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Pamplona: in 20.000 per l’assoluzione dei ragazzi accusati di terrorismo in una rissa provocata dalla polizia

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Sabato migliaia di baschi hanno manifestato a Pamplona per chiedere giustizia per gli otto ragazzi di Altsasu in Navarra accusati di terrorismo per aver aggredito due agenti della Guardia Civil.

Sono passati due anni dai fatti contestati e oggi si tiene l’udienza del processo presso l’Alta corte che vorrebbe condannare per terrorismo i ragazzi sotto processo. La manifestazione è stata indetta per chiedere giustizia in quanto, secondo i familiari dei ragazzi, l’accusa di terrorismo è esagerata rispetto agli atti contestati dagli organi di polizia. Durante la manifestazione, infatti, è stata espressa con forza la contrarietà all’impianto accusatorio montato ad arte dalla polizia basca.
Questa sembra avere la volontà di dare una punizione esemplare che possa fungere da lezione. La partecipazione di massa alla manifestazione di sabato dimostra, però, che i baschi non hanno paura delle intimidazioni.

Era il 15 ottobre del 2016 e i media di tutta la Spagna riportavano la notizia di un aggressione in un bar a due agenti della Guardia Civil da parte di 50 persone. Alla conferenza stampa tenutasi il giorno dopo gli abitanti di Altsasu hanno smentito con forza le accuse e affermato che gli agenti avevano causato la rissa dentro il bar. Uno di questi invece ha dichiarato che almeno sei erano stati quelli che li avevano attaccati. La sera stessa sono partiti gli arresti che hanno avuto l’appoggio e il sostegno del Presidente spagnolo Rajoy. Da allora, uno degli imputati è ancora in carcere, tre degli otto ci sono rimasti per 500 giorni, gli altri 4 per un anno. Per loro l’accusa chiede in totale 370 anni di carcere. Si schiera dalla loro parte il governo regionale di Navarra che chiede il rispetto del principio di proporzionalità della pena rispetto al fatto commesso. Inoltre, sempre in merito alla questione, è stato interpellata la Commissione Europea affinché si esprima sulla questione.

Il corteo era aperto dai familiari delle vittime che portavano uno striscione con scritto “Giustizia non è terrorismo”. A seguire niente bandiere di partiti o sindacati, solo un altro striscione firmato da Jóvenes Altsasu su cui c’è scritto “no alla polizia alle montature legali e ai media. Libertà e assoluzione”.

 

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