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Leva-tevi

Germania, Francia ed Italia stanno reintroducendo la leva militare, ad oggi su base volontaria, domani chissà.

Il Ministro della Difesa Crosetto ha annunciato, dopo Macron in Francia e Merz in Germania, che è allo studio una legge per reintrodurre la leva militare in Italia. Da quanto trapela per il momento si tratterebbe di una leva volontaria volta a costituire una “riserva ausiliaria” di 10mila unità. L’obiettivo di Crosetto sarebbe quello di arruolare in questa forza professionisti di esperienza, militari in congedo, esperti di informatica, volontari in ferma prefissata, ex guardie giurate e persino medici in pensione. D’altronde non è che ci siano tanti giovani nel nostro paese, dato l’inverno demografico quindi tocca adattarsi. Se, come al solito, in Italia la vicenda assume toni farseschi, per capire quali potrebbero essere gli scenari futuri basta guardare oltralpe. Qui come scrive Contre Attaque Macron prevede di investire due miliardi di euro “per mettere sull’attenti decine di migliaia di giovani, ma apre anche la possibilità di «mobilitare altri giovani» in caso di «crisi grave». Per quanto riguarda il servizio in sé: sarà avviato nell’estate del 2026, destinato principalmente ai giovani di 18-19 anni, e riguarderà solo 3.000 giovani per la prima promozione, poi 10.000 nel 2030 e 50.000 nel 2035. In altre parole, ci aspetta almeno un decennio di propaganda bellica.”

L’obiettivo non è solo quello di avere una maggiore disponibilità di uomini e donne addestrati: “questa riserva di giovani è anche un modo per far penetrare l’esercito nello spazio pubblico e nel cuore delle famiglie. I militari parlano di «aumentare la superficie di contatto» con la popolazione.”

Anche in Germania la reintroduzione della leva ha caratteristiche leggermente differenti da quelle evocate da Crosetto: qui è previsto che tutti i diciottenni ricevano un questionario con cui indicare disponibilità e competenze utili al servizio militare. A questa fase, a partire dal 2027, seguirà la visita medica obbligatoria per tutti i diciottenni per costruire, incrociando i dati del questionario e della visita, un database dei giovani arruolabili. Il piano non sancisce un ritorno immediato alla coscrizione obbligatoria. La volontarietà resta la porta d’ingresso principale, anche se il governo non esclude la possibilità di introdurre una forma di arruolamento forzato qualora il numero di candidati risultasse insufficiente. L’obiettivo della Germania di Merz è quello di arrivare a costituire la principale forza convenzionale europea nell’arco di un decennio. Non sono bastate due guerre mondiali a dimostrare quanto il bellicismo tedesco sia una sciagura.

La febbre guerrafondaia che ha colto le dirigenze europee è lo strenuo tentativo di tenere in piedi un’architettura politico-economica che ormai è sull’orlo della rovina.

La Germania entra ormai nel quarto anno di crisi economica, la Francia vive una situazione di degradazione dell’assetto istituzionale senza precedenti, l’Italia annaspa tra una manovricchia atta ad accantonare risorse per il riarmo e una sfiducia sempre più generalizzata nei confronti del sistema politico. Il Belgio è squassato dagli scioperi e persino il paradigma della social-democrazia nordica è in dura crisi: Norvegia e Svezia vedono una crescita delle destre sovraniste, in Danimarca, a Copenaghen, le elezioni municipali vengono vinte dalla sinistra radicale tra la crescente preoccupazione degli elettori per l’aumento delle spese militari e la stretta alleanza con gli Stati Uniti.

I governanti, sempre più delegittimati, sono giunti alla conclusione che solo il riarmo e la guerra possono salvare il capitalismo europeo. Non importa se questo, come ha dichiarato qualche giorno fa il capo dell’esercito francese, prevede che la popolazione debba “accettare di perdere i propri figli”.

Noi abbiamo una modesta proposta alternativa che non prevede sacrificare migliaia di giovani sul campo di battaglia per tenere in piedi un sistema ingiusto e insostenibile: istituire una leva obbligatoria per i burocrati di Bruxelles, per i politici guerrafondai e per i capitalisti a caccia di profitti. Li manderemmo a costruire case popolari, a mettere in sicurezza i territori a rischio idrogeologico, a fare i turni ai cup degli ospedali, al posto dei braccianti nei campi per conquistare l’agognata sovranità alimentare. Forse non risolveremmo tutti i problemi del continente, ma sarebbe un inizio. Insomma, levatevi.

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