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Londra: nuova ondata di scioperi dei lavoratori della metro

Da ieri migliaia di lavoratori della metropolitana londinese hanno indetto un altro sciopero di 48 ore. Il motivo dello scontro tra i lavoratori e la London Undeground (LU) è sempre quello che ha portato allo sciopero di febbraio, il più grande della metropolitana degli ultimi anni, ovvero l’intenzione della LU di introdurre i distributori automatici di biglietti. La società giustifica quest’iniziativa, vista come un’opportunità per “razionalizzare” spesa, adducendo il motivo che molte linee hanno personale in eccesso. L’effetto immediato di questa riforma sarà la perdita di 960 posti di lavoro e diversi lavoratori e lavoratrici che saranno trasferiti su altre linee.

Dopo lo sciopero di febbraio, la LU si è detta disponibile a prendere parte a un tavolo di dialogo per risolvere il problema, ma due giorni fa la società ha abbandonato il tavolo di confronto. Martedì i lavoratori hanno iniziato lo sciopero di 48 ore: alcune linee sono state chiuse e su altre i treni avevano intervalli molto prolungati, creando lunghe code di passeggeri.

Cameron ha attaccato pesantemente i lavoratori, accusandoli di portare avanti uno sciopero “ingiustificato e inaccettabile che penalizzerà le famiglie londinesi e causerà caos negli affari”. Un attacco vile e basso che crea contrapposizioni inesistenti (lavoratori della LU-famiglie) e mira a criminalizzare i lavoratori, i quali non fanno altro che difendere il proprio posto di lavoro.

Nonostante queste provocazioni, i lavoratori sono determinati a portare avanti la propria istanza, finché non si troverà un accordo che rispetti la loro dignità. Qualora LU continuasse a dimostrarsi sorda e inflessibile davanti alle richieste dei propri dipendenti, il sindacato ha annunciato un ulteriore sciopero di 72 ore che inizierà il 5 maggio alle ore 21.

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