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Convertito in legge il decreto Minniti: daspo urbano e norme anti-writers

Un nuovo mini-daspo, sempre comminato dai sindaci, colpirà non solo chi compie atti contrari alla pubblica decenza ma anche gli “abusivi”: commercianti o parcheggiatori. L’articolo 9 del decreto prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro e di un ordine di allontanamento (dal luogo della condotta illecita) nei confronti di chiunque, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ‘ivi previsti’, limita la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture (fisse e mobili) ferroviarie, aeroportuali marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze.

L’occupazione degli snodi del trasporto pubblico è anche l’arma consueta attraverso la conflittualità sociale prova a imporre un rapporto di forza nei momenti di scontro. Studenti e lavoratori che bloccano i binari daspabili come chi chiede l’elemosina. Gli indesiderati dallo sceriffo di turno. Sebbene il movimento 5 stelle si sia opposto in parlamento a queste misure, già si vocifera che la Raggi applicherà il nuovo mini-daspo per “ripulire” Termini e Tiburtina.

Sorge un interrogativo: questi strumenti potrebbero essere usati come arma di lotta politica nel momento in cui il loro utilizzo è in mano ai sindaci? Niente pericolo, il problema è mal posto. Il ministro Minniti ha le idee ancora più chiare: il fatto è che per lui ogni insubordinazione sociale non è mai espressione di un’istanza politica ma sempre un fatto di ordine pubblico. Pertanto all’aumento negli ultimi anni delle tensioni sociali rivolte alle istituzioni e ai funzionari degli enti locali l’unica risposta approntata dalla legge è quella di trasformare i vigili in sbirri veri e propri: d’altra parte le botte se le prendono, e soprattutto provano a darle anche loro a ogni occupazione di ufficio comunale, a ogni protesta in consiglio comunale. Così Minniti dispone l’equo indennizzo per la polizia municipale e il rimborso delle spese di degenza per causa di servizio.

La caccia ai malviventi non finisce qui: si prevede anche l’arresto in flagranza differita (che ossimoro!) nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose, compiuti alla presenza di più persone anche in occasioni pubbliche, ‘per i quali è obbligatorio l’arresto, quando non è possibile procedere immediatamente all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica’. Sulla base di documentazione video fotografica, è possibile l’arresto in flagranza entro 48 ore dal fatto.

Mentre scricchiola il piano casa con la recente deroga all’articolo 5 il Partito Democratico non rinuncia al suo spirito punitivo contro gli occupanti di casa per necessità. Così Minniti snellisce le procedure per l’impiego della forza pubblica nello sgombero degli immobili occupati. La relazione al disegno di legge di conversione riporta che solo nel territorio di Roma Capitale vi sono i più di 100 immobili abusivamente occupati. Nello specifico, vengono definiti i percorsi attraverso i quali l’autorità di PS, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, può mettere a disposizione la forza pubblica per procedere allo sgombero in esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

La sete di giustizia di Minniti è implacabile e mira a debellare anche il fenomeno dei writers. Viene stabilito che, se il reato è commesso su beni immobili, su mezzi di trasporto pubblici o privati o su cose di interesse storico o artistico il giudice può subordinare l’applicazione della sospensione condizionale della pena all’obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi oggetto dell’illecito o di rimborso delle spese per il suo restauro. I proventi di sanzioni, multe e provvedimenti nei confronti di sbronzi troppo euforici e ragazzi con la bomboletta in mano verranno destinati ad interventi di recupero del degrado urbano, perché in fondo cosa simboleggia meglio la serenità della pace sociale di un giardinetto ben ordinato?

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