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Decreti sicurezza, nessuna abolizione: modificate le norme sulle ong, restano quelle per reprimere il dissenso

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Dopo mesi di tergiversazioni sono state approvate ieri notte dal governo giallorosa le modifiche ai decreti sicurezza.

Se molto si era parlato, al tempo della loro approvazione, delle vergognose norme contro i salvataggi in mare dei migranti, poco si era discusso dell’inasprirsi delle misure di repressione del dissenso volute dall’allora ministro dell’interno Matteo Salvini. Al tempo avevamo scritto che quelle norme sembravano dettate dalla polizia politica e scritte su misure per la Val Susa per ricalcare passo a passo le pratiche del movimento notav (vedi  Il decreto sicurezza (bis) è la norma anti-notav). Per fare un esempio, la nostra compagna Dana, che si trova ora in carcere per aver tenuto un megafono durante un blocco stradale, non sarebbe stata condannata a 2 ma addirittura a 6 anni di reclusione. Salvini ha inoltre vietato la possibilità di proteggersi dai manganelli e dai gas della polizia per non parlare delle norme draconiane per mettere in prigione chi accende un fumogeno colorato durante un’azione di protesta.

Insomma i decreti sono andati a colpire non soltanto le pratiche messe in campo da tutti i movimenti dal basso che hanno attraversato l’Italia negli ultimi anni ma hanno anche ipotecato con pene pesantissima la possibilità di protestare contro una qualsiasi decisione futura di questo e dei prossimi governi.

Come era ampiamente prevedibile, nonostante il Partito democratico sbandierasse l’abolizione dei decreti Salvini come un obiettivo minimo della legislatura, ieri nottei decreti sono stati (parzialemente) modificati per quanto riguarda la parte sull’immigrazione mentre le pene per chi protesta volute dal Salvini sono rimaste lì dove sono con la benedizione dei giallorosa.

Se per i cosiddetti “democratici” la cosa ci stupisce poco visto che sappiamo che il PD ha fatto della repressione delle manifestazioni il suo credo da tempo, possiamo ora anche fare un bilancio di cosa hanno significato 2 anni e mezzo di governo a 5 stelle per la Val Susa. Non solo il M5S non ha fermato il TAV ma ha anche reso ancora più difficile fermarlo a noi che ci battiamo con i pochi mezzi che abbiamo contro quest’opera da oltre vent’anni. Complimenti vivissimi!

Da notav.info

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