InfoAut
Immagine di copertina per il post

Giù le mani dalle lotte sociali! Presidio di solidarietà con Paolo durante l’appello per la sorveglianza speciale.


Giovedì 2 febbraio alle ore 9.00 si terrà l’appello per la sorveglianza speciale a Paolo e pertanto si terrà un presidio sotto il Tribunale Penale di Roma presso P.le Clodio.

Un’occasione importante a cui invitiamo tutti e tutte a partecipare. Un momento per far sentire la nostra solidarietà a Paolo e per restituire al mittente queste indecenti imposizioni da parte del Tribunale di Roma, che esigiamo finiscano e in fretta.

 

Di seguito riportiamo l’appello prodotto dai Giuristi Democratici.

 

Nel prossimo mese di febbraio la Corte d’appello di Roma, sezione applicazione misure di prevenzione per la sicurezza e la pubblica moralità, sarà chiamata a decidere sui ricorsi presentati da due esponenti dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare, Paolo Di Vetta e Luca Fagiano, colpiti da decreti che dispongono nei loro confronti la misura della sorveglianza speciale: provvedimenti fortemente limitativi della libertà personale (con sacrificio dei diritti di riunione ed espressione e manifestazione del pensiero) e di movimento (con la sospensione della patente di guida).

Nel recente passato, amministratori pubblici locali così come politici nazionali, proprio a seguito di incontri con tali attivisti hanno più volte espressamente dichiarato che il grave problema dell’emergenza abitativa non può essere ridotto a una questione di ordine pubblico. Ciononostante, nel corso dell’ultimo anno si è registrato, da parte della Questura di Roma, un inusitato e reiterato ricorso alle misure di prevenzione nei confronti di attivisti delle realtà associative per il diritto alla casa, dall’avviso orale fino alla proposizione, in ben sette casi, della sorveglianza speciale.

L’utilizzo di questo tipo di armamentario, costruito fondamentalmente per il contrasto e la repressione del fenomeno mafioso e utilizzato invece nella specie al fine di comprimere e di fatto negare diritti fondamentali del vivere civile e sociale, è senza dubbio alcuno preoccupante. Al di là dei rischi immanenti di incostituzionalità – da tempo denunciati dalla gran parte della dottrina – dell’intero sistema delle misure di prevenzione per contrasto con i principi della riserva di legge, della tassatività, della non colpevolezza e dell’eguaglianza, pare di cogliere una concezione del diritto della prevenzione come diritto punitivo del sospetto, con l’elusione delle garanzie sostanziali e processuali.

Quando al centro della valutazione giudiziaria si fa rientrare la presunta personalità “antagonista” dei proposti e dalla loro militanza politica si farebbero discendere i comportamenti di rilevanza penale, la valutazione di stampo preventivo assume particolare delicatezza: in discussione rientrano allora non solo la presunta capacità di mettere a repentaglio la sicurezza pubblica ma, soprattutto, i principi costituzionalmente tutelati della libertà di esprimere le proprie opinioni e di associarsi insieme ad altri per sostenerle.

Il rischio di una torsione delle misure preventive e di un loro – improprio – utilizzo quali strumenti di controllo del dissenso e del conflitto sociale si fa così sempre più concreto. E laddove le misure preventive assumano una indebita funzione surrogatoria della sanzione penale, divenendo la “stampella” di questa, ad essere messo in discussione è il rispetto del principio di legalità, ossia l’accertamento delle specifiche situazioni di pericolosità attraverso un rigoroso rispetto degli indici tassativamente previsti dal legislatore.

In mancanza di accertamento giudiziale delle condotte lamentate, in buona sostanza, si finisce per ricorrere alle misure di prevenzione proprio per aggirare le garanzie sostanziali e processuali, connesse all’accertamento dei reati, in tutti i casi nei quali, in mancanza del raggiungimento della prova certa della colpevolezza, ci si deve accontentare di sanzionare (meno gravemente) il dubbio. Così facendo, si realizza esattamente una torsione delle misure preventive ed un loro utilizzo quale strumento di controllo del dissenso e del conflitto sociale. Ciò che, dal punto di vista amministrativo, potrebbe essere definito come un eccesso, ovvero uno sviamento di potere.

