambico, che ha lo scopo di addestrare, assistere ed equipaggiare le forze armate e di sicurezza del Mozambico impiegate contro le milizie armate islamico-radicali nella regione settentrionale di Cabo Delgado.

I vertici militari di EUMAM hanno effettuato una visita di “cortesia” a bordo della fregata italiana in sosta a Maputo per uno scambio di esperienze con la missione europea anti-pirateria. EUMAM è stata prorogata recentemente fino al 20 giugno 2026.

L’accordo tecnico di Cooperazione Navale tra Italia e Mozambico è stato firmato il 30 gennaio 2014 dall’allora Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi ed il Capo di Stato Maggiore della Marinha mozambicana, Lazaro Menete. In quell’occasione fu dislocato per circa due mesi nelle acque di Maputo, il pattugliatore d’altura “Comandante Borsini”.

Un anno e mezzo fa (prima metà di ottobre 2023) un’altra unità da guerra della Marina italiana, il cacciatorpediniere “Durand de La Penne” si era recato in visita nella capitale mozambicana. In quell’occasione fu ospitata a bordo la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

“La tappa a Maputo di nave Durand de La Penne è stata l’occasione per ribadire l’impegno nazionale nella collaborazione con le Forze Armate della Repubblica del Mozambico”, riportò in nota il Comando della Marina italiana. “L’unità ormeggiata ha fatto da cornice agli incontri bilaterali previsti dal Piano di Cooperazione in atto tra le Marine militari di Italia e Mozambico, condotti dalla delegazione del 3° Reparto dello Stato Maggiore”.

In particolare è stato avviato un programma di collaborazione che riguarda il settore dell’Idrografia e delle capacità per le Operazioni di interdizione marittima. La Marina dello Strato africano ha pure aderito al VRMTC (Virtual Regional Maritime Traffic Center), il centro realizzato presso il Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) di Santa Rosa, Roma, per il controllo e la gestione della sicurezza nell’area del Mediterraneo, del Mar Nero, del Golfo di Guinea e dell’Oceano Indiano.

“Durante la sosta, sono continuate a bordo le attività addestrative e capacity enhancement a favore del team di Fuzileiros de Marinha, imbarcato dal 5 al 19 ottobre 2023: si tratta di una unità di fanteria specializzata mozambicana, già obiettivo del programma addestrativo condotto dalla missione militare europea in Mozambico, che ha condotto un intenso periodo di cooperazione con il personale della Brigata Marina San Marco”, ha specificato lo Stato Maggiore.

Sempre a bordo del cacciatorpediniere si sono tenute sessioni addestrative a favore di un team di sommozzatori mozambicani e anche un corso di formazione specialistico sulla “medicina da campo in teatri operativi” a favore degli studenti dell’organizzazione non governativa CUAMM (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari) per l’Africa.

Come ha sottolineato il sito specializzato Defenceweb, la recente visita della fregata “Luigi Rizzo” ha “posto i riflettori sul maggiore investimento italiano in Mozambico”: il progetto Coral Norte di ENI per la produzione offshore di Gas Naturale Liquefatto (GNL), valore 7,56 miliardi di dollari, nel bacino di Rovuma, nella provincia di Cabo Delgado.

Questo progetto è “gemello” di Coral Sul, anch’esso nelle acque ultra-profonde del bacino Rovuma. L’8 aprile 2025, il giorno stesso dell’arrivo a Maputo dell’unità della Marina italiana, il Gruppo ENI ha “celebrato” la spedizione del 100° carico di GNL prodotto dagli impianti della Coral Sul.

Questi ultimi hanno una capacità di liquefazione di gas di 3,4 milioni di tonnellate all’anno. L’area di estrazione è gestita per il 70% da Mozambique Rovuma Venture S.p.A., una joint venture di proprietà di ENI, ExxonMobil e China National Petroleum Corporation (CNPC); il restante 30% è gestito dalle società Enh, Galp e Kogas.

Gli impatti socio-ambientali e sul clima dell’impianto Coral Sul al largo delle coste mozambicane è stato stigmatizzato dal report “Fiamme Nascoste” presentato a Roma il 26 marzoscorso dall’associazione ReCommon.

Dall’analisi dei dati pubblici e delle immagini satellitari esaminati dall’associazione e dai suoi consulenti, si evince che l’impianto per l’estrazione e liquefazione di gas sarebbe stato “protagonista di numerosi fenomeni di flaring dall’inizio della sua attività nel 2022, non adeguatamente riportati dall’azienda petrolifera”.

Il flaring consiste nella pratica di bruciare in torcia il gas in eccesso estratto insieme ad altri idrocarburi, che ha impatti rilevanti sul clima, l’ambiente e – in prossimità di centri abitati – sulle persone.

“Solo fra giugno e dicembre 2022, le operazioni di flaring avrebbero comportato lo spreco di 435.000 metri cubi di gas, equivalente a circa il 40% del fabbisogno annuo del Mozambico”, scrive ReCommon.

“Gli episodi si sono ripetuti anche in numerose altre giornate negli anni successivi”, lamenta l’associazione ambientalista. “Per esempio nella giornata del 13 gennaio 2024, secondo le stime basate su dati NASA, per ogni ora di flaring l’ENI avrebbe mandato in fumo tanto gas quanto una famiglia media italiana consuma in 8 anni e mezzo”.

Articolo pubblicato in Africa ExPress il 26 aprile 2025, https://www.africa-express.info/2025/04/27/roma-fa-affari-di-guerra-in-mozambico-dove-leni-festeggia-il-centesimo-carico-di-gas/

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