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Riders in lotta a Torino.

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Ripubblichiamo il comunicato di Deliverance Project che racconta i fatti di ieri sera durante lo sciopero dei riders contro l’accordo Ugl-Assodelivery. 

Ieri un centinaio di rider ha scioperato contro l’accordo Ugl-Assodelivery, attraversando la città da nord a sud. Dal 3 novembre, giorno in cui l’accordo è entrato in vigore, abbiamo visto le tariffe del pagamento a consegna abbassarsi in maniera spaventosa, nonostante i blandi tentativi delle aziende di mettere cerotti qua e là applicando bonus, comunque insufficienti; era nell’aria che c’era voglia di protestare, di dire basta a queste condizioni di lavoro indegne.

Questa mattina ci eravamo organizzati per fare una ciclofficina in piazza Santa Rita, immediatamente, dai discorsi di tutti, è venuta fuori l’esigenza di fare uno sciopero, come sta succedendo a Milano. Insieme per essere più forti! La voce si è diffusa per la città e così alle 18 ci siamo trovati in piazza Castello, mentre gruppi di rider ci raggiungevano da ogni dove. Eravamo tanti, c’era voglia di protagonismo e di sfogare la rabbia accumulata, quindi abbiamo deciso di muoverci per la città, tutti insieme però, al contrario di come facciamo ogni sera durante i nostri turni di lavoro. Siamo andati davanti ai Mc Donald, tappa obbligata per il numero di consegne che ogni sera ci costringono ad interminabili attese, e in alcuni abbiamo ottenuto che spegnessero il tablet. Nel frattempo continuavamo a crescere di numero, ogni collega veniva fermat* e convinto ad unirsi alla protesta. Diverse volte ci siamo divisi in più gruppi in modo da bloccare contemporaneamente più ristoranti, per poi riunirci e proseguire in corteo.

Ci sono stati però due episodi che meritano di essere sottolineati, per la gravità che hanno avuto ma anche per la bellissima reazione che c’è stata: prima al Mc Donald di via Livorno e poi a quello di via Sant’Ottavio la polizia ha deciso di manganellare (rompendo anche il telefono ad una collega) i e le rider in sciopero, ottenendo però da un’unica voce l’unica risposta possibile: “Sciopero, sciopero!”. Ci sono poi stati altri momenti di tensione: ad ogni fermata veniva schierata in forze la celere, ad un certo punto un poliziotto ha addirittura tossito in faccia ad un collega che gli chiedeva di mettersi la mascherina. La rabbia era tanta, rabbia di chi si vede ancora una volta (forse la volta di troppo) preso in giro da aziende senza scrupoli e da un insulso sindacato. L’accordo Ugl-Assodelivery ha peggiorato qualunque aspetto del nostro lavoro, non ci è stata data nessuna tutela e i pagamenti si sono sensibilmente abbassati, non ci hanno dato le garanzie che ci spettano e per cui da anni lottiamo.

Ieri però non è ancora finito, e non finirà finché non avremo tutele, diritti e garanzie. Stay tuned.

https://www.facebook.com/DeliveranceProject/videos/pcb.3682523198434946/797879614277477/ 

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