Torsione evidente ed allarmante quando, come nel caso di specie, certamente provata risulta la presenza dei due attivisti a tavoli ufficiali di dialogo con partiti politici nazionali, istituzioni politiche comunali, provinciali, regionali, nonché con i vari Prefetti di Roma che si sono avvicendati nel tempo, mentre oggettivamente inconsistente la presenza degli stessi in mobilitazioni a cui sono seguiti disordini (come ad esempio la manifestazione “No Expo”) tenutesi lontano da Roma. Attribuire perciò la qualifica di soggetti socialmente pericolosi a due lavoratori impegnati nel volontariato sociale in aiuto di persone svantaggiate, attivisti dei movimenti sociali e costanti interlocutori politici delle autorità politiche ed amministrative locali ad ogni livello, protagonisti del percorso istituzionale di approvazione della recente delibera della Giunta della Regione Lazio che riconosce il diritto a coloro che abitano “immobili pubblici o privati impropriamente adibiti ad abitazione” (così le delibera 110/2016 Giunta Regione Lazio —approvata all’unanimità— e 50/2016 del Commissario comunale Tronca) all’assegnazione di una quota di alloggi di edilizia popolare, risulta un’evidente forzatura.

Non riteniamo che si possa chiedere ai Tribunali di giudicare una dinamica sociale. Tanto più quando le denunce giungano in ragione del fatto di essere persone note e riconoscibili, per aver sempre agito una politica pubblica, per essere stati i referenti nei rapporti con le istituzioni. Ritenere oggi pericolose socialmente due persone perché, come espresso nelle richieste, hanno partecipato a manifestazioni anche sfociate in disordini non è accettabile. A meno che non si intenda far rispondere personalmente gli stessi di ogni comportamento di ogni singolo manifestante, o peggio, ricondurre a loro di tutte le dinamiche che si determinano in momenti di piazza.

Laddove i “precedenti di polizia” addotti a sostegno delle misure richieste, pur quantitativamente non scarsi, siano qualitativamente inconsistenti (o addirittura riguardino persona incensurata) e difettino del necessario requisito dell’attualità, deve valere l’importante principio del nostro stato di diritto chiaramente espresso nella sentenza n. 177/80 della Corte costituzionale: “Il materiale probatorio ritenuto inidoneo o insufficiente per affermare la responsabilità penale in ordine a talune fattispecie di reato non può essere diversamente valutato quando si tratti di accertare, per l’applicazione di misure di prevenzione, la sussistenza del medesimo atto di preparazione”.

All’appello lanciato dai Giuristi Democratici hanno aderito:

Luigi Ferrajoli, Professore emerito di Filosofia del diritto;

Livio Pepino, già Sostituto Procuratore presso la Corte di Cassazione;

Giuseppe Mosconi, Professore di Sociologia del diritto;

Luigi Manconi, Senatore, presidente associazione A Buon Diritto;

Associazione A Buon Diritto;

Antonello Ciervo, Avvocato, Ricercatore di Diritto Pubblico Università di Perugia;

Daniele Nalbone, giornalista;

Franco Russo, Forum Diritti/Lavoro;

Giorgio Cremaschi, Eurostop;

Roberto Lamacchia, Avvocato, Torino;

Raffaele Miraglia, Avvocato, Bologna;

Leonardo Arnau, Avvocato, Padova;

Cesare Antetomaso, Avvocato, Roma;

Claudia Piccolino, Avvocata, Napoli;

Carlo Guglielmi, Avvocato, Roma,

Arturo Salerni, Avvocato, Roma;

Emilio Robotti, Avvocato, Genova;

Fabio Marcelli, dirigente Istituto di studi giuridici internazionali del CNR;

Carlo Cappellari, Avvocato, Padova;

Paola Altrui, Funzionaria, Roma;

Unione Sindacale di Base;

Marco Ferrero, Avvocato, Padova;

