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Nasce a Potenza lo spazio liberato “Anzacresa”!

 

Qui di seguito, il comunicato dell’ occupazione con l’ invito alla prima assemblea pubblica svoltasi ieri pomeriggio:

 

Oggi, dopo circa 8 anni di abbandono, l’ex palestra CONI è stata riaperta e restituita alla cittadinanza, grazie all’azione dei collettivi Controra e Potenza Ribelle.

L’ex palestra CONI è il simbolo di decenni di politiche di male gestione della cosa pubblica cittadina e regionale che, negli anni, hanno favorito la cementificazione della città e lasciato nell’incuria e nell’abbandono tanti luoghi e strutture pubbliche.

Inaugurato nel 1967, è stato il punto di riferimento di tante generazioni di sportivi cresciuti nelle sue palestre tra Pallavolo, Basket, Pugilato, ecc. Nel 2008 ha chiuso i battenti e, da allora, si sono susseguite molte chiacchiere, ma nessun progetto concreto e reale dell’amministrazione ha fatto presagire la sua riapertura.

Un anno fa abbiamo intrapreso un percorso politico collettivo di riappropriazione dal basso per ricominciare a vivere i nostri quartieri all’insegna dei valori di anticapitalismo, antifascismo, antisessismo e antirazzismo.

Oggi, ridiamo vita ad un altro pezzetto di questa città!

Riaprire l’ex CONI per noi, non significa solo ridare dignità ad un posto degradato; significa, soprattutto, restituire un luogo di aggregazione alla cittadinanza e contrastare quelle politiche di speculazione edilizia che ci hanno restituito tristi quartieri dormitorio. Significa ricomporre un tessuto sociale in cui ormai l’individuo è isolato e non si rende conto di essere nella stessa condizione del vicino di casa. Significa contrastare l’appiattimento delle emozioni, incentivare la socialità, l’aggregazione, la condivisione.

Alle politiche amministrative di gestione che hanno ridotto in questo stato tali beni pubblici vogliamo contrapporre una gestione orizzontale e condivisa di uno spazio che è di tutti e tutte e, in quanto tale, bene comune.

All’interno dell’ex CONI daremo vita allo spazio “ANZACRESA”, proponendo attività sociali, musica, arte, cultura e tanti altri progetti in accordo con la volontà e disponibilità di quanti verranno a godere della sua riapertura.

Non aspetteremo un futuro migliore: vogliamo strappare ogni singolo attimo di gioia a questo presente che ci appartiene e che non siamo disposti a farci portare via. Non aspetteremo che le cose belle della vita ci piovano dal cielo, le vogliamo e ce le prendiamo oggi, con le nostre forze, senza chiedere, senza aspettare che siano fantomatici “altri” a concederli.

 

 

 

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