InfoAut
Immagine di copertina per il post

Pisa. La beffa delle case popolari: inizia la lotta per i 10 mln rubati

Nel corso di questa settimana un incessante lavoro di comunicazione tra gli abitanti del quartiere, condominio per condominio, interno per interno, ha condiviso la notizia. La beffa è stata realizzata. “Per più di tre anni le promesse dell’amministrazione fatte a tutti noi ci hanno fatto credere di poter morire in case dignitose. Ora la verità: ci hanno preso per il culo!”, urla un abitante delle vecchie case all’assemblea. “Sbagliamo a dire che questi soldi sono spariti: i soldi non spariscono, vengono rubati per imbuzzare i soliti noti, chi mangia con gli affari e la politica. Soldi al People Mover e non alle case popolari”.

L’assessore Zambito, il presidente della Circoscrizione 3 Biondi e i vertici dell’APES erano stati invitati all’assemblea di oggi. L’ultima occasione per assumersi la responsabilità politica delle scelte operate in barba ai bisogni del quartiere o quantomeno per continuare ad arrampicarsi sugli specchi facendo lo scaricabarile sulla Regione. “Diceva la Zambito, in un trafiletto sul giornale, che dobbiamo avere fiducia nella Regione. Ma non hanno capito una cosa. Qui di fiducia non ne abbiamo più per nessuno!”. Tra le cariche istituzionali nessuno ha avuto il coraggio di presentarsi oggi nel quartiere di Sant’Ermete.

L’assemblea, animata da tanti interventi, ha rilanciato sulla diffusione della campagna di autoriduzione dell’affitto: “viviamo in case non a norma: illegale è pagare l’affitto all’apes. E poi chiamiamolo con il suo nome, questo non è un affitto, sono mazzette”. In questi giorni tanti abitanti del quartiere, si sono uniti alla campagna di autoriduzione: “Che senso ha continuare a pagare se ci fanno morì qui? Lasciano marcire le case e poi le vendano al privato. Possano farlo, lo dice l’articolo 3 del piano Casa: vendita in blocco di case popolari fatiscenti. E’ il destino che hanno scritto per Sant’Ermete, ma non solo, per tutte le periferie della città. Questo è il loro modello di riqualificazione”.

La piazza dove il quartiere si è riunito confina con il cantiere del primo lotto di quattro palazzine, evacuate e recintate. Era il primo passaggio del progetto di ricostruzione del quartiere. I lavori a rilento avevano segnalato negli scorsi mesi le prime crepe nel progetto. “Quando il Bani, presidente dell’Apes ci ha detto che c’erano i soldi solo per buttare giù quelle quattro palazzine senza ricostruire nulla, lì per lì non mi sono stupito più di tanto – dice Andrea del comitato di Sant’Ermete -. Alcuni se lo aspettavano. Non tutti. Quando loro annunciando il progetto di riqualificazione con la promessa di nuove case hanno stappato e bevuto lo spumante, noi invece ci siamo bevuti le loro cazzate. Con le loro promesse hanno preso tanti voti in Sant’Ermete. Ora siamo tutti consapevoli che non meritano la nostra fiducia e che dovremo darci da fare per farci sentire: per riavere i dieci milioni che ci hanno rubato e per delle case dignitose, qui e ovunque nella città”.

Al termine dell’assemblea i presenti hanno aperto i cancelli e violato il cantiere. Entrando nel perimetro recintato gli abitanti hanno verificato lo stato di degrado portato dal progetto di riqualificazione: case murate e sventrate, erba alta, rifiuti di ogni tipo. “Le hanno murate e recintate per non farle occupare, perché sanno che stanno rubando e hanno torto. Ci prenderemo ben altro”. Un piccolo corteo si è snodato per il cantiere per poi uscire e raggiungere il lato opposto del quartiere dove è stato montato un presidio permanente: gazebo, tende, materiale per organizzare le attività del comitato che si prepara alla battaglia per i 10 milioni, per ricostruire da sé il quartiere e per riappropriarsi delle risorse reinvestite in altre parti della città. “Questo presidio durerà almeno fino al 16 maggio, termine ultimo in cui il presidente dell’Apes ha detto che proverà a trovare nelle pieghe di non si sa cosa i soldi per le case nuove. Altro che pieghe, saranno piaghe per loro! Intanto fino al 16 siamo qui, poi si vedrà!” Intanto gira già con insistenza una notizia: per lunedì alle 16 è stata annunciata la presenza dell’assessore alla casa Zambito che accompagnata dalla seconda commissione consiliare, ispezionerà il quartiere. Ma non è più tempo di passerelle, ora servono i fatti.

DaRiscatto

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

L’inganno nucleare torna in auge: ma quale sovranità energetica?

In queste settimane di escalation bellica a livello globale fa capolino la malaugurata idea di intervenire sulle conseguenze della crisi energetica facendo ricorso a un’energia costosissima, assolutamente non sicura e altamente inquinante in quanto produttrice di scorie che non si sa come smaltire, come il nucleare.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Procure e repressione: rete di resistenza legale

Questo sabato si tiene la prima occasione d’incontro nazionale della rete di legali che ragiona a partire dai vecchi e nuovi dispositivi di repressione penale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Guerra all’Iran: da un certo punto in là non c’è più ritorno

Ad oggi è possibile sostenere che gli USA non si aspettassero una durata della guerra di questo tipo. Nessun segno di de-escalation: gli attacchi aerei contro l’Iran si intensificano nella seconda settimana di guerra. I bombardamenti su Teheran sono indiscriminati, ospedali, scuole, civili, depositi di petrolio nel centro della città.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Quando il neofascismo entra in caserma

Proselitismo politico, culture autoritarie e zone d’ombra nelle forze armate

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Confluenza

“Torniamo a giocarci la nostra chance!” Ritorno sugli incontri a Pinerolo e Novara

Cominciano ad apparire ben lontani i tempi dei primi sit-in e bed-in per la pace degli anni 60 e dei movimenti oceanici contro la guerra dei primi anni 2000. Di contro tuonano sempre più attuali il sottofondo bellico e l’intraprendenza della lobby della guerra, con un’accelerazione di dichiarazioni, immagini e suoni ogni giorno più tangibili.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina