InfoAut
Immagine di copertina per il post

Prato: dopo l’aggressione squadrista gli operai licenziati occupano IronLogistics

Ancora una volta un operaio finisce in ospedale mentre manifesta pacificamente per i propri diritti.

Alì – uno dei ventidue licenziati della #IronLogistics – è uscito dal pronto soccorso con un trauma cranico ed una brutta ferita da taglio alla mano. Dodici giorni di prognosi che potrebbero aumentare visto che dovrà essere nei prossimi giorni visitato per valutare la necessità di un intervento chirurgico.

Ancora una volta una squadraccia organizzata da un azienda ha approfittato della presenza di sole tre persone – gli altri si stavano dirigendo verso il Consiglio Comunale per parteciparvi – per consumare un aggressione violenta e vile. Tra gli aggressori alcuni dipendenti “fedeli” e alcuni ignoti arrivati lì appositamente per picchiare. Alla loro testa il titolare de facto della IronLogistics Gianluca Ripoli.

Ancora una volta accade perchè i protagonisti delle precedenti aggressioni sono sempre e tutt’ora rimasti impuniti: Gruccia Creations, Texprint. Dreamland. Una sequenza inquietante che continua a non incontrare freni.

L’aggressione aveva lo scopo di fare uscire due camion carichi di una parte dei macchinari che l’azienda ha smontato in questi giorni per procedere allo smantellamento dell’intero stabilimento.

In seguito all’aggressione è scattata l’occupazione della fabbrica. L’occupazione è terminata durante la notte dopo un lungo incontro tenutosi dentro l’azienda con il delegato del presidente della Regione Toscana Valerio Fabiani. Proprio in Regione Toscana il prossimo lunedì 21 novembre è previsto il tavolo di mediazione con la IronLogistics. Si arriverà a questo tavolo con un operaio ferito e una fabbrica già smantellata come abbiamo potuto verificare e documentare durante le ore di occupazione. Ci aspettiamo ora che la Regione Toscana sia coerente con gli impegni presi stasera ed esprima prima e durante l’incontro di lunedì una chiara e forte posizione di condanna dell’operato dell’azienda sostenendo la richiesta di reintegro dei ventidue licenziati e il ripristino degli impianti produttivi nello stabilimento di via Ciulli 60. Proseguirà intanto ad oltranza il presidio davanti ai cancelli per impedire lo svuotamento della fabbrica.

C’è chi pensa che gli operai siano spazzatura da buttare. Ed ecco il risultato. Queste sono le macchine del padrone e del responsabile della #IronLogistics. Tutti e due erano alla testa dell’aggressione vile e infame di oggi agli operai licenziati per fare uscire i macchinari dall’azienda.

La situazione era già gravissima prima dell’aggressione di oggi. A seguito delle nostre denunce pubbliche degli scorsi giorni l’azienda dichiarava alla stampa di non ritenersi in dovere di fornire spiegazioni in merito allo smantellamento di un impianto produttivo che impiega decine di dipendenti, arrivando a dichiarare espressamente – per il tramite del proprio legale Lisa Monni – che “Sono cose interne, sono dinamiche aziendali che riteniamo opportuno non riferire all’esterno”. Nessuna smentita o “rassicurazione” ad oggi è pervenuta dall’azienda in merito all’allarme lanciato dalla parte sindacale di star preparando un operazione “chiudi e riapri” per eludere la vertenza sindacale oltre che agli effetti dei controlli ispettivi in corso e dei procedimenti attivati presso il Tribunale del Lavoro.

L’azienda non sarebbe nuova ad operazioni simili. La Cenci DOC di Gianluca Ripoli falliva nel 2014 con debiti fino a novemila euro per singolo lavoratore. Alla cessazione della Cenci DOC seguiva la nascita della IronLogistics, intestata formalmente alla moglie del Ripoli, con lo spostamento delle attività in via Ciulli.

Questo distretto è notoriamente affetto dalla malattia cronica dei “chiudi-e-riapri”. Gli stessi ventidue licenziati della Iron&Logistics lo sanno bene. Lo hanno già vissuto sulla propria pelle. Era il giugno del 2021 quando entravano in agitazione sindacale contro turni di 14 ore al giorno, paghe da 4 euro l’ora ed la totale omissione dei contributi INPS. Anche in quel caso, la risposta della GD (precedente appalto presso cui erano impiegati) fu la recessione del contratto di fornitura di manodopera con la TopLine – società fittizia costituita al solo scopo elusivo – e lo smantellamento degli impianti produttivi di via Ettore Strobino. Fu quell’operazione – pensata per aggirare le sacrosante richieste dei lavoratori e i controlli ispettivi derivati da queste – che portò al dirottamente di macchinari e commesse presso la Iron&Logistics. Solo la mobilitazione sindacale garantì poi che insieme a macchinari e commesse la Iron&Logistics assorbisse anche i dipendenti della TopLine e che a questi fossero riconosciuti i diritti dovuti. E’ nel silenzio delle istituzioni che questo distretto è diventato anche terra di “delocalizzazioni interne”, dove fabbriche si “fanno e disfano” a scopi elusivi.

La battaglia dei ventidue lavoratori licenziati – ancora una volta – è una battaglia per la legalità e la dignità del lavoro in questo distretto. Il sindacato è determinato a portarla fino in fondo. La mobilitazione in questi giorni sarà permanente.

