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Modena: 300 studenti in piazza. Colpite banche e prefettura.

Il concentramento è stato lanciato in largo S.Agostino, ma è stato raggiunto da un corteo autonomo generatosi da uno dei più importanti poli scolastici della città.

La giornata si è presentata sin dai primi istanti come un momento importante per gettare le basi di un nuovo anno di lotte, 300 studenti hanno attraversato le vie della città, con una partecipazione attiva figlia di pratiche di lotta autonome sedimentate negli anni di lotta contro la Gelmini.

Il corteo si è articolato lungo via Emilia e una volta giunti all’altezza della banca Unicredit ha voluto sanzionarla con un lancio di uova, preceduto da un intervento per ribadire come le banche ci abbiano portato ad avere il terzo debito pubblico più alto del mondo. Dopo questa prima azione è andato avanti per la sua strada ribadendo più volte, con cori e interventi, le criticità che caratterizzano la fase in qui siamo ovvero un totale rifiuto verso le politiche di austerità, contro il debito, contro la riforma Fornero, che permette ai padroni di sfruttare gli studenti fino a 29 anni pagandoci 2,70€ all’ora, per il reddito di cittadinanza, per una scuola a misura di studente, per la difesa del nostro futuro.

Gli studenti poi sono passati anche davanti alla prefettura locale, non risparmiandola da un fitto lancio di uova poiché essa è stata individuata come la controparte locale di uno stato che non sta facendo altro che attuare le stesse politiche di austerità che hanno portato alla condizione odierna la Grecia, ma sopratutto come quel soggetto che l’anno scorso, a margine delle mobilitazioni studentesche e del movimento Occupy, si è resa complice di 10 multe che hanno interessato studenti, principalmente minorenni, per un valore complessivo di oltre 26.000€

Da qui il corteo ha deciso di ritornare per le vie del centro per raggiungere due scuole simbolo della mala gestione del terremoto in Emilia ovvero il Sigonio e il Venturi due istituti duramente colpiti dal sisma e i quali studenti oggi sono costretti a continui trasferimenti tra sedi provvisorie per riuscire a seguire le lezioni in condizioni comunque di forte disagio (mancanza di lavagne, servizi igienici funzionanti, ecc..).

Una volta arrivati in largo S.Agostino, gli studenti attraverso la pratica del blocco, hanno occupato un incrocio chiave per la circonvallazione del centro, mettendo in piedi un’assemblea molto partecipata in cui ogni scuola ha esposto le proprie problematiche e ha ribadito la necessità di costruire un percorso comune per l’anno di lotte appena cominciato.

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