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Napoli: contestazione a Monti

 

L’articolo 18 non si tocca! Monti vattene, Napoli non è una passerella!

Dopo aver fatto visita a vari capi di stato in Europa ed in Asia pubblicizzando il “suo” modello austerity, il caro professor Monti fa tappa a Napoli per riunirsi con i vertici della politica locale. Questo governo si vanta di avere un larghissimo consenso in tutti gli strati della popolazione credendo di poter portare la sua immagine di governo di tecnici “super partes” anche nella nostra città senza creare alcun momento di opposizione. Ovviamente così non è: in realtà le loro riforme asservite ai diktat della BCE, e quindi alle politiche economiche dell’UE, altro non fanno che attaccare le classi subalterne ed aumentare il disagio sociale.
Dalla riforma delle pensioni, alla maggiore flessibilità del mercato del lavoro passando per i tagli ai servizi sociali (sanità, trasporti ed istruzione), le privatizzazioni (acqua, servizi pubblici) e gli sprechi sulle “grandi opere” (TAV in Val di Susa e America’s Cup a Napoli) si sta svelando il vero volto di questo governo che può attuare in maniera indiscriminata una serie di riforme non avendo alcun elettorato di riferimento. In questa direzione va l’abolizione dell’articolo 18 che smantellerebbe i diritti dei lavoratori lasciandoli senza alcuna tutela dando di fatto ai padroni la facoltà di licenziare avvalendosi del nuovo strumento ricattatorio del
licenziamento per motivi economici. Ciò si traduce nella sempre maggiore precarizzazione del lavoro, nell’impossibilità di condurre attività politica e sindacale sui posti di lavoro e nell’abolizione di fatto di quei diritti e di quelle tutele conquistate con anni di lotte. L’articolo 18 andrebbe piuttosto esteso a tutto il mondo del lavoro, comprendendo sia i lavoratori precari che quelli delle piccole imprese.
Per questo è necessario in ogni luogo portare il dissenso di tutti coloro che non accettano che, come al solito, i diritti e le tutele siano schiacciati nel nome del profitto di quei pochi padroni e banchieri che speculano sulle spalle di chi sta pagando la loro crisi.
Movimento napoletano

 

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