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Detenuto malato terminale…i medici lo rimandano in carcere e muore dopo due ore

Santini era considerato un detenuto a “bassa pericolosità”: assegnato alla Sezione di custodia attenuata “Prometeo”, aveva già fruito di diversi permessi-premio, dai quali era sempre rientrato regolarmente. Ma era anche un uomo gravemente ammalato, debilitato dalla tossicodipendenza e dall’Aids.

A marzo, solo dopo che ha cominciato a “sputare sangue”, ottiene degli esami clinici approfonditi e gli viene diagnosticato un tumore ai polmoni, ormai allo stadio avanzato.

Francesco Ceraudo, già responsabile sanitario del “Bon Bosco” e attualmente direttore del Centro Regionale per la Salute in carcere della Toscana, che conosceva bene Mario Santini, si adopera subito perché ottenga una misura alternativa, o quantomeno il ricovero ospedaliero senza piantonamento, in modo da potersi curare in maniera adeguata.

Passano due mesi e Mario rimane in carcere. Una settimana fa ha una grave crisi respiratoria e solo allora lo trasportano all’Ospedale “Santa Chiara”, piantonato dagli agenti di polizia penitenziaria. Ieri mattina i sanitari lo dimettono e lo rispediscono in carcere. Alle 14.00 rientra in cella, alle 16.00 ha una nuova crisi respiratoria e muore. Nessuno se ne accorge, il suo corpo senza vita, già freddo, viene ritrovato alle 18.00.

Il dottor Ceraudo è furibondo: “Provo rabbia e indignazione per questo caso di gravissima malagiustizia e gravissima malasanità”. E prosegue: “Da quattro mesi (da quando ha lasciato l’incarico per il pensionamento – ndr) il carcere di Pisa è senza direttore sanitario e, in attesa del concorso per la nomina del nuovo funzionario, il servizio medico è precipitato nel caos”.

Ceraudo è fermamente intenzionato a fare quanto in suo potere perché siano accertate le responsabilità sulla morte di Santini e conclude: “Se fossi stato nei panni del medico SIAS che prestava servizio ieri pomeriggio al carcere Don Bosco non avrei accettato il ‘paziente Santini’, avrei dichiarato la sua totale incompatibilità con il regime detentivo e l’avrei rimandato all’ospedale”.

Con la morte di Mario Santini salgono a 65 i decessi in carcere dall’inizio del 2010. Nella Casa Circondariale di Pisa l’ultimo decesso risaliva al 5 settembre 2010, vittima il 33enne Moez Ajadi, sulla cui morte fu aperta un’inchiesta che ne identificò la causa in una overdose da farmaci.

da Ristretti orizzonti – Osservatorio permanente sulle morti in carcere

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