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DAX RESISTE! CONTRO GUERRA E STATO DI POLIZIA

16 marzo 2003 – 16 marzo 2025

Sono 22 anni che ricordiamo Davide “Dax” Cesare.
22 anni in cui rabbia, creatività, odio e amore ci hanno accompagnato per le strade di Milano, questa città a cui apparteniamo e a cui apparteneva Dax.
Quella sera di marzo del 2003, tre infami neofascisti lo hanno ucciso con decine di coltellate.
Le lame fasciste in via Brioschi, gli scontri del San Paolo e i processi, i tentativi da parte di media e Questura di infangare la memoria di Davide e distorcere i fatti di quella Notte Nera sono ormai storia condivisa.
Abbiamo da subito deciso di non arrenderci, di affrontare il nemico e continuare a lottare, nel nome di Dax, al suo fianco, in un percorso lungo più di vent’anni che è diventato patrimonio di tutto il movimento antifascista.
Da allora abbiamo custodito il ricordo del nostro amico e compagno, cercando di arricchirlo con le tantissime lotte che ogni giorno animiamo.
Perché Dax era un proletario, occupante di casa, era dalla parte degli emarginati, difendeva territori, comunità, ambiente, lottava contro la repressione. Questo e molto altro.
Ripartiamo da qui, da questa consapevolezza, per costruire le iniziative di marzo 2025, in un clima nazionale contraddistinto dalla repressione generalizzata a libertà sindacali, politiche e sociali.
La congiuntura storica vede ormai innalzarsi il livello di attacco a chi vive in condizioni di precarietà, abitativa, economica o sociale, ai migranti e a chi lotta in generale. Nei quartieri popolari non si ferma il processo fagocitante del capitale immobiliare con sfratti, sgomberi, controllo sociale e speculazione edilizia. Le forze dell’ordine aumentano quotidianamente il loro livello di violenza, soprattutto nelle periferie lontane dal centro scintillante della metropoli simbolo della gentrificazione: il caso dell’omicidio di Ramy è solo l’ultimo e più eclatante caso di innumerevoli abusi che le divise perpetrano nelle nostre città a danno degli ultimi, razzializzati e non. Tutto questo mentre il governo più a destra della storia della Repubblica italiana è ormai prossimo all’approvazione ufficiale del DDL 1660, un progetto di ristrutturazione dell’impianto repressivo animato, al di là delle specifiche norme previste, dall’intento di inasprire le condanne per chi si batte contro le ingiustizie e per un mondo migliore, con l’obiettivo di annichilire attraverso il carcere. Innalzamento delle pene, istituzione di nuovi reati, attribuzione di nuovi poteri e tutele per le forze dell’ordine: il DDL 1660 si configura dunque come una violenta resa dei conti del governo Meloni nei confronti di chiunque esprime dissenso.
Ne è un antipasto l’istituzione delle zone rosse nelle nostre città, misura autoritaria che accelera il processo di discriminazione nei confronti dei cosiddetti soggetti “indesiderabili” e legittima l’arrogante presenza delle forze dell’ordine.
In questo contesto segnato da militarizzazione, controllo sociale e violenza poliziesca, il nuovo pacchetto sicurezza vuole essere un’ulteriore arma nelle mani del potere per combattere la “guerra interna”, mentre lo scenario internazionale è incendiato ovunque da guerre imperialiste, a cui vengono destinate sempre più ingenti risorse, a discapito della spesa sociale, di sanità e istruzione pubbliche.
Non ignoriamo la complicità e il ruolo dell’Italia, terzo paese al mondo esportatore di armi ad Israele, e dell’intera classe dirigente occidentale nel genocidio in Palestina. Genocidio iniziato nel 1948 quando il popolo palestinese è stato costretto a lasciare le sue case, da quel momento resiste e lotta per la liberazione. La criminalizzazione della causa di liberazione palestinese portata avanti dal sionismo, in Palestina e nelle sedi del diritto internazionale, è implementata anche in Europa e in tutti gli stati che supportano il sionismo, dove negli ultimi 16 mesi la repressione si è sistematicamente intensificata per soffocare le manifestazioni di sostegno alla resistenza palestinese. In Italia, le mobilitazioni per la Palestina hanno mostrato il totale allineamento dello stato italiano alle politiche sioniste, che utilizza sistematicamente i divieti delle piazze – in particolare ricordiamo quelle del 27 gennaio e del 5 ottobre 2024 – la militarizzazione delle città, la presenza poliziesca nelle università, i fogli di via, i fermi, gli arresti, fino alla detenzione nelle carceri e nei CPR e le richieste di estradizione da parte dell’entità sionista nei confronti dei palestinesi rinchiusi in Italia. Ricordiamo Anan Yaeesh rinchiuso da oltre un anno nel carcere di Terni sulla base di accuse di sostegno alla resistenza da parte di inquirenti “israeliani”, e ne sosteniamo la liberazione. Il sionismo non è che un’altra faccia del fascismo contro il quale lottiamo continuamente.
Ancora una volta è quindi fondamentale ribadire la nostra prospettiva di classe contro la guerra imperialista per alimentare una coscienza antagonista internazionalista schierata al fianco della resistenza dei popoli in lotta.
In un’ Europa attraversata dalla crescita di consenso per forze, movimenti e idee improntati al nazionalismo, la cooperazione tra stati si manifesta con accanimento nella criminalizzazione del movimento antifascista: continua il tentativo del governo nazionalista di Orban di chiedere l’estradizione di Gino, compagno del movimento milanese che ora, detenuto in Francia, rischia una condanna pesantissima per i fatti di Budapest del febbraio 2023. Intanto rimane nelle carceri magiare Maja, compagnə tedescə che potrebbe ricevere una condanna fino a 24 anni di galera, e in Germania numerosə compagnə ricercatə nell’ambito della stessa indagine, si sono consegnatə alle autorità, aprendo una nuovo capitolo in questa vicenda. Tuttə indistintamente necessitano del nostro supporto.
Consapevoli che mobilitarci per ricordare Dax deve essere parte di un percorso di resistenza che passa anche dal prossimo 25 aprile, ottantesimo anniversario dalla Liberazione, vogliamo che questo ventiduesimo anniversario diventi un’occasione per rilanciare con forza l’opposizione del movimento antifascista a questo scenario. Invitiamo a convergere su Milano le tante realtà che, un po’ ovunque, si sono attivate per contrastare guerra e DDL e che si riconoscono nella campagna di solidarietà internazionale FREE ALL ANTIFAS.
Essere in strada, contro la repressione che avanza e che vorrebbero farci passare per sicurezza; unire le lotte, per costruire comunità resistenti, contro fascismo e capitalismo. Il 14, 15, 16 marzo saranno giorni pieni; iniziative di lotta alternate a momenti di confronto ci porteranno ancora una volta ad attraversare le strade di Milano sfidando le loro zone rosse e unendo le lotte antifasciste, di genere, antirazziste contro fascisti, polizia e capitalismo, ribadendo l’urgenza di rafforzare le nostre comunità resistenti. Con Dax nel cuore, libero e ribelle.

NO DDL 1660 – FREE PALESTINE – FREE ALL ANTIFAS.

PROGRAMMA
VENERDI’ 14 MARZO ORE 18.00 ASSEMBLEA PUBBLICA SU DDL, REPRESSIONE E LOTTE TERRITORIALI
SABATO 15 MARZO ORE 15.00 CORTEO – ORE 21.00 CONCERTO BENEFIT 130MILA / FREE ALL ANTIFAS
DOMENICA 16 MARZO GIORNATA DI SPORT POPOLARE E CORTEO IN TICINESE

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