InfoAut
Immagine di copertina per il post

Ordine pubblico, le richieste della polizia al Governo: repressione e omertà 2.0

Così oggi, martedì 27 ottobre, l’associazione dei funzionari di polizia (Anfp), principale organizzazione di settore, ha ufficilizzato il proprio programma di richieste al governo durante la presentazione, avvenuta a Palazzo Chigi, del libro “Dieci anni di ordine pubblico”.

Secondo i poliziotti, il punto centrale è non entrare in contatto diretto con i manifestanti, per evitare – magari – qualcuno dei numerosissimi casi degli ultimi anni in cui gli agenti sono stati “pizzicati” da telecamere e smartphone a pestare, tanti contro uno, chi ha la sventura di entrare in contatto con loro. E allora arriva la richiesta di proiettili di gomma e fucili “marcatori“, armi ad aria compressa che sparano sfere di plastica contenenti vernice colorata, “per – dice l’Anfp – rendere possibile l’identificazione dei facinorosi e dei violenti, anche una volta cessata l’emergenza”.

Non solo: pure il caro e vecchio manganello non va più bene. Poco “2.0”. Meglio quindi i tonfa, più leggeri da maneggiare e più utili a spaccare teste, e gli scudi in kevlar, con uniformi paracolpi, fondine di pistola antifurto e radio hi tech.

Il commento generale sull’impostazione delle richieste dell’Anfp con l’avvocato Paolo Cognini, del foro di Ancona, attento conoscitore dei meccanismi repressivi e dei dispositivi di controllo oltre che legale in diversi procedimenti che vedono sotto accusa migranti, occupanti di casa, compagne e compagni di diversi movimenti.

Ascolta o scarica qui.

Cambiano gli strumenti, in sostanza, ma la gestione opaca e omertosa dell’ordine pubblico non deve cambiare “anche perchè – sottolinea, in maniera piuttosto sibillina, l’Anfp – oggi il conflitto sociale rischia di ritornare sulla scena con tutta la sua carica dirompente, come testimoniato dalle numerose proteste contro il governo Berlusconi prima, nel 2011, contro le politiche di austerità del governo Monti poi, nel 2012, nonché quelle avverse l’esecutivo Renzi nel 2014″.

Per il prossimo futuro l’Anfp indica inoltre, nello specifico, due settori ritenuti particolarmente caldi: quello del tema dei migranti e della cosiddetta “accoglienza” e le dimostrazioni “dei movimenti di lotta per la casa”.

Su questo punto abbiamo sentito il commento di Irene, dei Blocchi Precari Metropolitani di Roma.

Clicca qui per ascoltare o scaricare l’audio.

DDL SICUREZZA URBANA – Sul fronte normativo, invece, la prima richiesta dell’Anfp è l’introduzione dell’arresto differito: “auspichiamo – ha scandito il segretario, Lorena La Spina – che il ddl sulla sicurezza urbana introduca questa modifica normativa. Dobbiamo conciliare il rispetto delle liberta’ individuali con la tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico ma e’ necessario uscire anche dall’ambiguita’ di fondo a causa della quale si stenta ad intervenire in maniera decisa: non sono in discussione i diritti, quello che deve essere messo in discussione sono le modalità con cui alcuni soggetti scendono in piazza, attentando alla possibilità di godere di questi diritti’. 

GENOVA CHI? – Linea analoga anche per il numero uno della Polizia italiana, Alessandro Pansa, che lancia un’operazione di pulizia (anche mediaticamente) dell’immagine delle divise, a partire dalla rimozione collettiva di quanto accaduto, nel luglio 2001, al G8 di Genova. Pansa, rivolto ai colleghi, ha detto: “Dobbiamo scrollarci di dosso il peso del 2001. Abbiamo studiato, analizzato, trovato le soluzioni e oggi siamo completamente diversi nella gestione dell’ordinepubblico rispetto al passato. L’ordine pubblico  è il core business del nostro lavoro. E’ evidente la necessità di affinare i meccanismi nell’ordine pubblico, soprattutto per quanto riguarda la normativa. Ed è per questo che, nel disegno di legge sulla sicurezza urbana abbiamo introdotto strumenti che potenziano molto l’azione di prevenzione e sono state individuate tutte quelle regole che rendano migliore la gestione dell’ordine pubblico, tra cui proprio l’arresto differito”.

