InfoAut

Lettera aperta di Mauro Gentile ai partecipanti all’assemblea nazionale

Compagne/i,

scrivo questa lettera dalla mia casa trasformata in una cella da circa due anni. Scrivo per dare il mio contributo e sostegno all’assemblea di oggi 14 marzo e alla manifestazione del 15 marzo. La detenzione m’impone l’isolamento fisico dalle assemblee e manifestazioni ma non la complicità e la solidarietà morale con tutti i movimenti che quotidianamente scendono nelle strade per riappropriarsi dei diritti che i padroni hanno stralciato.

Per fare fronte alla dura repressione a cui siamo sottoposti negli ultimi anni dobbiamo costruire un ampio fronte di lotta e sviluppare la più efficace resistenza ai processi, alle condanne pecuniarie, alle misure restrittive, alla galera con cui oggi le Autorità si scagliano contro i mille conflitti e le mille resistenze che attraversano il paese.

La costruzione di un fronte di lotta unitario si può e si deve fare ed oggi, in questa sede, si possono gettare le basi di questo progetto di lotta che deve ambire a raccogliere tutte le organizzazioni operaie e popolari del paese. In questo momento storico estendere la solidarietà e la partecipazione alla lotta contro la repressione è un imperativo!

Le divergenze interne al movimento non devono essere un ostacolo per la creazione di una resistenza comune.

Il nemico che stiamo combattendo è lo stesso e questo deve unirci invece che dividerci. Soprattutto non dobbiamo consentire che gli apparati repressivi avanzino indisturbati nella loro opera di eliminazione degli spazi di agibilità democratica del movimento delle organizzazioni operaie e popolari del nostro paese. Di fronte a tutto questo non c’è difesa tecnico-legale che tenga: possiamo sconfiggere questo progetto soltanto sul piano politico, trasformando ogni procedimento in un processo ai nostri accusatori dentro e fuori dalle aule di tribunale!

Che questa sia la strada da seguire io l’ho sperimentato sulla mia pelle: assieme ad altri compagni di Teramo sono stato processato e condannato in 1° e poi in 2° grado per i fatti del 15 ottobre 2011 per il reato di “devastazione e saccheggio”. L’esperienza mia e degli altri compagni teramani testimonia che la migliore e più generosa difesa tecnico-legale e la più attenta dimostrazione dell’insussistenza delle prove dei PM serve a poco e niente se dentro e fuori dall’aula non si sviluppa il processo ai nostri accusatori da parte degli imputati e della rete dei compagni solidali, la mobilitazione che isola e mette all’angolo lo zelo dei Macilenti e dei Minisci, dei giudici compiacenti & co. che nel caso del processo per i fatti del 15 ottobre hanno finora fatto il bello e il cattivo tempo!

Sempre nell’ambito della persecuzione politica contro i partecipanti alla manifestazione del 15 ottobre sono processato con l’accusa di “tentato omicidio” per essermi opposto alla furia omicida del carabiniere Tartaglione che quel giorno era intento a cercare il morto lanciando la sua camionetta a tutta velocità contro la folla. Sono processato assieme ad altri 17 compagni/e! Penso che molti errori siano stati commessi in primis da noi imputati nella conduzione di questa battaglia: meno possibile dobbiamo farne da qui in avanti e soprattutto mettiamoci a lavoro per trasformare le prossime udienze in un processo ai nostri accusatori. Quindi ampliamo la solidarietà, mettiamo sotto pressione la magistratura romana, facciamo vedere la forza della rete di solidarietà che non arretra e avanza per stroncare un procedimento che ha lo scopo palese di decretare l’illegalità del diritto di protesta nel nostro paese.

Non dimentico le nuove prove repressive che vengono svolte in Val Susa dalla procura di Torino che alza il tiro accusando i No Tav Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò di terrorismo per aver passeggiato in valle insieme ad altre centinaia di No Tav. Così come non dimentico i casi sempre più diffusi di compagni colpiti da attacchi repressivi a base di multe e pene pecuniarie, vedi i militanti No Tav e gli autoferrotranvieri ATAF, e subire cosi il ricatto di pignoramenti di beni accumulati con anni di fatica e sudore. Cedere a questi ricatti vuol dire ripetere una nuova Genova, dare la possibilità ai padroni di estendere queste misure a tutti/e proprio come il reato di devastazione e saccheggio. Non pagare è un dovere e ribellarsi alle ritorsioni è un diritto! Organizzarsi per disobbedire a queste misure repressive di tipo nuovo fa parte dei compiti che l’assemblea e i compagni che si riuniscono oggi devono mettere al centro della propria agenda.

