InfoAut
Immagine di copertina per il post

Aldo Milani scarcerato, sebbene con obbligo di dimora a Milano. Terzo comunicato del Si.Cobas

I lavoratori, e i tanti solidali che hanno attraversato le lotte per i diritti e la dignità nel mondo delle cooperative dello sfruttamento legalizzato e non solo, hanno dimostrato così la loro totale vicinanza ad Aldo, malamente colpito dall’ obbrobriosa messinscena della parte padronale al fine di screditare lui per cercare così di rintuzzare le lotte che da Nord al Sud dello stivale hanno rimesso al centro non solo la solidarietà tra sfruttati, ma la possibilità di ottenere vittorie come non si vedeva da tempo in Italia per via della remissività consapevole e inconsapevole e delle mediazioni al ribasso portate avanti da diverse organizzazioni sindacali all’interno del mondo del lavoro.

Da qui l’attacco ad Aldo Milani e a tutte le operaie e gli operai che si sono messi e si stanno mettendo in gioco contro i soprusi,i ricatti e le ingiustizie perpetrate da lungo tempo.
La montatura della questura e procura di Modena inizia a crollare miseramente visto che nel primo pomeriggio il giudice decide per Aldo Milani la scarcerazione.
Al seguito della notizia, il presidio ha riabbracciato in toto Aldo, confermando che la solidarietà é un’arma quantomai attuale e scomoda per chi tenta di fermare con più mezzi l’affermazione di dignità scandita dalla lotta di classe.

Qui di seguito il comunicato del Si.cobas, il terzo dall’ arresto di Aldo Milani:

 

Una ignobile canea mediatica per colpire le lotte del s.i.cobas

Col passare delle ore diviene sempre più evidente l’infondatezza del castello accusatorio ordito dalla Questura di Modena contro Aldo Milani e soprattutto l’infame disegno politico che si cela dietro questa vicenda, teso a screditare e “sporcare” tramite un bombardamento mediatico la lotta portata avanti dal SI Cobas a livello nazionale contro lo sfruttamento nei luoghi di lavoro.

Il teorema della Questura, assunto come solenne da tutti gli organi di stampa è: due dirigenti del SI Cobas hanno ricattato un povero imprenditore estorcendo e ricevendo soldi dietro la minaccia di scioperi.

Analizziamo per punto per punto questo teorema, e vedremo che la verità è non solo diversa, ma per certi versi l’opposto di quanto sostenuto dai media.

1) Chi ha ricevuto i soldi? Come evidenziato nel precedente comunicato e come si vede dallo stesso video della Questura, non è stato Aldo Milani (coordinatore nazionale SI Cobas) a ricevere la busta coi soldi, bensì Danilo Piccinini, presentato dalla stampa come SI Cobas ma, lo ripetiamo e lo ribadiremo con forza in tutte le sedi competenti, non solo del tutto estraneo all’organizzazione ma presentatosi al SI Cobas in qualità di consulente del gruppo Levoni con lo scopo di avere un ruolo nella trattativa.
Di quanto affermiamo abbiamo prove certe ed incontrovertibili, che al momento sono al vaglio delle autorità inquirenti e che appena possibile renderemo pubbliche!
A ulteriore conferma di quanto scriviamo vi è lo stesso andamento dell’udienza tuttora in corso per la convalida degli arresti: mentre Aldo Milani ha risposto in maniera chiara e circostanziata a ogni domanda del giudice e del PM, Piccinini si è avvalso della facoltà di non rispondere!!!

2) Cosa chiedeva il SI Cobas a quell’incontro? La discussione con Levoni, come anche in questo caso abbiamo ampiamente chiarito nel precedente comunicato, era il frutto di mesi di lotte dei lavoratori sfociate in 52 licenziamenti. Si parlava di soldi? Chiaramente si, come in ogni trattativa sindacale, che per definizione ha ad oggetto richieste e rivendicazioni di natura economica.
E cosa chiedeva Aldo Milani per conto del SI Cobas? Chiedeva, con la forza e la determinazione che caratterizzano il nostro sindacato, nient’altro che il rispetto delle leggi vigenti iateria di CCNL. Nello specifico, dato che i 52 licenziati di Alcar Uno, all’atto di fare richiesta di accesso alla NASPI (assegno di disoccupazione erogato dall’INPS), avevano scoperto che le cooperativa Alcar Uno in appalto per Levoni non aveva versato i contributi INPS utili a maturare l’assegno di disoccupazione, Milani aveva chiesto che Levoni saldase quest’ammanco, ovviamente non certo consegnando del denaro liquido bensì versando le somme contributive mancanti attraverso le modalità previste dalla legge così come risultanti dai modelli F24!

