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Tunisia, riprendono i blocchi e le proteste a El Kamour

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Si riaccende la protesta a El Kamour, nel governatorato di Tataouine, la regione nel sud della Tunisia che già nei mesi scorsi è stata teatro di rivolte e tensioni sociali innescate da disoccupazione, povertà e corruzione.

A metà giugno – dopo settimane di blocchi e scioperi massicci indirizzati soprattutto contro i siti produttivi delle compagnie petrolifere della zona – i manifestanti riuniti in un sit-in di protesta permanente a El Kamour erano riusciti a strappare un accordo al governo tunisino basato su misure a favore dell’occupazione giovanile e fondi destinati allo sviluppo della regione di Tataouine, tra le più colpite nel paese da crisi e mancanza di reddito. L’accordo prevedeva inoltre la formazione di un comitato composto dai protagonisti della protesta, incaricato di negoziare con i rappresentanti del governo i termini dell’accordo e della ripresa della produzione.

Ma nel pomeriggio di ieri, 5 giugno, sulla strada che porta da El Kamour al centro di Tataouine sono ripresi i blocchi e le ostilità. Il governo ha infatti deciso in maniera unilaterale di modificare a proprio favore la composizione del comitato che oggi avrebbe dovuto incontrare il ministro del lavoro, Imed Hammami, imponendo la presenza di diversi membri di Ennahdha. Secondo l’accordo gli unici rappresentanti di partito ammessi al tavolo dovevano essere gli emissari delle diverse località del governatorato di Tataouine, mentre tutti gli altri soggetti estranei al movimento dovevano rimanere fuori dalla realizzazione della trattativa.

Di fronte a questa provocazione i manifestanti hanno immediatamente fatto saltare la trattativa col governo e sono tornati nei luoghi della protesta che nei mesi scorsi ha infiammato la regione. Se il governo non tornerà sui suoi passi rispetto a questa violazione dell’accordo, sono pronti a riprendere il sit-in permamente a El Kamour.

 

 

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