Di Si Cobas Prato e Firenze

pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

IronLogisticoccupazione fabbricaoperaipratosquadrismo

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prato: Iron&Logistics smonta i macchinari pronta all’operazione “chiudi e riapri”

Le operazioni di smontaggio – prima spacciate per lavori di manutenzione – sono inziate già la scorsa settimana e si sono concluse ieri dopo una squadra di tecnici di una ditta esterna ha lavorato a ritmo incessante per tutto il fine settimana.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Firenze: occupato ad oltranza il consiglio comunale. “Giù le mani da GKN. Difendere la fabbrica, rilanciare la lotta!”

“Basta parole, vogliamo risposte e le vogliamo adesso”. Così i lavoratori e le lavoratrici della GKN di Firenze hanno deciso di occupare, nella serata di lunedì 14 novembre, il Consiglio comunale del capoluogo toscano.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Black Friday: un buon giorno per “far pagare Amazon”

La “stagione di punta” dello shopping è il momento giusto per azioni coordinate. Dall’Italia agli Usa, la lotta sindacale nel gigante antisindacale

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Dopo lo sciopero generale, il 3/12 tutti a Roma. Contro guerra e carovita: giù le armi, su i salari

Condividiamo di seguito l’appello per una manifestazione nazionale a Roma il sabato dopo lo sciopero generale dei sindacati di base del 2 dicembre.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

“Non disturberemo chi vuole fare” e la minaccia di sgombero dell’ex-GKN

Da oggi la fabbrica ex-GKN di Campi Bisenzio è a rischio di sgombero. Venerdì con una mail è stato annunciato ad i lavoratori dalla “nuova” proprietà che oggi sarebbero arrivati i camion per procedere allo svuotamento dello stabilimento.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Processo Riders vs. Glovo: decisione rinviata

Il tribunale avrebbe dovuto decidere se il lavoro svolto dai riders va riconosciuto come subordinato e se l’algoritmo risulta discriminatorio nei confronti di chi sciopera. Ma la decisione è stata rinviata a data da destinarsi da parte del giudice.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino: 4 Novembre Processo contro Glovo, riders in lotta

Il 4 novembre alle ore 10 si terrà l’udienza contro la multinazionale del food delivery Glovo, per questo è stato chiamato un presidio dentro e fuori il tribunale di Torino in solidarietà con i riders in lotta.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Il punto reale sulla vertenza Gkn

Riprendiamo dal Collettivo di Fabbrica GKN un articolato aggiornamento sulla vicenda che coivolge la fabbrica di Campi Bisenzio…

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Imprese criminali

Secondo le ultime stime riferite al 2021, il “giro d’affari” dell’economia sommersa, in Italia, vale almeno 203 miliardi di euro. Di questi, oltre 70 miliardi, è nel mondo del lavoro, sotto forma di “vizio del rapporto contrattuale”, e “senza diritti individuali e sindacali” per gli occupati.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cina: scontri fra operai e forze di sicurezza della Foxconn

A Zhengzhou, in Cina, lavoratori e lavoratrici di Foxconn, la più grande fabbrica al mondo di assembleggio delle componenti per I-Phone (e di proprietà taiwanese) sono in rivolta, con la polizia antisommossa schierata per le strade per fronteggiare la rabbia di operaie e operai.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prato: dieci giorni di azione ai negozi Liu Jo per sostenere i 22 licenziati IronLogistic

Continua la lotta dei lavoratori licenziati della IronLogistic di Prato, che ora si rivolgono alle committenze dell’azienda chiedendo di non fare affari con chi sfrutta il lavoro. Alcune imprese hanno in effetti già interrotto i loro rapporti commerciali con IronLogistic, ma Liu Jo non è tra queste.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

GKN: gli operai occupano la sede fiorentina di Confindustria

Ieri alcune decine di dipendenti della ex Gkn sono entrati nel cortile della sede di Confidustria a Firenze, in via Valfonda, sul retro della stazione di Santa Maria Novella, per denunciare l’atteggiamento degli industriali fiorentini nella vertenza con l’attuale proprietà Qf, che fa capo all’imprenditore Francesco Borgomeo.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prato: sgomberato il presidio dei 22 licenziati IronLogistic, lavoratori portati in questura

Questa mattina all’alba la polizia ha sgomberato il presidio dei 22 licenziati davanti ad IronLogistic con un’operazione muscolare. I lavoratori che dormivano sono stati portati in questura.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prato -Iron&Logistics: continua la lotta dei lavoratori contro licenziamenti e sfruttamento. Protesta dai negozi del lusso

Arrivati al dodicesimo giorno di presidio permanente ai cancelli della #IronLogistics oggi si mangia e si balla insieme alle tante persone venute a sostenere la lotta dei 22 licenziati colpevoli di essere iscritti al sindacato.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il tritacarne del profitto uccide un altro giovane in Alternanza Scuola-Lavoro

A Noventa di Piave un ragazzo di 18 anni è morto durante uno stage nella BC Service una fabbrica specializzata in metallo. Secondo le ricostruzioni il giovane è stato colpito da una lastra che gli ha schiacciato le gambe e che era caduta dai cavalletti ai quali era appoggiata. Dopo Lorenzo e Giuseppe è il […]