Compagni e compagne, la repressione mira a distruggere la nostra lotta per cambiare il corso delle cose, noi dobbiamo imparare a resistere e trasformare anche la nostra resistenza in uno strumento contro le autorità che opprimono il nostro popolo e per costruire un futuro di dignità.

 

Saluti rivoluzionari, Mauro Gentile (militante comunista agli arresti domiciliari per i fatti del 15.10.2011)

Fonte: rete_evasioni

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fermiamo la demolizione del campo da calcio di Aidaa Camp a Betlemme

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato scritto da varie realtà dello Sport Popolare di tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Aska è di chi arriva. Chiedi del 47

In questo momento più del solito, ma non è un fenomeno specifico di questi giorni, sembra esserci una gara a mettere etichette su Aska e sulle persone che fanno parte di quella proposta organizzativa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: “difendere l’Askatasuna per non far spegenere la scintilla di ribellione che Torino ha dentro”

“La grandissima manifestazione di risposta allo sgombero è stata la reazione di Torino che si è riversata nelle strade per difendere quella sua radice ribelle che non si vuole che venga cancellata.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sgombero Askatasuna. Giorgio Rossetto: “Rispondere logorando l’avversario come in Val Susa”

Bisogna accettare i terreni anche quando non si sono scelti, il terreno del conflitto, della lotta, a volte anche dello scontro e l’esercizio della forza da parte dei movimenti

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Nasce il Presidio Permanente per la Tutela e il Rilancio della Sanità Lametina

Negli ultimi anni le criticità del sistema sanitario calabrese – e in particolare dell’area lametina – hanno raggiunto livelli non più tollerabili per una comunità che ha pieno diritto a servizi efficienti, sicuri e dignitosi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Emergenza sanità in Calabria: serve una reazione decisa e collettiva!

La tragica notizia del cinquantasettenne morto a Lamezia mentre attendeva l’arrivo di un’ambulanza impone una reazione decisa e collettiva.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando il popolo si organizza, il sistema vacilla

L’ultimo periodo di lotte ha mostrato che il potere trema solo quando il popolo smette di obbedire.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

E’ ancora il momento di bloccare tutto!

Il 28 novembre sarà sciopero generale, coordiniamoci in tutte le città, in tutte le provincie, in tutti i paesi per bloccare ancora una volta in maniera effettiva tutto il territorio nazionale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Askatasuna ‘bene comune’, iniziati i lavori di riqualificazione

Entra nel vivo la trasformazione dello storico centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47 a Torino, occupato 29 anni fa e da allora perennemente sotto minaccia di sgombero, in bene comune.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Una legge di bilancio di matrice classista” quella del governo Meloni. L’analisi del Professor Alessandro Volpi

Si accende il dibattito rispetto alla iniqua manovra del governo, in particolare su fisco e pensioni.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non è sicurezza, è repressione: l’Italia entra nell’era dello Stato di polizia

Da Osservatorio Repressione Un attacco sistematico alle libertà costituzionali nel silenzio imposto dall’emergenza permanente. Due nuovi pacchetti sicurezza: ulteriore criminalizzazione del dissenso, fermi preventivi, zone rosse senza limiti, scudo penale agli agenti: la democrazia arretra mentre avanza l’autoritarismo violento di Stato C’è una parola che il governo evita con cura, mentre la pratica la impone […]

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La Procura chiede il carcere per un’intervista

Sembra assurdo, ma è la verità. La Procura di Torino ha chiesto al tribunale di Sorveglianza di revocare i domiciliari a Giorgio Rossetto per mandarlo in carcere.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Nuove misure nei confronti di minorenni, disciplinarmente e bastone sui giovani

Riprendiamo il comunicato scritto dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito a una nuova operazione nei confronti di giovani minorenni a Torino a seguito delle manifestazioni per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Le contraddizioni dell’inchiesta. Neanche Israele è sicuro delle “prove”: il teorema contro Hannoun nasce dalla guerra

Materiale di intelligence non verificato, raccolto in un conflitto armato, viene usato per criminalizzare la solidarietà con la Palestina. Un precedente gravissimo per i diritti e la democrazia

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: in centinaia all’assemblea in difesa di Officina 99

Officina 99 ringrazia le centinaia di persone di tutte le età che hanno animato l’assemblea pubblica di sabato 10 gennaio: rappresentanti di spazi sociali, collettivi, realtà di movimento, ma anche artistə, musicistə e solidalə da tutta la Campania e oltre.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sgombero Askatasuna. I proponenti del patto per il bene comune: “Silenzio del sindaco assordante. Restituire alla città l’edificio”

Conferenza stampa nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, a Torino, organizzata dai e dalle portavoce del comitato proponente del patto di collaborazione per rendere Askatasuna bene comune.