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Torino, 500 in corteo contro gli accordi tra Italia e Israele

Ad oggi, l’Italia è il quarto partner commerciale di Israele ed è diventata, in base ad accordi di cooperazione, il secondo partner mondiale del governo israeliano nel campo delle materie scientifiche. Le operazioni militari congiunte tra i due paesi, nel deserto del Naqab e a Decimomannu in Sardegna, sono ormai azioni di routine. Sempre in Sardegna, da anni, gli aerei da guerra israeliani testano le loro nuovi armi che vengono poi sistematicamente impiegati contro i palestinesi. A livello commerciale, l’Italia è diventata la porta d’ingresso principale per lo smistamento delle merci israeliane nella Comunità Europea.

Lo striscione con impresse le parole ‘Contro l’imperialismo e il sionismo, con la resistenza palestinese al fianco dei popoli che lottano’ ha aperto il corteo, composto da circa 500 persone, e ha sfilato per il centro città spiegando le proprie ragioni fino ad arrivare alla conclusione sotto la Prefettura, urlando le parole d’ordine della manifestazione: No al progetto sionista di pulizia etnica della Palestina; Sostegno alla lotta del popolo palestinese per il suo Diritto al Ritorno e all’Autodeterminazione; Rigetto degli Accordi di Oslo; Campagna BDS come alternativa alla cooperazione Italia-Israele; Sostegno alla resistenza ed alle lotte dei prigionieri; Interruzione dei rapporti commerciali ed economici, politici, militari e culturali tra l’Italia e Israele.

La manifestazione si è tenuta a Torino, anche se l’incontro, che si terrà lunedì 2 dicembre, è stato spostato a Roma. Per questo anche nella capitale si sono tenuti dei presidi sotto a Montecitorio, contro il Prawer Plan (l’ennesima ordinanza israeliana di repressione che prevede lo sgombero e la demolizione di una comunità beduina stanziatasi a Naqab nel Negev), e in piazza Venezia contro il vertice Italia-Israele, mentre lunedì alle 15 ci sarà un presidio a Roma (la località dell’iniziativa è in zona Monteverde limitrofa allo svolgimento del vertice. Il luogo esatto verrà comunicato dopo l’accoglimento della notifica in Questura).

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