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Colombia: assassinati due leader del sindacato dei minatori

Lo scorso 25 luglio i leaders sindacali Jaminson Adrian Amaya e Nelson Cavidad hanno pubblicamente denunciato questi gravi fatti in una trasmissione delle televisione regionale Teleantioquia; appena due giorni dopo entrambi i sindacalisti sono stati assassinati.
Dalla fusione fra la Zandor Capital e la Medoro Resourses è sorta la Gran Colombia Gold, alla quale il narco expresidente Uribe ha consegnato anche la Frontino Gold Mines, multinazionale che dalla metà dell’Ottocento sfrutta i filoni auriferi della zona.
Uribe ha poi posto come rappresentante legale della Gran Colombia Gold la sua amica María Consuelo Araújo, costretta a dimettersi  dall’incarico di ministra degli Esteri durante la presidenza Uribe perché sorella del senatore Álvaro Araújo Castro, condannato per associazione a delinquere e paramilitarismo.
Nulla di nuovo sotto il sole, visto che la Gran Colombia Gold non ama chi si oppone ai propri progetti; basti pensare al brutale assassinio del sacerdote del municipio di  Marmato, Reynel Restrepo, che sosteneva apertamente la lotta della popolazione locale contro il progetto previsto da questa multinazionale per lo sfollamento forzato degli abitanti.
Il capitale transnazionale sfrutta le ingenti risorse del sottosuolo colombiano e la forza lavoro locale, costretta a lavorare in condizioni disumane; e chi alza la testa per far valere i propri diritti viene trucidato dal terrorismo di uno Stato che è sempre più il comitato di affari di grandi aziende e oligarchia, e che assegna a sicari paramilitari il compito di massacrare scomodi sindacalisti e difensori dei diritti umani.

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