InfoAut
Immagine di copertina per il post

1 Maggio No Expo: un No per la Procura, un No per il Viminale

I giudici d’Atene hanno respinto la richiesta della Procura di Milano per due ordini di motivi, a quanto pare entrambi di tipo giuridico. Il primo perchè “la responsabilità collettiva non è riconosciuta nel diritto penale greco che contempla solo la responsabilità individuale”; l’altro, per quanto riguarda l’accusa di resistenza, perchè “sono necessari diversi requisiti come la violenza o la minaccia contro un ufficiale dello Stato nello svolgimento del suo servizio che però non viene attribuita nel caso specifico”.

Dall’altro lato, secondo il gup di Milano Roberta Nunnari la tutela dell’ordine pubblico è di competenza delle forze dell’ordine e, in questa prospettiva, non può rappresentare un danno per il Viminale. Il dicastero, guidato da Angelino Alfano, ha chiesto 300 mila euro di risarcimento per il danno di immagine causato dall’ “obiettiva perdita di prestigio, anche a livello internazionale, cagionata al Ministero” e secondo l’avvocato Guia, in rappresentanza del ministero degli Interni, “se i manifestanti hanno potuto, in qualche misura, scatenarsi – si legge nella richiesta di costituzione di parte civile – ciò è stato consentito dalle Forze dell’Ordine proprio al fine di salvaguardare l’incolumità degli imputati stessi”.

Leggendo le rispettive sentenze e pronunciamenti non possiamo quindi pensare che le due non siano, in qualche modo, legate l’una all’altra. La Corte d’Appello greca, con la sentenza di oggi, si rivolge ai nostri giudici sollevando un problema non di poco conto. Infatti, non solo non viene concessa l’estradizione ma si evidenzia come i reati vengano inaspriti più del dovuto attraverso ‘aggravanti’ e l’uso di dispositivi come quello di ‘devastazione e saccheggio’ non contemplati dall’ordinamento greco. E’ un fatto importante che organi di altri paesi, esprimendosi su una richiesta di estradizione, giudichino non solo le persone di cui si è chiesta l’estradizione ma allo stesso tempo il paese richiedente. E se questo è valso per respingere la richiesta da parte del gup di Milano di devastazione e saccheggio, le campagne internazionali per la liberazione dei compagni e delle compagne che resistono o si ribellano all’austerity assumono ancora di più una valenza su cui è importante riflettere. La campagna #freefive, come altre animate in questi anni, dovrebbero moltiplicarsi. Il diffondersi delle politiche di austerity e i tentativi di devastare i territori attraverso grandi opere e grandi eventi, la contrapposizione di piazza alle leggi che trasformano il mercato del lavoro come sta avvenendo in Francia o contro le riforme dell’università come è avvenuto per il nostro paese qualche anno fa, riguardano sempre di più tutti e tutte e travalicano i confini nazionali, tanto quanto le misure che cercano di sopprimere il dissenso e pacificare i tentativi di ribellione messi in atto.

Ridicole inoltre, le pretese del Viminale stranamente sottolineate dal gup. Le forze dell’ordine, infatti, e chi le rappresenta, in questo caso l’intero ministero degli interni e i suoi avvocati, sembra abbiano imboccato una strada poco plausibile anche agli occhi del giudice. Le forze dell’ordine hanno la ‘strana’ pretesa di voler essere difese da quello che esse stesse mettono in campo. Vorrebbero essere difese per le manganellate che danno in piazza, per la violenza gratuita, per i numerosi omicidi di cui sono artefici nelle carceri, durante posti di blocchi o in questura. Come non citare, tra i tanti, il caso Cucchi, Uva e Aldovrandi?

