InfoAut
Immagine di copertina per il post

Con rabbia e amore. Lettera di Paolo Di Vetta sulla sorveglianza speciale

Il linguaggio del collegio giudicante fin dalle prime battute è duro e perentorio, sarei “principalmente dedito all’occupazione abusiva di immobili e a manifestazioni che hanno determinato scontri violenti con le forze dell’ordine”, cancellando con un’ immagine deformata la mia quotidianità, la mia vita di ogni giorno fatta di ore di lavoro e di studio, di impegno costante per migliorare condizioni e qualità di vita, di attenzione verso il disagio sociale e il deteriorarsi delle relazioni tra le persone, di rifiuto della crescente deriva razzista. Un impegno che si realizza dentro comunità dove bisogni e desideri si incontrano, sperimentando forme e pratiche di convivenza non sempre semplicissime.

Le nostre occupazioni ospitano una possibilità per migliaia di uomini, donne e bambini, non rappresentano solo un tetto sulla testa, sono qualcosa di più serio e complicato. E questo fatto ha avuto più di un riconoscimento formale e informale. Ci sono più un documento, di un articolo di giornale, di una trasmissione televisiva, di un libro a raccontare la nostra storia.

I giudici invece omettono di affrontare tutto questo e scrivono: “la pericolosità sta nella commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica” e continuano parlando di manifestazioni violente, di occupazioni di uffici pubblici con atti di vandalismo, aggressioni contro le forze di polizia, rapine e furti, danneggiamenti e lesioni. Per sostenere questo ragionamento si fa un elenco molto lungo di iniziative e mobilitazioni dove la responsabilità viene addossata come una montagna tutta sulle mie spalle e su quelle di Luca.

Le conclusioni sono emblematiche. “Al fine di evitare che continui a svolgere la sua attività delittuosa violenta anche altrove, e comunque al di fuori del luogo di dimora ove è più agevolmente controllabile”.

Quindi la mia attività è delittuosa per i giudici che hanno voluto, con 14 pagine completamente aderenti alla richiesta della questura, disegnare un profilo di pericolosità sociale da contenere e fermare. Non c’è che dire, lottare oggi diventa reato e il fastidio che i movimenti producono va sanzionato sempre più drasticamente.

Qual è la nostra colpa? Di essere senza un portafoglio che ci consente di affittare o comprare una casa, di pagare le bollette, le visite mediche e i libri per i nostri figli. Di aver recuperato parzialmente reddito praticando la riappropriazione dell’alloggio e in questo modo poter vivere più dignitosamente dentro una crisi economica sempre più profonda. Di lottare per i nostri diritti senza chiedere elemosine o accettare ricatti.

Ci vogliono sorvegliare perché hanno paura di chi li guarda direttamente negli occhi e reclama felicità. Accettare la miseria e la precarietà, questo sarebbe il vero reato. Dire questo con chiarezza non va bene ed è per questo che oggi siamo messi in una condizione di alta ricattabilità personale. Siamo dei nemici da combattere e si scrivono pagine di diritto di parte, ovvero di classe. Si scagliano misure di prevenzione e di controllo contro i poveri e il disagio sociale, soprattutto contro chi ha l’ardire di alzare la voce e di organizzarsi per difendere diritti primari assolutamente inevasi. Il nostro è un reato di lesa maestà contro la rendita, di converso emerge una mancanza di autonomia della magistratura che restituisce l’esatta misura della realtà con la quale dovremo fare i conti nei prossimi giorni. Probabilmente con una escalation di provvedimenti coercitivi direttamente proporzionali al livello di disagio sociale che si produrrà nel paese.Non separare il contesto dalle misure ci consentirà di rilanciare le nostre lotte, di difendere le conquiste e di reagire ai soprusi, alle minacce, ai ricatti, che inevitabilmente ci troveremo di fronte. >Con rabbia e amore

Paolo

http://www.abitarenellacrisi.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

I Sud si organizzano

Contro la guerra globale e ai nostri territori. Per la costruzione di un orizzonte di possibilità oltre estrattivismo e sfruttamento.
Cosenza – 11 e 12 aprile 2026

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia.

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia. Come gruppo e nelle nostre cerchie abbiamo votato “NO” convintamente anche se non ci siamo esposti pubblicamente, al contrario del referendum dell’estate scorsa dove – per far emergere il nesso imprescindibile tra cittadinanza e classe. Ma, da quella giornata ai risultati di oggi, vogliamo ordinare alcune riflessioni a caldo, coerentemente col nostro posizionamento ancorato ai bisogni, alle lotte e all’autonomia della nostra gente. Quindi accogliamo con entusiasmo la vittoria del “NO”.

Da Immigrital

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono. Viviamo […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

9-10 maggio marcia popolare a difesa dei crinali dell’Appennino mugellano

Nelle scorse settimane si è tenuta una passeggiata sui crinali mugellani per esplorare i territori coinvolti nel nuovo progetto eolico industriale che dovrebbe sorgere nel Comune di Londa, in provincia di Firenze.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No Kings Italy: manifestazione nazionale a Roma “Together contro i re e le loro guerre” – cronaca della giornata

Sabato 28 marzo, a Roma, la manifestazione nazionale “Together – No Kings, contro i re e le loro guerre”. Appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica dopo il concerto di ieri, 27 marzo, alla Città dell’Altra economica, sempre nella Capitale, cui hanno partecipato migliaia di persone e decine di artiste e artisti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?