
La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.
Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?
La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?
Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Fin dalla presa di possesso dello studio ovale lo scorso 19 gennaio, il neo-(ri)- presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump è partito con una frenetica attività di produzione di decreti attuativi, atti a mostrare la concretezza decisionista strombazzata nella sua campagna elettorale.

Anton Jager; Iperpolitica. Politicizzazione senza politica; Nero Edizioni; Roma 2024; 15€ 158 pp. di Jack Orlando, da Carmilla Tre proiettili alle spalle e Brian Thompson, il CEO della United Healthcare, cade freddato a terra.Non si fa in tempo a avere l’identità dell’attentatore che già inizia il vociare di internet.Sui social si brinda alla morte del capo […]

Dieci tesi sugli sconvolgimenti in corso in Medio Oriente

Raramente un vertice dei Brics è stato seguito così da vicino. Perché Usa e Ue temono questa alleanza.

Mai come in questi momenti ci rendiamo conto di quanto “siamo parlati” da un linguaggio medio(cre) che ci sovrasta e parla in noi, contro di noi, schiacciandoci e rendendoci impotenti. Ai tanti che stanno già saturando i social network con messaggi di cordoglio, pronti ad arruolarsi nella nuova guerra di civiltà contro l’Islam (da destra) […]

La chiamata alle armi non poteva tardare. E non poteva mancare qui da noi il marchio di primogenitura del partito di Repubblica con un editoriale che ha i contorni inquietanti di un proclama di guerra presentato nella veste di un appello per la ripresa identitaria dell’Europa. Occasione: niente meno che la fondazione della “terza” Nato […]

Gabriel Levy Spilne (Commons) L’attuale conflitto politico e militare ha già modificato le relazioni economiche, comprese quelle energetiche, tra Ucraina, Russia e Paesi occidentali. Questo testo è un tentativo di descrivere questi cambiamenti. Il testo consta di quattro parti: 1. Sulle relazioni energetiche tra Russia e Occidente. 2. Sulle relazioni energetiche tra Russia e Ucraina. […]

In questi tempi di ormai periodiche avventure armate “umanitarie” in cui l’Europa non disdegna d’infilarsi (sono già lontani i tempi in cui Francia e Germania potevano mostarre la faccia bella di un’Europa diplomatica, alternativa all’aggressivismo dei neo-cons – lasciando all’Italia berlusconiana il ruolo di tappetino degli Usa) capita molto di rado di imbattersi in articoli […]

Mentre i candidati alle prossime elezioni continuano ad occupare gli schermi televisivi parlando del nulla, in alto vengono prese decisioni gravide di conseguenze. Da qualche giorno, inframmezzata in mezzo alle notizie dei telegiornali di regime come “operazione militare contro Al-Qaeda”, è invece in atto una vera e propria guerra mossa dallo stato francese contro alcune […]