Margherita D’Andrea, Avvocata, Napoli;

Giovanni Michelon, Avvocato, Padova;

Italo Di Sabato, coordinatore Osservatorio Repressione.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

LA COPPA DEL MONDO IN GUERRA

Riprendiamo dal sito Nodo Solidale la traduzione italiana dell’articolo La Coppa del Mondo in guerra, scritto da David Barrios Rodríguez e pubblicato originariamente su Fuera de Lugar/Desinformémonos. Il testo legge il Mondiale 2026 sullo sfondo delle guerre, dei conflitti armati e dei processi di militarizzazione che attraversano molti dei paesi partecipanti, a partire dal Messico, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica

Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali

Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cascina Spiotta: a 51 anni dai fatti l’accusa chiede l’ergastolo per Moretti, Curcio, 21 anni per Azzolini

Sono arrivate venerdì 19 giugno le richieste della pubblica accusa nel processo per i fatti della Cascina Spiotta (Alessandria), il…5 giugno 1975. In una sparatoria venne uccisa, dopo essersi arresa, disarmata con le mani alzate, Mara Cagol, una delle fondatrici delle Brigate Rosse, e rimase ferito (fino a morire pochi giorni dopo) il carabiniere Giovanni […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Faida. Alcune tesi sulla crisi (definitiva?) della Lega – Parte 1

Faida è una delle parole germaniche che è sopravvissuta nell’italiano odierno. La sua sopravvivenza è dovuta probabilmente al fatto che per lungo tempo ha rappresentato un istituto giuridico preciso nelle culture germaniche. Infatti, mentre noi usiamo comunemente faida come la definizione di uno scontro brutale e prolungato tra due gruppi di persone (si pensi alle “faide familiari”, o quelle tra le cosche mafiose), il suo significato originale indica il diritto, per un privato, di ottenere soddisfazione per un torto subito ricorrendo all’uso della forza. Una sorta di “giustizia privata”.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Dal mito della globalizzazione alla Terza guerra mondiale

Sabato 4 luglio 2026 presso presso il Circolo Cap di Genova in via A. Albertazzi 3r. Convegno e Assemblea “dal mito della globalizzazione alla Terza guerra mondiale” in preparazione al CORTEO NAZIONALE del 19 luglio in occasione del 25° anniversario del G8 2001.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran-Usa: tra guerra aperta e congelamento del conflitto.

Il memorandum d’intesa siglato tra Usa e Iran, cristallizza su carta in 14 punti la complessità dell’evoluzione della guerra imperialista americana e israeliana. Va innanzitutto segnalata la vaghezza dell’accordo firmato. Tutti i punti sono più che altro una scaletta di lavoro per i negoziati che si dovrebbero tenere nei prossimi 60 giorni. Cessate il fuoco su tutti i fronti, soprattutto in Libano, scongelamento delle sanzioni e ipotetiche riparazioni di guerra americane, vago impegno iraniano a non sviluppare un’arma nucleare e infine sblocco di Hormuz, non si sa in che forme. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Ai Mulini una lunga battitura apre l’estate di lotta No Tav

Si è aperta ieri sera al Presidio dei Mulini l’estate di lotta No Tav. Un appuntamento lanciato dalle studentesse e dagli studenti che, a partire dal tardo pomeriggio, ha riportato gli e le attiviste lungo i sentieri della Val Clarea.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Collina morenica: teatro di conquista via terra, sottoterra e dal cielo

I fronti di attacco aperti negli ultimi tempi nei confronti della Collina morenica, area posta tra la periferia ovest di Torino e le Alpi Cozie, testimoniano l’accanimento in atto nei confronti di territori ancora naturali o caratterizzati da un certo equilibrio tra natura e sfruttamento umano, ma proprio per questo selezionati come aree da sfruttare.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Taranto i Sud si organizzano: crisi socio-ecologica, zone di sacrificio e orizzonti di liberazione

L’assemblea pubblica si terrà il 20 GIUGNO dalle ore 14 alle ore 19 a Taranto, ripubblichiamo di seguito l’indizione.