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Comunicato del Coordinamento Antifascista Cagliaritano sul possibile invio dei decreti penali di condanna verso gli antifascisti

Multe per gli antifa, ma l’antifascismo non ha prezzo.

Secondo le indiscrezioni fornite dai giornali, il procuratore della Repubblica intende multare con la formula del decreto penale di condanna 49 antifascisti cagliaritani per i fatti del 25 Aprile. Cogliamo allora l’occasione per ribadire che l’antifascismo non ha prezzo né si riduce a un’autorizzazione, rivendicando ogni singolo momento di quella giornata di lotta e, con essa, la decisione di scendere in piazza per denunciare la connivenza tra il fascismo e gli apparati di potere. Come sarebbe possibile per noi antifascisti non alzare la voce e non opporsi con decisione al tentativo di riabilitare la pagina più nera della nostra storia recente? Ora e sempre resistenza sono le parole che ispirano il nostro agire, soprattutto quando, come succede oggi, gli stragisti di Piazza della Loggia vengono assolti e i fascisti vestono il doppiopetto. Sia dunque chiara una cosa: i fascisti e i loro protettori incontreranno sempre la fiera resistenza di tutti quegli uomini e quelle donne che immaginano e ogni giorno mettono in pratica una società anti-razzista, anti-sessista e libera da ogni fascismo. E il 25 Aprile eravamo in tanti, in piazza Gramsci come in via Iglesias e per le strade di Cagliari, che abbiamo attraversato in corteo non autorizzato, a dimostrazione della volontà di questa città di non lasciarsi intrappolare dai tecnicismi digovernance dell’ordine pubblico, che si vogliono neutri mentre nascondono la volontà tutta politica di reprimere il dissenso. Allora, così come ieri ci siamo opposti a una provocazione fascista legalmente autorizzata oggi combattiamo il tentativo di mettere a tacere la risposta antifascista dei cagliaritani. Le multe che con ogni probabilità verranno comminate pongono dunque una serie di questioni centrali per chi oggi intende praticare quest’idea di società. Tuttavia, non si può non notare l’evidente difficoltà cui sono andati incontro procuratore,prefetto e questore nel cercare di fare terra bruciata attorno all’antifascismo e di reprimerne le pratiche, oggi come subito dopo il 25 Aprile. Abbiamo, infatti, assistito ad atti e dichiarazioni che hanno del paradossale: ad esempio, questi signori hanno dapprima concesso la piazza ai nostalgici del ventennio per poi aprire un’indagine per apologia di fascismo! Non bastasse questo, abbiamo assistito al tentativo di sbattere il mostro in prima pagina. Infatti, il giorno dopo p.zza Gramsci, i giornali parlavano di guerriglia urbana, lasciando presagire una stretta repressiva che col tempo è apparsa sempre più ridicola agli occhi di un’intera città, così come ora appaiono ridicole le misure decise dal procuratore. Oggi, a conclusione del teatrino politico e mediatico che lor signori hanno provveduto ad allestire in queste settimane, l’indiscrezione delle multe ci proietta in un improponibile scenario da pacchetto sicurezza, con l’aggravante del tentativo mal celato di estrarre profitto da studenti, precari, disoccupati e da tutte quelle libere individualità che si oppongono al fascismo e a chi lo spalleggia.

Chi dovesse ricevere il decreto penale di condanna può subito mettersi in contatto con il Coordinamento Antifascista Casteddu all’indirizzo coordinamentoantifa@autistici.org per ottenere maggiori informazioni e per coordinare l’azione legale.

Con questo comunicato facciamo anche appello a tutte le realtà che hanno contribuito alla realizzazione dell’Aprile antifascista per ribadire un rifiuto partecipato di qualsiasi criminalizzazione dell’antifascismo.

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