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Il ‘Natale sicuro’ dei carabinieri di Ostia

“Natale sicuro” è il nome della nuova operazione. La solita iniziativa, sotto festività, buona per fare uscire qualche articolo di giornale. A pagarne le spese è l’illegalità di sussistenza, figlia della crisi e dei tagli di governo.

Sono sempre gli stessi militari di Ostia, quelli che denunciavano l’omerta dei cittadini lidensi, mentre arrestavano le comitive nei parchetti, colpevoli di fumarsi qualche canna dopo scuola (http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/3951-ostia-repressione-laltra-faccia-della-crisi).

La “novità” nel dispositivo di sicurezza è la comparsa degli “agenti provocatori”. Giovani che si fingono compratori e organizzano delle trappole. Parliamo di persone prese alla gola dalla giustizia, disposte a collaborare con le forze dell’ordine pur di non finire in galera. Degli infami, come si dice a Roma.

La crisi produce questo, gente normale che è disposta a rischiare la propria libertà per mettersi dei soldi in tasca. I carabinieri sfruttano questa situazione per costruire operazioni di facciata. Non si tocca la criminalità di potere, perchè la filiera non deve essere interrotta, ma si tocca l’ultimo livello della catena, quello che si rigenera senza problemi.

Subiscono questo attacco studenti, giovani lavoratori, migranti, disoccupati, padri di famiglia e tanti altri soggetti deboli fortemente impoveriti. Nei territori abbandonati dalla politica si attuano inoltre dispositivi di controllo che spingono gli individui a commettere reati.

Il nostro natale sicuro è quello dei diritti piuttosto che quello degli arresti. Perchè mai dovremmo adesso sentirci più sicuri?

I veri criminali non finiscono mai nelle carceri di questo paese. Piuttosto siedono sulle poltrone della politica per non finire sotto processo. In carcere finiscono troppo spesso dei poveri cristi. A loro il sincero augurio di essere presto liberi dalle fredde sbarre dove sono reclusi.

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