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Finanziarizzazione della terra: nuove dinamiche di appropriazione della rendita fondiaria e territoriale

La terra rappresenta una dimensione fondamentale nella produzione agricola, così come in ambito culturale, identitario, sociale ed economico, in particolare per le famiglie contadine e indigene ma anche per qualsiasi essere umano che mangia frutta, verdura, carne, cereali; il diritto alla città contempla anche il territorio, come spazio pubblico e comune.

di Sarah Zevaco y Abel Irala  (Base-is) da ECOR Network

Già nel 1982 Harvey 1 richiamava l’attenzione sul fatto che “nel capitalismo avanzato la terra è trattata come un’attività finanziaria; ciò che si compra e si vende non è la terra ma il diritto ad appropriarsi della sua rendita”. Il denaro pagato per essa equivale a un investimento che produce interessi. L’importanza della rendita e dell’esistenza della proprietà privata della terra risiede nel fatto che sono condizioni socialmente necessarie per il funzionamento del capitalismo. Allo stesso tempo però svolgono un ruolo contraddittorio: da un lato la proprietà della terra svolge un ruolo ideologico e giuridico positivo, legittimando tutte le forme di proprietà privata; dall’altro il mercato fondiario che, distribuendo i flussi futuri di capitale e lavoro, si trasforma in una potenziale fonte di speculazione e irrazionalità 2. ” (García L. M., 1984:125).

Oggigiorno questa logica di diritto ad appropriarsi della rendita e degli interessi del capitale finanziario prevalgono e si diffondono attraverso un processo chiamato finanziarizzazione della natura, in particolare della terra. Tale dinamica include l’emergere di nuovi protagonisti nel mercato della terra e di nuovi strumenti di business. Pone vecchie e nuove sfide ai difensori della terra e della natura come beni comuni, così come agli Stati.
 

CHE COS’È LA FINANZIARIZZAZIONE DELLA TERRA?

La terra in Paraguay è l’elemento principale su cui è stato costruito il capitalismo nel paese. Ancora oggi le forme di rendita fondiaria sono le principali determinanti su cui si fondano le élite, i poteri dominanti e, in generale, tutte le strutture sociali e le relazioni tra di esse. La terra come elemento di mercato, cioè come merce, si è dimostrata essere in Paraguay una realtà, anche se non trasparente: è una delle principali fonti di conflitto tra le classi sociali, ma soprattutto è il principale esempio di accumulazione capitalistica nel paese. Questa mercificazione della terra – primo passo di un processo di finanziarizzazione – si basa sulle seguenti caratteristiche principali:

1. Un’alta concentrazione di terreni. Il 90% della terra nel 2008 era nelle mani di 12.000 grandi proprietari terrieri (ultimo censimento agricolo, CAN 2008); si stima inoltre che il 35% del territorio agricolo sia controllato direttamente o indirettamente dal capitale internazionale 3 (Izá, 2018:16), con tendenza sempre più in aumento.

2. Non esiste una normativa che affronti il problema della concentrazione fondiaria, e questa mancanza di legislazione è a sua volta un riflesso dei forti interessi politici ed economici che permettono di portare avanti trattative sulla terra.

3. Sebbene il diritto alla terra e l’obbligo dello Stato di garantirla ai contadini e alle popolazioni indigene siano sanciti dalla Costituzione nazionale e da altre leggi, le aree disponibili sono legalmente limitate. Per contadini e contadine si tratta di 20 ettari (appezzamenti INDERT), mentre finora non esiste una legge che limiti le aree disponibili per i grandi investitori, che sempre più spesso vedono i terreni agricoli come un’opportunità di investimento, promuovendo così “la mercificazione e la finanziarizzazione neoliberale della natura ” 4 . (Desmarais et al., 2017, p: 198).

4. La poca trasparenza del mercato fondiario in Paraguay. Dalla vendita illegale di terre pubbliche fino alla nebulosa gestione del catasto e dei titoli fondiari, nel 2016 l’Istituto nazionale per lo sviluppo rurale e fondiario (INDERT-Instituto Nacional de Desarrollo Rural y de la Tierra) 5 ha stimato che dei 3.600.000 ettari che ha distribuito in otto decenni nella Regione Orientale, almeno il 34% è occupato da non soggetti alla riforma agraria; parallelamente molti conflitti fondiari sono causati dalla doppia titolazione degli immobili e dall’assenza di un catasto completo.

5. Il prezzo basso della terra in Paraguay, paragonato ai vicini Brasile, Argentina e in particolare nel Chaco, per terreni ancora molto fertili, nonostante i rischi climatici. 

“Nel capitalismo avanzato la terra è trattata come un bene finanziario;
ciò che si compra e si vende non è la terra, ma il diritto di appropriarsi della sua rendita”


Da che punto in poi possiamo dire che la terra è stata finanziarizzata? Dal momento in cui la terra viene gestita come bene di mercato, oggetto di logiche finanziarie: speculazione, scambiabilità, privatizzazione (nazionale e internazionale), offerta in borsa (fisica o virtuale). I profitti finanziari vengono quindi creati attraverso l’estrazione di ricchezza e il trasferimento di consistenti flussi di entrate dal settore degli investimenti fondiari a quello finanziario. Una caratteristica chiave della finanziarizzazione (FIAN, 2020) 6 è che essa avviene in gran parte in forma occulta, attraverso processi di creazione di reti di investimento opache, “sistemi bancari ombra” e paradisi fiscali offshore al fine di sfuggire alla tassazione, al controllo pubblico e alla regolamentazione. In particolare le transazioni virtuali – che in Paraguay sono ancora largamente non regolamentate – consentono di aumentare la velocità e gli importi dei trasferimenti di investimenti onshore, senza ulteriori controlli da parte delle autorità.

Va oltre la semplice compravendita di terreni (in processi legali o illegali) a scopo di lucro: è una forma specifica di transazione fondiaria nel mercato finanziario, con caratteristiche di scarsa trasparenza, con obiettivi di alto ritorno sugli investimenti, cosa che rappresenta alti livelli di speculazione.
 

COME SI SVILUPPA? ATTORI E SCHEMI OPERATIVI

La finanziarizzazione della terra si basa su uno schema di investimento generalmente transnazionale, sebbene possa esistere anche a livello nazionale: una società a capitale privato crea un fondo di investimento, al quale invita gli investitori (banche, fondi pensione, governi) a investire in uno o più progetti. Questi progetti hanno una componente, o più componenti, di acquisto e investimento in un’azienda agricola, per la quale il fondo d’investimento investirà in qualche “miglioramento” che rappresenti un valore aggiunto (ad esempio disboscamento, coltivazione di eucalipto, allevamento di bestiame, perforazione di pozzi), garantendo un ritorno sull’investimento entro un determinato periodo di tempo (dal 10 al 20% in 10 anni o più, a seconda del livello di rischio).

Molte di queste configurazioni prevedono un trust 7 tra la società che acquista o possiede il terreno e un fondo fiduciario o un project manager che rappresenta i principali investitori (fondi pensione, banche, altri fondi di investimento a loro volta rappresentati da società di gestione di fondi), i quali acquisiscono l’investimento attraverso l’acquisto di obbligazioni in borsa (che può essere nazionale o internazionale) su cui il progetto viene offerto. A sua volta, l’amministratore può offrire il progetto (o il trust) attraverso società di intermediazione. Una volta collocate le obbligazioni, il fondo d’investimento o il fiduciario sviluppa, insieme alla società, il progetto per il periodo definito (da 10 a 20 anni), per poi rivenderlo attraverso una vendita classica o tramite quotazione in borsa, incassando così i profitti del progetto.

Come esempio possiamo citare i fondi di investimento agricolo Latam Farms che, nel 2016, ha lanciato il fondo fiduciario Latam Farms 001 LP 8, per un investimento su 8.000 ettari di terra nel Chaco, un fondo di 5 anni con un Tasso di rendimento interno (TIR nell’acronimo spagnolo) del 15,6%. Si tratta di un fondo rivolto a “piccoli” e medi investitori (a partire da 25.000 dollari).

Gli amministratori dei fondi possono anche proporre agli investitori pacchetti finanziari in cui l’investimento su terreni è incluso come parte dei prodotti, ma non nella sua interezza (il resto è integrato da altro tipo di investimento).

