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Intervista a Prendocasa Modena

Pubblichiamo qui sotto l’intervista integrale di Prendocasa Modena, ricordando che nella giornata di domani domenica 20 febbraio, ci sarà la festa di quartiere delle famiglio occupanti di via Fossa Monda.

Intervista:

Dopo la nostra ultima occupazione della palazzina di Via Fossamonda, l’assessore Poggi del comune di Modena ha dichiarato che la palazzina stava per essere ristrutturata grazie ad una delibera del dicembre dello scorso anno e che l’occupazione stessa avrebbe ritardato di parecchio l’assegnazione della struttura alle famiglie assegnatarie.

Ora: la struttura è stata monitorata per ben quattro mesi. Infatti, trovandola aperta, la avevamo chiusa e nessun sopralluogo degli enti pubblici è mai avvenuto.

Allora è sintomatico che “tutto quanto tocchiamo diventa oro”,nel senso che la tiritera del “stavamo proprio per attuare dei progettiora” è una cantilena che si rinnova da decenni a Modena. La prima avvenne per un’altra stagione di lotta alla fine del secolo passato, in cui all’occupazione di una scuola si rispose con uno sgombero determinato dalla necessità di fare dei lavori che sono iniziati meno di un anno fa e che non hanno a tutt’oggi permesso di usare quella struttura.

E ancora più grave era la storia della palazzina presso la quale stiamo  facendo la conferenza stampa questa mattina: la casa cantoniera era stata individuata per poter ospitare tre famiglie immigrate con figli minori che non riuscivano a reggere il peso del costo della vita ed il caro-affitti. Anas e giunta dichiararono che di li a due mesi due famiglie di dipendenti dell’Anas dovevano venire ad abitare li, perchè era loro stata assegnata quella palazzina. Fatto sta che ad oggi, dopo oltre sei anni, non c’era traccia alcuna di quelle famiglie e la palazzina è restata colpevolmente vuota.

Allora le premesse per dire che l’amministrazione racconta fandonie per cercare di dividere le persone ci sono tutte: naturalmente cercheremo nel database della amministrazione il famigerato stanziamento di fondi che risalirebbe a dicembre dello scorso anno.

Come secondo punto ci interessa far sapere che abbiamo fatto richiesta formale di incontro con le istituzioni: le famiglie chiedono di poter pagare un affitto sostenibile, commisurato al loro reddito e di poter allacciare le utenze al fine di pagare quanto consumato.
Visto l’atteggiamento della giunta che tende a scaricare in modo pilatesco sulle forze della repressione la responsabilità politica di quanto sta accadendo, la richiesta di incontro è stata fatta anche al prefetto.

Come terzo punto vogliamo sottolineare l’assurdità dell’atteggiamento di questo comune, che dichiara di non avere case vuote, mentre noi sveliamo a tutti che ci sono. Quando poi si vede che ci sono, dicono di non avere fondi. Tuttavia è di questa settimana l’annuncio dell’assessore
alla programmazione del territorio, tale Sitta, che dichiara possibile una spesa di 20 milioni di euro per costruire la variante del corso della via Emilia per poter alleggerire il traffico in uscita dalla città, così come ci sono i soldi per costruire una piscina ed un autodromo.

Punto quattro: abbiamo indicato percorsi possibili come l’auto ristrutturazione del patrimonio immobiliare del comune. Infatti se il comune permettesse agli sfrattati di lavorare alla ricostruzione o rimessa a norma delle case di proprietà pubblica non utilizzate, ci troveremmo con un patrimonio ripristinato, con famiglie che recuperando reddito sarebbero in grado di pagare le utenze e piccoli affitti e la collettività che si ritroverebbe con ambienti ristrutturati in breve tempo.

Chiediamo a questo comune quante sono le occupazioni cui dobbiamo dare vita, per fare si che la giunta comprenda che stiamo trattando di un problema socio-politico rilevante e che le denunce non sono la risposta.

La pratica della riappropriazione diretta dei beni pubblici non utilizzati, è per noi un percorso che esalta il concetto di riappropriazione qui ed ora di una vita che sia degna di essere vissuta, un percorso che vuole strappare dalle mani di questa squallida politica delegata, la possibilità di mortificare l’esistenza di tutt* noi.

Il reddito indiretto è sicuramente una delle strade che apre ad esseri umani concreti la possibilità concreta di trasformare il proprio presente, per poter costruire un nuovo futuro.

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