InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il castello di carte della procura e della questura torinesi inizia a perdere fondamenta.

||||

Ripubblichiamo questa nota scritta dal Centro Sociale Askatasuna. 

Ieri si ha avuto notizia dell’esito delle richieste portate in sede di udienza preliminare da parte degli avvocati per i compagni e le compagne sottoposti a misure cautelari. Da un lato, l’udienza preliminare ha visto come risultato il rinvio a giudizio di tutte e 28 le persone imputate – ma su questo torneremo – dall’altro, nonostante un clima costruito ad hoc per rendere l’accusa legittima nella sua incredibilità, la giudice Roberta Cosentini ha parzialmente accolto le richieste. Due compagni ai domiciliari sono stati liberati con obbligo di firma, un compagno ai domiciliari ha visto l’attenuarsi delle restrizioni con l’eliminazione del braccialetto elettronico e del divieto di comunicazione. Per quanto riguarda invece la posizione di Giorgio ancora detenuto al carcere delle Vallette di Torino, la richiesta di liberazione non è stata accolta sostanzialmente per problemi tecnici, in merito alla non idoneità del domicilio proposto per effettuare i domiciliari. Insomma, i pericolosissimi criminali per i quali occorre massima attenzione, pian piano tornano a scorrazzare per la città. 

Leggiamo questo risultato in due modi speculari. Posto che rimangano misure cautelari decisamente sproporzionate per i reati specifici e per le ragioni secondo le quali dovrebbero venire imposte restrizioni alla libertà in maniera preventiva, è chiaro che non sussistono motivi dirimenti perché un impianto del genere potesse perpetuarsi a lungo. È importante sottolineare questo aspetto anche perché queste stesse misure, ieri in parte cadute, sono le stesse oggetto del ricorso presentato dalla Procura a maggio scorso, per il quale è stato reso noto l’esito qualche settimana fa, a pochi giorni dall’inizio della lunga estate di lotta articolata tra la Val Susa e Torino. 

Facciamo un passo indietro. Nel momento in cui il gip aveva in prima battuta bocciato l’ipotesi di reato 270, ovvero di associazione sovversiva, la procura di Torino, nella veste di Manuela Pedrotta e Emilio Gatti, aveva proceduto al ricorso in merito alle misure cautelari che avevano coinvolto compagni e compagne tra carcere, domiciliari, obblighi di firma e divieti di dimora. Il risultato del ricorso: un’ipotesi di reato trasformata in 416, ossia associazione a delinquere, e aggravamento delle misure sia relativamente a compagni e compagne già sottoposti a restrizione delle libertà sia allo stato attuale liberi. Decisione sospesa nell’attesa del ricorso in Cassazione operato dagli avvocati della difesa. Nel frattempo il 29 luglio si è tenuta l’udienza preliminare che ha visto il rinvio a giudizio di 28 persone, di cui 16 con il capo d’accusa per associazione a delinquere. Due vie parallele che, se a prima vista sembrerebbero sostanziarsi l’un l’altra, in realtà dimostrano una modalità di procedere sclerotica che lascia evincere da un lato, la smania di portarsi a casa il risultato costi quel che costi (se non è 270 che almeno ci concedano il 416, si potrebbe immaginare nella testa di alcuni personaggi), dall’altro l’emersione di elementi che si contraddicono a vicenda. Infatti, se la procura aveva avuto un primo assist con l’accomodamento dato dalla possibilità di partire con un processo per associazione a delinquere, l’affievolimento delle misure cautelari di ieri dimostrano un evidente ritrarsi degli spazi per aggravare alcune situazioni. 

La questione dei tempi. La modalità scelta dalla questura di Torino di diffondere comunicati poi ripresi senza remore e pedissequamente da tutte le testate giornalistiche principali, dimostra di voler approfittare di momenti di attenzione data dalle iniziative in programma, come nel caso delle settimane appena trascorse, per avvalorare una tesi visionaria come quella dell’associazione a delinquere. Stretti nell’attesa di sapere l’esito della Cassazione da un lato e, dall’altro, con l’appetito che vien mangiando dato da tempi accelerati e senza precedenti di un processo che inizia con tutta questa fretta, la questura centellina parti degli atti derivanti dalle indagini, somministrando pillole di ilarità estrapolando frasi decontestualizzate e ricostruendo teoremi degni di una saga fantascientifica per screditare i rapporti che nei percorsi di lotta di queste settimane si sono sedimentati e arricchiti. Anche su questo torneremo, con alcuni capitoli di una saga che merita di essere decostruita scena per scena,  per il momento basti evidenziare come, puntuali come un orologio svizzero, gli articoli de La Stampa e de La Repubblica si prestano a questo gioco in cui le regole valgono solo per qualcuno. 

E poi dovranno iniziare a fare i conti anche con la solidarietà. Proprio in queste settimane ha preso inizio una campagna intitolata Associazione a Resistere. Mentre nei loro uffici sudano tra le carte per trovare cavilli in grado di mettere all’angolo esperienze di lotta e di autonomia, sui sentieri della Val Susa si stringono nuove relazioni, guardando a un orizzonte comune che ha le idee molto chiare. Dalle centinaia di persone disponibili a metterci la faccia, agli artisti saliti sul palco del Festival Alta Felicità, non ci sono molti dubbi: attaccare il movimento no tav e l’Askatasuna proponendo una versione vaneggiante che travalica la realtà dei fatti porterà a ben poco. Anzi, probabilmente rafforzerà i rapporti di chi si sente dalla stessa parte. La tiritera mediatica suggerita dalla questura è ormai roba vecchia, non stupisce nemmeno più e, guarda un po’, diventa difficile crederci anche per i sinceri democratici. La creatività e la voglia di lottare invece non si fermano, possono spiazzare, possono ribaltare le carte in tavola, soprattutto quando le fondamenta iniziano a scricchiolare. 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

askatasunamisure cautelariprocuratorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Lotte contro il carovita: in Campania nasce il gruppo Le Donne del Vallo di Diano

Ecco una breve intervista con il neonato gruppo Le Donne del Vallo di Diano andata in onda sulle libere frequenze di Blackout.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia: lo sciopero generale unitario si salda con le lotte studentesche.

