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Pisa. Cronistoria di un’emergenza abitativa in via di soluzione

 

Giovedì 20 marzo la maggioranza PD-SEL propone, e poi il consiglio comunale delibera, una mozione in cui si chiede formalmente al prefetto una sospensione degli sfratti per morosità incolpevole, e di partecipare alla commissione territoriale degli sfratti del 26 marzo. 

Nel frattempo, venerdì 21 marzo viene rinviato, grazie al picchetto, lo sfratto di Kamal: l’ufficiale giudiziario non aveva avuto alcuna comunicazione della mozione del consiglio comunale.

Nel pomeriggio una delegazione di famiglie sotto sfratto è ricevuta dalla conferenza dei capigruppo in cui espone la necessità di rendere operativa la mozione, chiedendo al prefetto la sospensione degli sfratti e la partecipazione alla prossima commissione territoriale degli sfratti.

Lunedì 24 marzo il progetto Prendo-casa, assieme alle famiglie in emergenza abitativa e sotto sfratto di lì a pochi giorni, è invitato dalla Commissione Consiliare Sociale, in cui espone il documento per un piano straordinario contro l’emergenza abitativa e chiede con forza l’applicazione della mozione per quanto riguarda la richiesta di sospensione sfratti. In particolare è posto l’accento sulla necessità di istituire uno spazio di trattativa\concertazione tra inquilini e proprietari alla presenza di una mediazione istituzionale per contrastare il caro affitti e limitare il ricorso agli sfratti. In detta sede ci è risposto che l’assessore alla casa Zambito avrebbe inviato la “mozione” nel pomeriggio al prefetto e che il giorno seguente lo avrebbe incontrato.

Martedì 25 marzo si concludono i lavori della commissione emergenza abitativa in cui vengono valutate decine e decine di situazioni drammatiche. Detta commissione, tra i diversi provvedimenti, delibera una graduatoria in cui le due famiglie che hanno lo sfratto il 31 marzo risultano assegnatarie in via straordinaria di un alloggio popolare per emergenza abitativa.

Mercoledì 26 marzo dalle 8 del mattino decine e decine di famiglie sotto sfratto si stringono attorno ad Hira e sua figlia per evitare l’esecuzione dello sfratto. L’ufficiale giudiziario si presenta e lo rinvia di soli 13 giorni, fino al 9 aprile.

Nello stesso momento presso la Società della Salute in via Saragat si ritrova la Commissione territoriale per gli sfratti, alla presenza dell’Assessore alla Casa di Pisa Zambito, dell’Assessore alla casa di Pontedera Cecchi, di un funzionario della Prefettura, di esponenti dei sindacati inquilini e di altre associazioni di categoria, dei responsabili degli uffici casa e dei servizi sociali, e di altri assessori alla casa dei comuni della provincia di Pisa. Partecipa anche un delegato del Progetto Prendocasa per esporre le ragioni della richiesta di sospensione sfratti per morosità incolpevole e per sottolineare la gravità dei tentativi di sfratto con forza pubblica, in particolare quello del 12 marzo nei confronti della famiglia di Nazma, che ha in piedi un percorso istituzionale teso ad avere un alternativa abitativa dignitosa.

Questa commissione, dopo aver valutato attentamente le singole situazioni, formula al Prefetto la richiesta di un differimento dell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto per un tempo di tre mesi per alcune famiglie, tra cui quelle di Nazma e di Abdel, essendo in attesa di un alloggio popolare.

Questo risultato può essere messo in discussione dall’incertezza con cui il Prefetto gestisce la questione sfratti; dall’avidità del proprietario di casa di Nazma, che ricordiamo possiede decine e decine di appartamenti, oltre che alcuni locali; dall’atteggiamento dell’Ufficiale Giudiziario della zona di Cisanello oramai abituale nello schierarsi unilateralmente verso i profitti della grande proprietà e noncurante dei percorsi sociali delle famiglie sotto sfratto; dalla negligenza dell’Assessore alla casa Zambito nel non dar seguito con i fatti agli impegni presi pubblicamente, nel consiglio comunale ed in commissione territoriale.

Quindi è compito nostro, di tutte le famiglie sotto sfratto, di tutte le persone stanche di subire soprusi ed ingiustizie, far rispettare i principi del diritto alla casa e non abdicare di fronte allo strapotere dei padroni del mercato immobiliare. Proprio ora che iniziano a veder compromessa la possibilità di speculare con la rendita sul bisogno di abitare, proprio ora che quella classe politica inizia ad essere incalzata sull’utilizzo delle risorse pubbliche, e che viene contestata quando preferisce mettere in strada o spendere migliaia di euro in alberghi privati, nel mentre tiene sfitti centinaia di immobili pubblici; proprio ora che centinaia di persone stanno prendendo coraggio e mettendo definitivamente via la paura; proprio ora dobbiamo insistere nello stare dalla parte giusta: quella di Nazma e Abdel lunedì mattina a difendersi dall’ingiustizia dell’esecuzione forzata degli sfratti.

 

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