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In Tunisia si stringono le maglie della repressione contro il dissenso interno. A termine di un’interrogatorio durato tutta la notte, all’alba di giovedì 20 aprile è stato convalidato l’arresto del leader storico del partito islamico tunisino Ennahdha, Rached Ghannouchi e all’opposizione del governo di Saied.

Lo annuncia il suo stesso partito su Twitter, precisando che le accuse sono quelle di “cospirazione contro la sicurezza dello Stato”, che prevedono una condanna che potrebbe arrivare anche alla pena di morte e che comunque ne ordinano la permanenza in carcere sino al processo.

Ghannouchi era stato arrestato lunedì 17 assieme ad altri sette membri di partito. Il commento di Karbai Majdi, deputato della sinistra tunisina Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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