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Ilva: diffusi i dati sull’incidenza di mortalità e tumori a Taranto

I dati relativi al periodo che va dal 2003 al 2009 hanno evidenziato un aumento di mortalità generale tra l’8 e il 14% e tra il 13 e il 14% per le morti causate da tumore, mentre oggi il Ministro dell’Ambiente, Clini, ha avanzato l’ipotesi che le malattie possano essere legate anche alla catena alimentare.

Il ministro della Salute, dopo aver esposto i dati, si è detto ‘sorpreso’ dei risultati e ha affermato che è necessario ‘fare di più’…meno sorpresi sono probabilmente i comitati di cittadini che da quanto è stato diffuso ieri non hanno avuto che la conferma dei danni connessi all’esposizione all’inquinamento industriale causato dall’Ilva che da mesi denunciano.

Duro anche il giudizio espresso dalla commissione ecomafie, che ha sottolineato come l’allarme sanitario fosse stato accolto con totale indifferenza da parte del Governo, il quale si è esposto sulla vicenda solo quando è stata paventata la chiusura degli impianti, trasferendo dunque la questione sul piano della produttività e del profitto.

Ed è stato solo allora che sono iniziati anche i controlli, totalmente assenti in tutti gli anni in cui l’Ilva ha prodotto a pieno ritmo e in modo indisturbato nonostante gli allarmi relativi alla salute dei cittadini di Taranto.

Al di là del coro di voci istituzionali che all’indomani della pubblicazione del rapporto si dicono (tardivamente) stupite, i dati emersi dallo studio Sentieri rivelano gli effetti devastanti di una logica del profitto che mira a salvaguardare solo sé stessa e lanciano un ulteriore messaggio chiaro a chi vorrebbe incentrare la propria battaglia su una difesa del lavoro miope e aprioristica.

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