Esistono anche schemi di creazione di fondi che propongono investimenti attraverso il leasing: è il caso del Fondo di investimento Eco-Forestal I 9 della società di intermediazione Cadiem in Paraguay, che propone investimenti per il leasing di 1.900 ettari a Caazapá per piantagioni forestali silvo-pastorali. Il fondo ha una durata di 10 anni e offre un rendimento del 3,5% sul capitale iniziale, con dividendi del 15% al sesto anno.

I fondi più recenti presenti in Paraguay hanno le seguenti caratteristiche:

– Hanno una facilità di accesso alla tecnologica: Cadiem raccoglie fondi “100% digitali” e in generale, durante il periodo della pandemia Covid19, i fondi di investimento si sono modernizzati in modo da offrire investimenti gestibili e accessibili “con un click”. Ciò ha portato all’ulteriore sviluppo di società di intermediazione 10 che offrono tali fondi di investimento. Le tendenze si stanno orientando verso l’uso di blockchain (un tipo di criptovaluta) per gli investimenti da parte di paesi europei e statunitensi.

– Sempre più fondi di investimento propongono investimenti “verdi”, con la riforestazione degli eucalipti, trasformando il discorso sulla sostenibilità in argomenti commerciali per la finanziarizzazione della natura.

– I fondi dedicati all’agricoltura non offrono solo investimenti in terreni ma anche nella logistica dei silos di soia e di altre materie prime. Tuttavia, gli esperti 11 del settore riferiscono che il basso prezzo della terra – in particolare nel Chaco -, insieme alla facilità con cui gli stranieri possono investire (non ci sono normative diverse), alla bassa tassazione in generale e alla relativa permissività in termini di applicazione delle leggi facilitano le transazioni fondiarie, anche se il rischio legale è maggiore.
 

“Gli schemi di finanziarizzazione della terra in Paraguay,
come d’altra parte anche su scala globale,
rispecchiano in larga misura le trasformazioni rurali a livello mondiale,
che comportano non solo la privatizzazione,
ma anche la concentrazione delle terre e delle risorse naturali”

 

D’altra parte, diversi schemi di investimento finanziario operano al di fuori o ai limiti della legge. È il caso di PAYCO S.A. 12, salita alla ribalta dopo le pubblicazioni sulla stampa di acquirenti fraudolenti in un momento di liquidazione dei suoi beni: la società aveva comprato 130.000 ettari, con gli investitori EuroAmerican Finance e la DEG – Deutsche Investitions- und Entwicklungsgesellschaft (istituzione di finanziamento allo sviluppo e filiale del Gruppo KfW) nel ruolo di azionisti. Nel caso della società EVERDEM, la a Comisión Nacional de Valores ha emesso un avviso 13 che mette in guardia sulla possibilità di investimenti irregolari. E’ chiaro che le autorità paraguaiane non hanno la capacità di controllare tutti gli schemi di investimento, e la digitalizzazione dell’attività comporta un aumento delle offerte in schemi che possono diventare fraudolenti o implicare riciclaggio di denaro, tramite accesso digitale o attraverso la catena di più attori finanziari che rappresentano il loro investimento (gestori di fondi o consulenti).

Pertanto gli schemi di finanziarizzazione della terra in Paraguay, come su scala globale, rispecchiano in larga misura le trasformazioni rurali a livello globale, che comportano non solo la privatizzazione ma anche la concentrazione della terra e dei beni naturali, che diventano parte di un mercato competitivo in cui “gli agricoltori che non investono per modernizzare le loro aziende non saranno in grado di sopravvivere e saranno costretti a vendere la loro terra ad agricoltori più efficienti” (Kay, 2016: 9) 14.

“La finanziarizzazione dei campi stimola i processi di mercificazione, appropriazione e concentrazione del capitale e delle risorse naturali nelle mani dell’agrobusiness, e quindi il loro potere sulla società rurale” (Kay, 2016:18). In Paraguay quasi tutti i processi sono concentrati nei settori dell’allevamento, della soia, dei cereali transgenici, dell’eucalipto e del green grabbing. Per quanto riguarda quest’ultimo, la finanziarizzazione aggiunge un elemento ai già noti processi di accumulazione dell’agrobusiness: la partecipazione di molteplici fondi internazionali privati o pubblici (spesso nell’ambito di schemi di cooperazione e con lo slogan della lotta al cambiamento climatico), che in qualche modo convalidano le imprese che distruggono la biodiversità in termini di governance e finiscono per aggiungere argomenti a favore della disuguaglianza e dell’accumulo. Lo Stato rimane ai margini delle transazioni, da un lato promuovendo (tramite esenzioni fiscali) gli investimenti, dall’altro consentendo piani illegali di accaparramento delle terre.

Alla fine, con il processo di finanziarizzazione, il diritto al reddito viene ampiamente sostituito dal diritto alla redditività; si inventano nuovi strumenti per gli stessi settori dominanti del capitalismo paraguaiano e mondiale: un clic del mouse per l’acquisizione dell’affitto su migliaia di ettari di terra, mentre 20 anni di lotta contadina per la terra non sono sufficienti per produrre cibo su 5 ettari.
 

* Traduzione Marina Zenobio per Ecor.Network


Con la soja al cuello. Informe sobre Agronegocios en Paraguay 2022
Marielle Palau (coord.) Guillermo Achucarro, Rubén Alderete, Abel Areco, Leticia Arrúa, Mirta Barreto, Elizabeth Bravo, Laura Duarte Reyes, Lis García, Víctor J. Imas R., Abel Irala, Miguel Lo Bianco, Soledad Martínez, Roger Monte Domecq, Guillermo Ortega, Marielle Palau, Quintín Riquelme, Diana Carolina Roldan-McGinley, Sarah Zevaco.
BASE-IS, Asunción, Octubre 2022 – 105 pp.

Download:


Note:

1) Harvey, David 1982 The limits to capital. University of Chicago Press

2) García, Luz Marina 1984 “Documents d’anàlisi geogràfica” Nº 4 (Barcelona: UAB)

3) Izá, Lorena 2018 “Las estrategias del capital regional en la extranjerización del territorio paraguayo” en Palau M. (Coord.) Con la soja al cuello (Asunción: BASE IS)

4) Desmarais, Qualman, Magnan y Wiebe. 2017. “¿Propiedad agrícola para los inversionistas o las inversiones sociales? La transformación de la propiedad de la tierra en Saskatchewan, Canadá”. Revista NERA año 20, No. 40.

5) https://www.ip.gov.py/ip/al-menos-34-de-tierras-publicas-entregadas-estanocupadas-por-no-sujetos-de-la-reforma/ Consultato il 21/09/2022.

6) Seufert, Herre, Monsalve, Guttal. 2020. El capitalismo clandestino y la financiarización de los territorios y la naturaleza. FIAN Internacional, Transnational Institute, Focus on the Global South. Disponibile su https://www.fian.org/es/publication/articulo/el-capitalismo-clandestino-y-la-financiarizacion-de-los-territorios-y-lanaturaleza-2621

7) Il trust è un contratto con il quale una persona cede la proprietà di un bene a un’altra persona affinché lo gestisca e, alla scadenza di un determinato periodo di tempo, ne trasferisca i risultati a una terza persona e/o al proprietario stesso.

8) http://www.latamfarms.com/landing/

9) https://cadiemfondos.com.py/fondos_de_inversion/

10) Elenco approvato dalla Comisión Nacional de Valores su https://www.cnv.gov.py/?page_id=1623

11) Secondo le interviste con rappresentanti delle camere di commercio e con i funzionari del Servicio Nacional de Catastro, conferenze e panel del Forum de Inversión 2022 MIC- BID settembre 2022

12) https://www.abc.com.py/nacionales/2022/01/15/multimillonaria-oferta-por-tierrasy-una-presunta-operacion-irregular/

13) https://py.vlex.com/vid/circular-n-20-2019-842635517

14) Kay, Cristóbal 2016 “La transformación neoliberal del mundo rural: procesos de concentración de la tierra y del capital y la intensificación de la precariedad del trabajo”. Revista Latinoamericana de Estudios Rurales Vol. 1 No 1

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