Ma oltretutto, le forze dell’ordine vogliono essere difese perchè nel nostro paese ogni tipo di problema sociale e politico viene affrontato come una questione di ordine pubblico e in questo caso ‘il danno di immagine’ è forse una richiesta di distribuire le responsabilità della disuguaglianza sociale a tutti gli organi politici dello stato. In un paese dove la disoccupazione giovanile arriva al 40%, l’accesso al welfare e a qualsiasi forma di reddito negata, le proteste, le manifestazioni, le occupazioni delle università e delle scuole hanno ricevuto una risposta politica solo attraverso l’uso della forza. Emblema di tutto questo è l’enorme spreco di risorse che si denuncia da tempo per pacificare, distruggere, condannare chi si solleva contro tutto questo. Pensiamo allo spropositato impiego di forze per eseguire degli sfratti, al presidio permanente in val susa, alla militarizzazione dell’intero territorio nazionale. E questa è una contraddizione che soprattuto il governo Renzi porta avanti da tempo.Un governo che usa e abusa di commissari, prefetti, e forze dell’ordine per eseguire quello che è necessario per ‘risanare l’economia’ può andare avanti in questo modo ancora per molto? Forse si senza un’attenta comprensione del fenomeno. Quello che accade nel nostro paese è aria compressa e forse sarebbe necessario capire come farla diventare una questione per loro insostenibile prima che trovino uno sfiato che salvi la loro immagine e soprattuto le loro poltrone.

La guerriglia scatenata dai cosiddetti “No Expo” che il primo maggio scorso avevano messo a ferro e fuoco le vie del centro di Milano è stata “consentita” dalle Forze dell’Ordine per “salvaguardare l’incolumità” degli stessi black block. Lo evidenzia Alberto Guia, avvocato dello Stato che rappresenta il ministero dell’Interno, nella richiesta di costituzione di parte civile presentata per conto del Viminale nel procedimento a carico di 4 antagonisti milanesi, finiti sotto processo proprio per gli scontri di quel giorno. “Se i manifestanti hanno potuto, in qualche misura, scatenarsi – si legge nella richiesta di costituzione di parte civile – ciò è stato consentito dalle Forze dell’Ordine proprio al fine di salvaguardare l’incolumità degli imputati stessi”.

Il dicastero guidato da Angelino Alfano ha chiesto 300 mila euro di risarcimento per il danno di immagine causato dall'”obiettiva perdita di prestigio, anche a livello internazionale, cagionata al Ministero” dagli scontri di quel giorno, ma anche dalla “compromissione della credibilità, correttezza ed affidabilità dell’azione amministrativa davanti ai cittadini”. In caso di condanna degli imputati, il Viminale pretende anche un risarcimento per danni patrimoniali di oltre 7.700 euro necessari, si legge nella richiesta dell’avvocato Guia, per pagare “le ore di lavoro straordinario prestate per attività investigativa” nei giorni immediatamente successivi alla manifestazione dei “No Expo”.

La richiesta del Viminale è stata accolta dal gup di Milano, Roberta Nunnari, soltanto per quanto riguarda il reato di resistenza a pubblico ufficiale e non per le accuse più gravi di devastazione, saccheggio e incendio. Secondo il giudice, infatti, la tutela dell’ordine pubblico è di competenza delle forze dell’ordine e, in questa prospettiva, non può rappresentare un danno per il Viminale.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

L’inganno nucleare torna in auge: ma quale sovranità energetica?

In queste settimane di escalation bellica a livello globale fa capolino la malaugurata idea di intervenire sulle conseguenze della crisi energetica facendo ricorso a un’energia costosissima, assolutamente non sicura e altamente inquinante in quanto produttrice di scorie che non si sa come smaltire, come il nucleare.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Procure e repressione: rete di resistenza legale

Questo sabato si tiene la prima occasione d’incontro nazionale della rete di legali che ragiona a partire dai vecchi e nuovi dispositivi di repressione penale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Quando il neofascismo entra in caserma

Proselitismo politico, culture autoritarie e zone d’ombra nelle forze armate

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Confluenza

“Torniamo a giocarci la nostra chance!” Ritorno sugli incontri a Pinerolo e Novara

Cominciano ad apparire ben lontani i tempi dei primi sit-in e bed-in per la pace degli anni 60 e dei movimenti oceanici contro la guerra dei primi anni 2000. Di contro tuonano sempre più attuali il sottofondo bellico e l’intraprendenza della lobby della guerra, con un’accelerazione di dichiarazioni, immagini e suoni ogni giorno più tangibili.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina