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Mirafiori: capitale della cassa integrazione

Presidio FIOM fuori dai cancelli di Stellantis.

Venerdì 18 Aprile, durante lo sciopero indetto dalla FIOM (unico sindacato oltre ai COBAS a non aver firmato il “contratto ricatto”) dentro gli stabilimenti Stellantis di tutto il territorio piemontese, davanti al cancello 2 di Mirafiori si è radunato un presidio di metalmeccanici e metalmeccaniche.

Le rivendicazioni che hanno portato gli operai e le operaie a mobilitarsi sono diverse, ma hanno tutte un comune denominatore: il CCLS Stellantis. Infatti le richieste fanno riferimento ad alcune restrizioni causate dalla fuoriuscita dell’allora gruppo FCA dal CCLN, avvenuta a seguito del referendum voluto da Marchionne nel 2011, che avrebbe dovuto garantire non solo la sopravvivenza del colosso automobilistico, ma anche il pareggiamento dei salari degli operai Stellantis italiani con quelli dei metalmeccanici tedeschi. Questa ristrutturazione all’interno del mondo FIAT ha comportato una notevole riduzione dell’agibilità sindacale dentro ai meccanismi di produzione, tant’è che i sindacati firmatari del CCSL sono di fatto tagliati fuori dalla possibilità di indire qualsiasi tipo di sciopero.

E’ abbastanza ovvio che questa sia stata una scelta ponderata da FIM, UILM, UGL, Associazione Capi e Quadri, che hanno preferito assecondare gli interessi di Marchionne e della famiglia Agnelli (con annesse linee consanguinee), a scapito di tutti i lavoratori e delle lavoratrici, soffocando così la possibilità di creazione di spazi di lotta ed agitazione all’interno della fabbrica.  Così in questa giornata gli operai e le operaie hanno rivendicato un aumento salariale al netto dell’aumento sempre più vertiginoso del costo della vita; hanno sottolineato come la cassa integrazione oltre che influire sulla busta paga, con una forte riduzione del salario, annulla la possibilità di ricevere un premio di produzione dignitoso, che infatti rispetto all’anno scorso è calato di 2/3. Hanno dunque avanzato le richieste di un premio che non tenga conto delle ore passate a lavoro, visto l’ampio uso della cassa integrazione che diminuisce i giorni di lavoro degli operai al minimo. Inoltre hanno chiesto che il salario di chi viene fatto rimanere a casa venga adeguato a quello ordinario degli operai che lavorano. 

Qui sotto vi proponiamo i contributi raccolti in piazza!

Motivi dello sciopero:

Valutazioni sul CCLS e rapporto con gli altri sindacati:

Lavoro e guerra:

Se vuoi raccontarci la tua storia scrivici a:
inchiesta.lavoro@gmail.com

Scopri gli altri articoli del percorso d’inchiesta sul lavoro a questo link.

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pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

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