3) Una volta chiarita la strumentalità dell’accusa di estorsione e l’estraneità di Milani alla consegna di denaro (quindi gli aspetti di natura strettamente giudiziaria) resta il nocciolo politico della questione, ossia l’accusa di minacciare la controparte con l’arma dello sciopero.
Chi pensi di muoverci questa accusa sappia che come SI Cobas non abbiamo alcun problema a rivendicare appieno questo metodo, che si è articolato in migliaia di lotte e vertenza che hanno consentito a decine di migliaia di lavoratori di passare dalla condizione di schiavi di cooperative e padron i senza scrupoli, a titolari di diritti e soprattutto di un salario non da fame!
Chiunque ci muova una simile accusa, sia che lo faccia in maniera esplicita sia che lo lasci trasparire attraverso allusioni o stucchevoli “prese di distanza”, non solo avvalora il teorema accusatorio, ma si assume, tantopiù se si tratta di organizzazioni sindacali o di “movimento” a legittimare l’unico obbiettivo reale di questa inchiesta: legittimare l’attacco al diritto di sciopero, già attaccato pesantemente dalla miriade di riforme del mercato del lavoro (in ultimo il Jobs Act) e dalle normative antisciopero inasprite dai governi a guida PD e dall’attuale ministro del lavoro Poletti.
Contro quest’attacco risponderemo colpo su colpo non solo nelle aule giudiziarie, ma, come abbiamo sempre fatto, innanzitutto nei luoghi di lavoro e nelle piazze!

28/01/2017

SI Cobas Nazionale

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

LA COPPA DEL MONDO IN GUERRA

Riprendiamo dal sito Nodo Solidale la traduzione italiana dell’articolo La Coppa del Mondo in guerra, scritto da David Barrios Rodríguez e pubblicato originariamente su Fuera de Lugar/Desinformémonos. Il testo legge il Mondiale 2026 sullo sfondo delle guerre, dei conflitti armati e dei processi di militarizzazione che attraversano molti dei paesi partecipanti, a partire dal Messico, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tre giorni in Basilicata a Luglio su energia, territori e resistenze

Riceviamo e pubblichiamo un invito a partecipare a tre giorni in Basilicata a Luglio: “Spinoso Piazza di Energia Civica: Petrolio, Salute, Democrazia”

Immagine di copertina per il post
Confluenza

I Sud si organizzano

Lo scorso 20 giugno, a Taranto, si è tenuta la terza tappa, dopo Messina e Cosenza,  dell’assemblea terrona “I Sud si organizzano”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Israele spara a Marwan Barghouti in carcere: ferito il “Mandela palestinese”

Una guardia carceraria ha colpito il leader palestinese a una gamba con un proiettile di gomma. La famiglia denuncia l’assenza di cure mediche e una lunga serie di aggressioni. La Lega Araba chiede un’inchiesta internazionale.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: presidio al Tribunale per due minori in carcere da 6 mesi

È iniziato la mattina di lunedì 13 luglio, al Tribunale di Torino, il processo ai danni di cinque attivisti minorenni, di età comprese tra i 16 e i 18 anni, sul banco degli imputati per aver partecipato alle mobilitazioni di massa dello scorso autunno per la Palestina e contro il genocidio per mano israeliana.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt

Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Multato per non aver partecipato alla manifestazione

Qualche giorno fa un nostro compagno ha ricevuto la notifica di un verbale di accertamento e contestazione emesso dalla DIGOS di Cosenza per la partecipazione alla manifestazione del 6 giungo ad Amendolara, in risposta al brutale omicidio di quattro braccianti bruciati vivi in un minivan.