PIU’ DASPO PER TUTTE E TUTTI – Dall’Anfp arriva infine pieno sostegno all’idea di estendere il Daspo, la diffida introdotta negli ambiti sportivi – senza tra l’altro sia necessaria alcuna condanna: basta, in quel caso, la parola della polizia – e ora da estendere a tutti quei soggetti, dice l’Anfp, “la cui pericolosità sociale possa dirsi “qualificata” da un sostanziale abuso del diritto di manifestare”, oltre a pene più dure per chi non è immediatamente riconoscibile. Dulcis in fundo: il no assoluto al codice identificativo sulle divise, come già tra l’altro annunciato dal ministro di riferimento, Alfano.

Su questo abbiamo sentito Diego Piccinelli, portavoce del gruppo ultras Brescia 1911 ex Curva Nord, impegnato nel riconoscimento dei numeri identificativi fin dal massacro, nel 2005, di Paolo Scaroni, ultras biancoblu spedito in coma dai celerini a Verona Porta Nuova.

Clicca qui per ascoltare o scaricare l’audio.

da Radio Onda d’Urto

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

governopoliziarenzirepressione

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

LA COPPA DEL MONDO IN GUERRA

Riprendiamo dal sito Nodo Solidale la traduzione italiana dell’articolo La Coppa del Mondo in guerra, scritto da David Barrios Rodríguez e pubblicato originariamente su Fuera de Lugar/Desinformémonos. Il testo legge il Mondiale 2026 sullo sfondo delle guerre, dei conflitti armati e dei processi di militarizzazione che attraversano molti dei paesi partecipanti, a partire dal Messico, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica

Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza

La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pisa: Appello per la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città

In questi giorni cinquantaquattro persone che hanno partecipato al movimento per la Palestina nell’ultimo anno, hanno ricevuto le notifiche della conclusione delle indagini da parte della Questura di Pisa per le incredibili mobilitazioni di massa della scorsa estate e dell’autunno contro guerra e genocidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Manifestanti circondano la capitale chiedendo la rinuncia del presidente

Indigeni, contadini e sindacalisti hanno cercato di entare in Plaza Murillo, dove si trova la sede del governo, ma sono stati repressi, quattro morti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Omar esce dai domiciliari! Ora tutti e tutte liber*!

Dopo 3 mesi di domiciliari il Gip ha revocato la misura degli arresti domiciliari per Omar, giovane studente arrestato a causa del suo impegno nelle lotte per la Palestina e nelle scuole torinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

MILANO 22 SETTEMBRE C’ERAVAMO TUTTI E TUTTE

Questa mattina la DIGOS ha notificato altre 20 ordinanze per i fatti del 22 Settembre: dieci misure cautelari, sette arresti domiciliari, tre obblighi di dimora. Portando avanti un’azione repressiva che colpisce realtà politiche e singoli. Una giornata che fu senza ombra di dubbio, uno dei punti di picco all’interno delle mobilitazioni dell’autunno scorso nell’ambito delle […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Per tutte le donne che non sanno stare al loro posto – Ermelinda libera subito!

Ieri pomeriggio, un’altra compagna è stata posta agli arresti domiciliari per via di una condanna definitiva. Si tratta di Ermelinda, compagna No Tav della prima ora, femminista e rivoluzionaria.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Procure e repressione: rete di resistenza legale

Questo sabato si tiene la prima occasione d’incontro nazionale della rete di legali che ragiona a partire dai vecchi e nuovi dispositivi di repressione penale.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rogoredo, falsificazioni e depistaggi del Commissariato emersi nelle indagini per la morte di Abderrahi “Zak” Mansouri

Abderrahi “Zak” Mansouri, 28 anni, è stato ucciso a Rogoredo, alla periferia est di Milano, il 26 gennaio scorso, da un colpo di pistola esploso da un agente di Polizia durante quello che i poliziotti hanno definito un “controllo antidroga”.