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Carbosulcis, miniera occupata. Gli operai protestano a -400 metri


Una trentina di minatori si è asserragliata a 373 metri di profondità. L’accesso ai pozzi è stato bloccato da cumuli di carbone e mezzi meccanici.

La protesta è esplosa per convincere il Governo a sbloccare il progetto di rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di co2 nel sottosuolo. I lavoratori chiedono un intervento rapido dei rappresentanti istituzionali affinché venga fissato un incontro con i leader dei partiti che appoggiano il governo Monti, Alfano Bersani e Casini. L’obiettivo è quello di indurre l’esecutivo nazionale a dare il via libera al progetto integrato carbone-miniera-centrale elettrica.

L’aspetto più interessante della vicenda sta forse nel fatto (embrionale quanto vogliamo ma effettivo) che qui non si chiede “lavoro” a qualsiasi costo ma si pone anche la questione ambientale, di modelli alternativi, rifuggendo il ricatto “Lavoro e nocività o disoccupazione e povertà”. Un piccolo passo oltre il modello-Ilva. 

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