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War on war: we do not enlist! 8 Maggio: mobilitazione internazionale contro la leva obbligatoria e la guerra

Comunicato delle organizzazioni politiche e sociali della campagna internazionale “We do not enlist!”

Nemmeno dopo tre mesi dentro il nuovo anno gli Stati Uniti, con la complicità dell’Unione Europea, hanno attaccato il Venezuela, supportato gli attacchi delle milizie Salafite contro il Rojava e contro le minoranze religiose in Siria, iniziato una nuova guerra contro il Libano e l’Iran, continuato il genocidio sui palestinesi e stretto il loro pugno su Cuba, assediando l’isola. Un aumento di aggressioni militari che potrebbero portarci sull’orlo di una nuova guerra mondiale.

Nello stesso momento, i nostri governi usano le “minacce estere” come capro espiatorio per giustificare enormi investimenti in riarmo, restrizione delle libertà democratiche, legittimazione di fascisti e dei peggiori istinti reazionari e, addirittura, reintegrazione della leva militare. La Germania de facto ha reintegrato la leva parzialmente il 5 dicembre, Italia e Francia hanno dichiarato di volersi allineare e la Croazia ha reintrodotto il servizio militare obbligatorio per tutti i giovani il 6 marzo.

Le classi dirigenti provano a vendere il riarmo come una necessità per la difesa, con una retorica riempita di suprematismo occidentale, mentre i tagli al welfare sono sempre più pesanti e i mezzi di repressione sono rinforzati per reprimere il dissenso. Ma sono i Paesi NATO che provocano guerre per il mondo, distruggendo l’ambiente insieme a innumerevoli vite umane, per avanzare nei loro interessi imperialistici e riavviare le loro economie attraverso investimenti militari.

Noi siamo la generazione che ha visto il velo della propaganda crollare di fronte al tentativo di giustificare decine di migliaia di morti a Gaza. Noi non saremo trascinati dentro una nuova guerra mondiale. Abbiamo lanciato un giorno di mobilitazione internazionale l’8 maggio, l’anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta del nazifascismo in Europa. Ci prenderemo ancora una volta le strade contro la leva, l’imperialismo USA e l’Unione Europea della guerra e del riarmo. Per un futuro di pace, solidarietà e giustizia.

Per fermare le classi dirigenti che hanno deciso di portarci in guerra, organizzarci e mobilitarci ad un livello internazionale è fondamentale e urgente come giovani con chiari obiettivi e posizioni:

  1. Fermare la riabilitazione della leva militare in tutta l’Unione Europea. Noi non ci arruoliamo, non vogliamo essere mandati in guerra per gli interessi della borghesia occidentale: blocchiamo le leggi che reintroducono il servizio militare obbligatorio, parziale o no, e resistere alla coscrizione.
  2. Dobbiamo combattere contro ogni piano di riarmo varato dai governi nazionali, NATO o EU e contro l’introduzione di un esercito europeo unito, che avrebbe come obiettivo l’aggressione di altri popoli. Per tutta l’Europa, i governi stanno tagliando i fondi ai sistemi sanitari, all’istruzione, alla ricerca, ai programmi di abitazione pubblica, ai salari e alla spesa sociale, per investire sempre di più in armi. Noi non accetteremo più tutto questo.
  3. Non crediamo nella favola di un pericolo esterno che giustifichi il riarmo per difenderci. Sono i Paesi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti che fanno scoppiare guerre per tutto il mondo, e che desiderano accelerare la corsa verso uno scontro militare generalizzato su scala globale.
  4. I nostri Paesi non dovrebbero partecipare in alcun conflitto militare per alcun motivo. Noi dobbiamo lottare affinché i nostri Paesi cessino il loro coinvolgimento, diretto o indiretto, nei conflitti; affinché vengano richiamati i soldati dispiegati all’estero per le missioni delle Nazioni Unite; e affinché vengano chiuse le basi militari che i nostri Paesi hanno all’estero. Inoltre, noi rifiutiamo l’uso dei nostri spazi aerei e delle nostre basi militari, situate nei nostri Paesi, per le guerre di Stati Uniti e NATO.
  5. Noi lottiamo affinché tutti i nostri Paesi escano dalla NATO, un’alleanza militare storicamente offensiva e uno strumento nelle mani delle nostre classi dirigenti per imporci guerre che mirano a mettere a tacere l’opposizione interna con il pretesto di adempiere agli impegni assunti nell’ambito dell’alleanza internazionale
  6. La cosa più urgente è la fine di ogni complicità con lo Stato terrorista di Israele e della partecipazione attiva dei nostri governi e dell’Unione Europea nel genocidio dei palestinesi, che si materializza in cooperazioni e accordi di materia economica, militare, scientifica, in traffico di armi e nello sforzo propagandistico di provare a coprire gli orrori perpretrati da Israele.
  7. Siamo nemici di ogni progetto imperialista dell’Europa e dell’Occidente e siamo inequivocabilmente al fianco di Cuba e di tutti i popoli del Sud Globale, i quali si stanno misurando direttamente con le barbariche aggressioni dell’imperialismo, che siano sotto forma di sanzioni economiche, blocco navale, tentativi di colpi di Stato, aggressioni militari, fino alla guerra o al genocidio stesso. Siamo più vicini ai popoli sotto le bombe che ai dirigenti in Bruxelles. Promuoviamo l’internazionalismo!

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