InfoAut
Immagine di copertina per il post

Pisa, tentativo di sfratto in due tempi nel quartiere di Sant’Ermete

La prepotenza dei funzionari dell’Apes è nota da tempo in città; si manifesta, ad esempio, con comportamenti da arroganti strozzini nei confronti degli inquilini morosi, e con le minacce e le intimidazioni nei confronti degli abusivi. Ma ciò che sono riusciti ad imbastire oggi nel quartiere di Sant’Ermete merita sicuramente una speciale menzione. Non gli è bastato tentare uno sfratto da casa popolare con l’ausilio dei vigili, adoperati come braccio armato (senza alcun ingiunzione del tribunale, nè presenza di un ufficiale giudiziario), sfratto non riuscito grazie alla presenza massiccia degli abitanti del quartiere. Ad alcune ore di distanza si sono ripresentati allo stesso appartamento, una casa rimasta sfitta per anni e occupata la notte scorsa da una donna con problemi di salute ed in grave emergenza abitativa; questa volta insieme a loro erano presenti esponenti della Digos e dirigenti della questura, oltre a diverse volanti di polizia e carabinieri. Stufo di un eccessivo immobilismo, visto che era si era nuovamente riunito un nutrito picchetto sotto l’abitazione minacciata, un funzionario dell’Apes ha provato addirittura ad entrare dalla finestra della casa per sbrigare da solo l’annosa questione!

Gli abitanti del quartiere non si sono certo fatti intimidire da questo connubio di arroganza e sfoggio muscolare; per ben due volte nella stessa giornata, in poco tempo, in diverse decine si sono radunati davanti alla porta, impedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Grazie anche alla ferma risolutezza dell’inquilina minacciata, decisa a difendere il suo diritto all’abitare, per ben due volte gli abitanti di Sant’Ermete hanno potuto applaudire di fronte alla ritirata dell’Apes e dei suoi sgherri in divisa, ben consapevoli che la vittoria di oggi andrà difesa con i denti nei prossimi giorni.

 

Il quartiere di Sant’Ermete, come tutti i quartieri popolari, è attraversato da numerose problematiche relative alla qualità della vita e dell’abitare. Negli ultimi giorni alcuni abitanti, partendo dallo Spazio Popolare Occupato, hanno lanciato una raccolta firme da presentare all’Apes, alla quale hanno aderito in pochi giorni decine e decine di persone. Le questioni di cui si chiede all’azienda di rendere conto sono molteplici: innanzi tutto gli abitanti di Sant’Ermete si chiedono a che punto stia il progetto di costruzione di nuovi alloggi, nei quali trasferire gli inquilini di alcuni edifici ormai troppo fatiscenti e non a norma. Il progetto in questione, il quale è stato finanziato con i soldi della Regione Toscana, e presentato a più riprese nel quartiere, è stato uno dei cavalli di battaglia del sindaco Filippeschi nel periodo pre-elettorale, ma misteriosamente ha subito un brusco ed immotivato stop al termine dopo l’assegnazione delle poltrone.

In secondo luogo si chiede conto del fatto che, nonostante le spese condominiali scaricate sugli affitti degli inquilini delle case popolari, l’Apes non si presenti mai ad eseguire gli interventi di manutenzione che gli spetterebbero. Infine si chiede conto all’azienda dell’alto numero di case popolari Apes sfitte da anni, che potrebbero essere immediatamente assegnate agli inquilini disponibili ad eseguire alcuni lavori di ripristino. Ad ora ne sono state censite circa 25, in un quartiere di piccole dimensioni.

Dalla giornata di oggi emerge ancora più forte la necessità di portare la propria voce fin dentro agli uffici dove si organizza e si decide l’edilizia sociale, dove si specula e si lucra sulle vite di centinaia di persone!

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

casaoccupazionepicchettosfratti

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Viminale identifica i camnionisti per rimuovere i presidi. “Non ci fermiamo”, i blocchi a sud continuano

Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. I primi numeri del Viminale parlano di 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo, oltre a disporre scorte di polizia per i tir non in blocco.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Francia si prepara all’atto secondo

Un’esplosione in termini di numeri, di atti significativi e di convergenze inedite. Inediti anche gli arresti che il regime di Macron ha portato a termine con il 17 ottobre 2026: il maggior numero di arresti avvenuti dal 17 ottobre 1961.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Albania: “non ci fermiamo”. Cronache dalla rivolta.

Domenica 18 ottobre 2026. Quinta giornata di rivolta a Tirana. Oggi, lungo il boulevard principale, è stata letteralmente una battaglia durata oltre cinque ore. Il corteo parte a metà mattinata con l’obiettivo di raggiungere l’edificio del primo ministro. Oggi la polizia inizia la giornata sparando proiettili di gomma ad altezza d’uomo, con i fucili, o appostata su palazzi. E poi i soliti idranti, le cariche, il liquido urticante e i gas. Il corteo resiste, avanza

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: chi si è perso la festa di sabato ci va domenica

Il mondo al contrario, finalmente. Le merci non sono lì da vedere. Sono lì da prendere.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spagna chiama Italia: casa e finanziarizzazione

La lotta per il diritto alla casa negli ultimi trent’anni è sempre stata un’invarianza della rigidità che le classi subalterne hanno imposto al potere nella più generale tendenza neo liberista di attacco alle condizioni materiali di vita delle persone.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Raccolta di contributi e punti di vista sulle piazze del 17 ottobre: dalla Francia all’Italia

Di seguito apriamo una raccolta di punti di vista a nostro parere interessanti su quanto sta succedendo da una parte all’altra delle Alpi sul tema del carovita, della crisi sociale e della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Calabria: un mese di mobilitazione diffusa per il lavoro e contro il carovita

Scriviamo questo contributo mentre la Calabria è ancora teatro di importanti lotte e momenti di mobilitazione popolare, con lo scopo di comprendere e attraversare, senza alcun pregiudizio, ogni frattura che si apre in questa terra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Piazze contro il carovita e il carocarburante

Anche in Italia sabato 17 ottobre sembra essere diventata una data di mobilitazione contro il carovita e contro il carocarburante a partire da chiamate spontanee soprattutto tramite social e gruppi telegram.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Spagna: morte di Maricarmen, verso lo sciopero generale dell’11 novembre

In Spagna continua la mobilitazione per il diritto all’abitare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Maricarmen e la generazione inquilina

Ripubblichiamo questo interessante contributo di Simone Guglielmelli apparso originariamente su Jacobin.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Ribolla: il nuovo progetto fotovoltaico è finanziato da una società israeliana

In queste settimane su molti quotidiani si è parlato del nuovo progetto di impianto fotovoltaico che dovrebbe sorgere in Maremma promosso dalla società israeliana Shikun & Binui.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La guerra tra poveri non è una soluzione. E’ una scelta politica

Mentre procede lo sgombero di Scordovillo, c’è chi prova ancora una volta a costruire il racconto più semplice: mettere gli ultimi contro gli ultimi.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Seano (Prato): sgombero poliziesco del picchetto operaio alla acca. Domenica 5 luglio nuova mobilitazione di piazza.

Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prato: gravissimo episodio di violenza padronale durante uno sciopero. Manifestazione alle 18 davanti all’azienda

Gravissimo episodio di violenza padronale questa mattina a Prato, in via Galcianese, dove il sindacalista del Sudd Cobas Arturo Gambassi è stato brutalmente aggredito durante un picchetto di protesta.