Molto alta la partecipazione in tutta la Francia allo sciopero generale, con 600mila manifestanti per il Governo, molti di più – 1 milione e 600mila – invece per sindacati e collettivi studenteschi, esclusi per ora dal confronto annunciato per lunedì dal premier Lecornu con gli stessi sindacati e padronato per una “Conferenza sociale sul potere d’acquisto e i salari”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Gen Z regelt!” Proteste contro guerra e carovita anche in Germania

Il 31 ottobre scorso anche la Germania ha visto una mobilitazione diffusa in oltre trenta città, da Berlino a Francoforte, partecipata da giovani e giovanissimi, contro la guerra e il carovita.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Vademecum di resistenza legale. Sanzioni amministrative pecuniarie e iter giudiziario

Le sanzioni amministrative sono uno strumento per colpire il dissenso. I decreti sicurezza del governo Meloni hanno rafforzato un impianto normativo che corrode i diritti d’espressione e a manifestare, sanciti dall’artt.17 e 21 della Costituzione.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cremona: sabato 7 novembre manifestazione “Adèss Baasta” contro carovita e riarmo

Studenti e lavoratori pronti a scendere in piazza a Cremona contro il carovita e il riarmo: sabato 7 novembre si terrà infatti una manifestazione con lo slogan Adèss Baasta, che mira a riunire studenti, lavoratori, giovani e associazioni. Il ritrovo è fissato alle 14 nel parcheggio dell’ex Foro Boario, in via Mantova. La partenza del corteo è prevista per le 15.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Carcere e domiciliari per la manifestazione del 31 gennaio a Torino

Questa mattina la Questura di Torino ha eseguito diverse misure cautelari inerenti il filone di indagini sulla manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino, del 31 gennaio 2026.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

In Portogallo manifestazioni ogni settimana. Violento sgombero nel weekend delle “acampade” a Lisbona e Porto, oltre 100 feriti

In Portogallo, ennesimo violento sgombero di polizia contro le “acampade” per la casa di Porto e Lisbona.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli italiani vogliono il movimento

Un contributo del Collettivo Universitario Autonomo Torino sulle settimane di mobilitazione, occupazione universitaria e di sciopero appena trascorse.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Gen Z tedesca si unisce alle danze?

La mobilitazione che come un fuoco di prateria sta incendiando l’Europa arriva anche in Germania: sabato 31 ottobre, il giorno dopo le gigantesche manifestazioni che in Italia hanno portato in piazza quasi 1 milione di persone, e mentre continuano gli scontri davanti ai palazzi del potere in Albania e le manifestazioni dell’«Atto III» in Francia, decine di migliaia di giovani hanno riempito le strade di tutto il paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

100 mila in piazza solo a Torino

Anche in occasione dello sciopero generale, chiamato grazie all’Unione Sindacale di Base, Torino ha saputo dare un segnale forte.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: Rivendicazioni della Sapienza Occupata. “Noi la guerra non la paghiamo”

Ripubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Pisa in merito alle rivendicazioni dell’occupazione avvenuta a conclusione del corteo del 30 ottobre in occasione dello sciopero generale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Abbiamo la ragione e la forza

Nella giornata di ieri, 30 ottobre, abbiamo partecipato allo sciopero generale che ha coinvolto moltissime città in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Yuossef Siher, il primo detenuto politico della magistratura predittiva italiana

Riprendiamo questa interessante analisi di McSilvan apparsa su Codice Rosso per restituire una chiave di lettura della vicenda legata a Youssef Siher.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Continua l’accanimento nei confronti di Sara: da venerdì sera ai domiciliari

La Questura e la Procura di Torino hanno confezionato un aggravamento delle misure preventive nei confronti di Sara, giovane e generosa compagna del movimento torinese.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne

Ripubblichiamo il resoconto di Notav.info sull’udienza di ieri del processo di appello che vorrebbe ribaltare la sentenza in primo grado per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere per Askatasuna, Movimento No Tav e Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: diecimila studenti in corteo si prendono la città. Fermi e arresti.

Oggi, venerdì 16 ottobre, durante il corteo del movimento studentesco torinese, sono state fermate 12 persone e tre di loro sono state portate al carcere minorile cittadino. A loro si somma, da quanto si apprende dai giornali ma non si ha ancora conferma, un altro studente arrestato il giorno precedente nei raid polizieschi ai danni delle occupazioni delle scuole, durante i quali erano stati molti i fermi particolarmente violenti e intimidatori.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: incursioni della polizia dentro le scuole occupate

Di seguito il comunicato pubblicato dall’Assemblea Studentesca delle scuole di Torino in merito ai fatti degli ultimi giorni.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Carcere di Torino: cimici dei letti e condizioni degradanti. Il diario di un detenuto racconta la realtà del carcere

Ieri è stato sollevato in Consiglio Regionale il problema delle cimici dei letti all’interno della sezione maschile del carcere di Torino. La questione è uscita grazie a dei fogli di diario, alcuni passaggi sono stati letti anche in seduta di Consiglio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.