InfoAut
Immagine di copertina per il post

Crisi climatica: ENI fa causa a ReCommon e Greenpeace per la campagna “La giusta causa”

Il colosso energetico (soprattutto fossile) Eni chiede…i danni a due realtà che da anni si battono contro il drammaticamento cambiamento climatico in corso.

A farlo sapere sono le stesse realtà colpite, ReCommon e Greenpeace. “Mentre in Italia – scrivono – l’emergenza climatica miete vittime e causa danni incalcolabili da nord a sud, ENI, anziché impegnarsi ad abbandonare gas e petrolio che alimentano l’inferno climatico, chiede un risarcimento danni per diffamazione per la campagna legata al lancio della Giusta Causa.

È paradossale che, proprio mentre l’Italia è devastata dagli impatti dei cambiamenti climatici, ormai sotto gli occhi di tutti in molte regioni del mondo, la più importante multinazionale italiana, partecipata dallo Stato, chieda un risarcimento danni a chi ha non ha fatto altro che sollecitare un reale cambiamento nelle politiche energetiche di una grande società che, continuando a investire sui combustibili fossili, minaccia il pianeta e la sicurezza delle persone”.

L’intervista a Luca Manes, di ReCommon. Ascolta o scarica

“Sapevamo a cosa andavamo incontro – aggiungono da ReCommon – quando abbiamo lanciato la Giusta Causa e abbiamo scelto di farlo perché nessun rischio è più grande di quello climatico. Intendiamo resistere a questo tentativo di intimidazione da parte di ENI e chiediamo il sostegno di tutte le persone e gli enti pubblici e privati che hanno a cuore la causa della giustizia climatica, a partire da chi vive e opera nei territori che stanno patendo sulla propria pelle le conseguenze catastrofiche della crisi”.

Le richieste economiche alle due associazioni, si stima, saranno superiori a 50 mila euro ciascuna.

Da qui il lancio di una campagna di sostegno economico dal basso per supportare le iniziative de “La Giusta Causa”: per partecipare, clicca qui.

da Radio Onda d’Urto

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

CRISI CLIMATICAenigreenpeaceGREENWASHINGRecommon

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’effetto isola di calore dei data center

Ripubblichiamo i risultati di questo lavoro di ricerca utile per approfondire il tema dei data center e analizzarne uno degli impatti quale le isole di calore, il contributo è stato ripreso da la Bottega del Barbieri.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno

A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Parco eolico tra Gorgona e Capraia, nuovo scempio all’orizzonte

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo articolo da parte della Scrivania Autogestita d’Informazione di Livorno in merito al nuovo progetto di mega impianto eolico off shore in zona protetta tra Gorgona e Capraia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: al via l’abbattimento del Bosco Ospizio. Dall’alba presidio resistente

È iniziato questa mattina, lunedì 3 agosto, il contestato (e già bloccato) cantiere finalizzato a distruggere il Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far spazio all’ennesima colata di cemento, ovvero un centro polifunzionale e un supermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’unica sovranità energetica è quella decisa dal popolo: Meloni e il nucleare una favola ridicola

Due referendum popolari hanno sancito il NO al nucleare in Italia. Una premessa obbligata dalla quale partire per leggere le forzature del governo Meloni sul tema: riaprire le centrali puntando sui “nuovi” Small Modular Reactors sarebbe la soluzione per l’indipendenza energetica. Tutte balle, scusate il francesismo. 

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Rompere il silenzio. Noi non abbiam paura del bosco la notte 

Breve reportage della due giorni di mobilitazione nell’Appennino Mugellano per una transizione popolare, ecologica e sovrana.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Piano energetico italiano: il ritorno al carbone

E’ ormai chiaro che gli obiettivi fissati dal PNIEC, il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con scadenza 2025, per rispettare gli obiettivi europei di decabonizzazione, verranno disattesi. 

Immagine di copertina per il post
Confluenza

MARCIA POPOLARE CONTRO LA SPECULAZIONE ENERGETICA, A DIFESA DEI CRINALI / SABATO 9 MAGGIO 2026

INVITO E APPELLO ALLA MOBILITAZIONE Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 per la difesa dell’Appennino Mugellano e della Montagna Fiorentina dalla trasformazione in sito industriale eolico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion invade il blue carpet di Sanremo per denunciare le politiche ecocide e il greenwashing degli sponsor

Nella serata inaugurale del Festival di Sanremo, Extinction Rebellion ha invaso la passerella davanti al teatro Ariston con cartelli ispirati ai nomi delle canzoni in gara per denunciare le politiche ecocide e l’operazione di greenwashing dei principali sponsor, Eni e Costa Crociere.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?

La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali.