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Firenze. Sfratti: settimana di braccio di ferro tra inquilini e istituzioni

Lunedì. La questura mostra i muscoli, sfratto a sorpresa in via de Sanctis
Sono le sette e mezzo di lunedì mattina quando la polizia sfonda la porta di casa di Antonietta e suo figlio Marco per eseguire lo sfratto a sorpresa. All’operazione partecipano circa quaranta tra poliziotti e agenti della digos con l’ufficiale giudiziario al seguito. Lo sfratto viene eseguito senza nessun preavviso, con un pesante utilizzo della violenza fisica e psicologica per vincere la resistenza della famiglia: Marco viene ammanettato dopo che i poliziotti si sono preoccupati di sequestrare agli inquilini i cellulari per evitare contatti con l’esterno. Antonietta viene trascinata fuori di casa tra umiliazioni e insulti. Non era la prima volta che tentavano lo sfratto, ma ufficiale giudiziario e polizia avevano sempre dovuto fare marcia indietro di fronte al rifiuto della famiglia di lasciare la casa in assenza di una soluzione abitativa da parte del Comune di Firenze. Un rifiuto determinato portato avanti insieme al Comitato Inquilini.
L’iniziativa di Questura e Tribunale puzza di vendetta: la battaglia portata avanti dalla famiglia e dal Comitato, infatti, aveva portato all’inserimento del nucleo nelle graduatorie di emergenza abitativa per l’assegnazione della casa popolare, ovvero al riconoscimento del diritto alla casa. Un’esibizione di muscoli, quindi, più che altro finalizzata a intimidire tutte le famiglie sotto sfratto che non sono disposte a uscire senza il passaggio a un’altra casa, e che non cedono nemmeno di fronte all’ignobile meccanismo degli sfratti a sorpresa.

Martedì. L’assessore scappa
Il giorno seguente, il Comitato si presenta all’Assessorato alla casa pretendendo spiegazioni, ma gli viene risposto dal citofono che l’assessore non c’è. Dopo ore di attesa negli uffici le famiglie decidono di scendere in strada, ed è così che dietro l’angolo sorprendono l’assessore Funaro, che cerca di rientrare sgattaiolando da una porta di servizio. Dopo averla ascoltata sciorinare il solito dispiacere ipocrita per Antonietta e Marco, il Comitato pretende una presa di posizione sugli sfratti a sorpresa in città. La Funaro ripropone così la migliore tattica che sa mettere in campo per rispondere all’emergenza abitativa: la fuga.

 

Mercoledì. Bloccati due sfratti

Mercoledì mattina due picchetti bloccano altrettanti sfratti, quello di Paul in zona San Frediano e quello di Marco e della sua famiglia, che hanno subito il pignoramento della casa, a Sorgane. Entrambi vengono rinviati, ma ancora una volta “senza ulteriore preavviso”.

Giovedì. Contestata la passerella del sindaco Nardella
Giovedì sera il Movimento di Lotta per la Casa si convoca in piazza Tasso per contestare il sindaco Nardella, che aveva annunciato la propria presenza a un aperitivo di lusso al giardino delle Serre Torrigiani. Nonostante il sindaco non si sia presentato, decine di persone hanno presidiato l’ingresso protestando contro gli sfratti, gli sgomberi e l’indifferenza della giunta PD nei confronti delle problematiche sociali. Da una parte del muro le famiglie in emergenza abitativa, chi vive in occupazione e gli abitanti del quartiere, tra cui Renzo, 81 anni, sfrattato senza preavviso la scorsa settimana mentre si era recato a fare la spesa, che fanno sentire con forza le proprie ragioni. Dall’altra parte la Firenze bene del Partito Democratico, che governa tra feste di lusso e passerelle, e tra le cui file si riconoscono alcuni grandi proprietari delle case di famiglie sotto sfratto.

 

Venerdì. Ancora un picchetto, ancora sfratti a sorpresa.
Decine di persone presidiano casa di Elida in via Stenone per impedire il suo sfratto. L’ufficiale giudiziario non si presenta nemmeno, ma l’ordinanza del Giudice delle Esecuzioni lo autorizza a tornare in qualsiasi giorno “immediatamente successivo è senza ulteriore preavviso”. Un altro sfratto a sorpresa e una nuova determinata resistenza annunciata dal Comitato. 

 

 

da Firenze dal Basso

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