InfoAut
Immagine di copertina per il post

Milano. Contestata la giunta Sala al Giambellino

Sala, delegato unico di Expo e poi amministratore delegato, esperto in speculazioni e politiche di sfruttamento selvaggio del lavoro gratuito. Queste solo alcune qualifiche. La città della finanza deve avanzare, le periferie devono diventare fonte di una nuova accumulazione e valorizzazione capitalistica. Questa la volontà della nuova giunta che non va giù a chi nelle periferie ci vive e ogni giorno lotta per migliorarne le condizioni.

Qui un video della contestazione.  

 

Di seguito il comunicato del Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio.

IL GIAMBELLINO NON SI VENDE, IL GIAMBELLINO NON SI COMPRA

Del quartiere decidono gli abitanti

In una Giambellino totalmente militarizzata si è tenuta la prima giunta comunale di Beppe Sala ad uso e consumo dei giornalisti e chiusa invece agli abitanti del quartiere, i veri protagonisti, coloro che subiranno le politiche speculative di Sala e company.

Nonostante l’enorme schieramento di forze dell’ordine gli abitanti hanno fatto sentire la propria voce dentro e fuori la casetta verde. Il sindaco non ha saputo rispondere alle domande sul futuro degli inquilini dei tre palazzi che verranno ristrutturati (Lorenteggio 181, Giambellino 150 e Segneri 3) ne’ sulle modalità di sicurezza con cui vogliono effettuare la bonifica dell’amianto nei caseggiati.

Avevano promesso un cambiamento, una nuova forma di fare politica in città scegliendo di fare la giunta in periferia. Dicevano di voler parlare con la gente, ma la giunta ha parlato solo con i giornalisti: gli abitanti del quartiere venuti, raccogliendo l’invito di Sala, non sono stati ascoltati.

Volevano usare simbolicamente l’immagine del quartiere per rappresentare il proprio potere sulla città e soprattutto sulle periferie ma sono stati contestati come all’ultima passeggiata elettorale. I politici devono sapere che gli abitanti del Giambellino non si faranno prendere in giro, che le nostre vite vengono prima dei loro profitti.

Il Giambellino-Lorenteggio è al centro delle nuove politiche speculative sulle periferie. Nessuno è contrario alla riqualificazione, ciò che non deve succedere è che non si tenga conto della vita delle famiglie che qui ci abitano.

C’è chi qui è nato, chi ha tutti i suoi ricordi di infanzia, chi i propri affetti, queste persone rischiano di venire espulse dal Giambellino con la scusa della ristrutturazione, non c’è ad oggi nessuna garanzia sul ritorno nelle proprie case, una volta risistemate, delle famiglie che saranno spostate. Le famiglie che hanno occupato e non possono permettersi un alloggio devono venire regolarizzate in modo che riescano a pagare un affitto secondo il proprio reddito. Nessuno deve rimanere in strada o essere messo nei centri d’emergenza per le famiglie senza casa, posti non degni e che violano la dignità delle persone (https://news.vice.com/it/article/vita-centri-emergenza-sociale-milano). La bonifica dell’amianto deve avvenire in totale sicurezza per la salute di ogni famiglia.

I tempi cambiano e gli appetiti della città-metropolitana aumentano. Un sontuoso progetto di riqualificazione e rigenerazione oggi guarda a questo pezzo di città. L’espansione continua del centro-città spinge una parte di classe media verso il margine e ne favorisce il flusso continuo di “messa al lavoro” con una sempre più fitta rete di trasporti metropolitani.

Ecco quindi che bisogna cominciare a progettare l’espulsione dell’abitante di questa periferia. Alla bisogna si prestano volentieri archistar e anime belle dell’associazionismo democratico, mentre dietro di loro si agitano sbirri e giornalisti.

In quartiere, nel deserto totale, sono nate forme di autorganizzazione dal basso che la giunta vorrebbe travolgere con il piano di riqualificazione. Progetti nati dalla scelta dignitosa e coraggiosa di tante famiglie che hanno occupato spazi abbandonati restituendoli alla collettività, ai bisogni del quartiere che ora vengono risolti insieme. Come la Base di Solidarietà Popolare dove si svolge ogni venerdì un dopo-scuola, dove c’è un ambulatorio popolare e dove gli abitanti possono riunirsi per confrontarsi sulle problematiche del quartiere e per vivere bene insieme ai propri vicini. Lo era anche la palestra popolare di Via Inganni, sgomberata due mesi fa e ancora lamierata, uno schiaffo alla comunità a cui è stata sottratta la possibilità di fare sport anche quando non se ne ha la disponibilità economica.

Temono che gli abitanti dei quartieri si organizzino e dispieghino la propria autonomia attraverso la solidarietà e l’autodeterminazione. La politica che si costruisce dal basso ha le proprie gambe e la propria agenda. E’ questo il bello di creare qualcosa di nuovo rompendo le barriere della solitudine, scoprendo che insieme possiamo costruire un presente e un futuro diverso partendo da noi. Che non c’è motivo di vivere nella solitudine a sopportare la precarietà e la povertà. Questa autonomia sarà difesa con la lotta, così come le famiglie che qui ci abitano, difenderemo la nostra città e il nostro quartiere dalle mani degli speculatori, questa sarà la nostra ossessione.

La storia si ripete: Sala viene contestato e scappa di corsa in macchina a gambe levate protetto dalla polizia. Nei quartieri rimangono gli abitanti con i propri problemi, ma anche con la consapevolezza che nonostante le difficoltà, le differenze e la composizione variegata del quartiere, il Giambellino rimane un posto degno, coraggioso e combattivo che nel corso dei decenni ha saputo farsi rispettare ed essere al ritmo della storia.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

L’inganno nucleare torna in auge: ma quale sovranità energetica?

In queste settimane di escalation bellica a livello globale fa capolino la malaugurata idea di intervenire sulle conseguenze della crisi energetica facendo ricorso a un’energia costosissima, assolutamente non sicura e altamente inquinante in quanto produttrice di scorie che non si sa come smaltire, come il nucleare.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Procure e repressione: rete di resistenza legale

Questo sabato si tiene la prima occasione d’incontro nazionale della rete di legali che ragiona a partire dai vecchi e nuovi dispositivi di repressione penale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Quando il neofascismo entra in caserma

Proselitismo politico, culture autoritarie e zone d’ombra nelle forze armate

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Confluenza

“Torniamo a giocarci la nostra chance!” Ritorno sugli incontri a Pinerolo e Novara

Cominciano ad apparire ben lontani i tempi dei primi sit-in e bed-in per la pace degli anni 60 e dei movimenti oceanici contro la guerra dei primi anni 2000. Di contro tuonano sempre più attuali il sottofondo bellico e l’intraprendenza della lobby della guerra, con un’accelerazione di dichiarazioni, immagini e suoni ogni giorno più tangibili.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina