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Rione Traiano sfila per Davide Bifolco

Più di un migliaio di persone sono scese oggi in piazza a Napoli, quartiere di Soccavo, partendo dalla rotonda Cinthia dove Davide Bifolco è stato assassinato l’altro ieri, per urlare al quartiere e all’Italia intera la rabbia di una popolazione che non è più disposta a vedere morire i propri figli per nulla.  

“Lo Stato non ci difende ma ci uccide!” “Assassini!” sono solo alcuni dei messaggi scritti su striscioni e cartelli, che si affiancano a tante foto di Davide e alle lacrime dei familiari e degli amici del ragazzo. Partecipano al corteo, sfilato sotto una fitta pioggia, anche tante realtà politiche napoletane, mentre Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi hanno fatto pervenire nelle ultime ore la loro vicinanza alla famiglia di Davide.  

Rione Traiano si è mobilitato per chiedere verità e giustizia per Davide, in una giornata che ha visto seriamente iniziare a vacillare le “verità” delle prime ore post-omicidio date dai Carabinieri, con il pericoloso latitante a bordo della moto che sembrerebbe essere nient’altro che uno dei migliori amici di Davide, Enzo; e mentre i giornali mainstream, a partire da Repubblica, continuano a mistificare l’accaduto, il contesto sociale e le reazioni che circondano la tragedia, sul web e nelle strade aumenta la rabbia per l’ennesimo assassinio di classe, e di Stato, nonché anche prese di posizione intollerabili. 

Tra le opinioni più disgustose, oltre alle solite lacrime di coccodrillo delle autorità cittadine politiche ed ecclesiastiche, sottolineiamo quelle di Gad Lerner e di Pietro Senaldi, i quali colpiscono insieme partendo separati, finendo sempre a battere su quella “legalità” che mancherebbe nel territorio, e in ossequio della quale anche sparare ad un ragazzo che non si ferma ad un alt sarebbe legittimo. La stessa mancanza di legalità che permette anche di lanciarsi nelle solite descrizioni sul “contesto napoletano” e su una zona abitata solamente da “criminali e delinquenti”, per attenuare l’importanza dei fatti accaduti e soprattutto le responsabilità su questi. 

La vicenda di Davide come sempre in questi casi offre la possibilità di sviscerare le pulsioni profonde di un elite politico-intellettuale pronta a speculare, tra razzismo e menzogna, sull’ennesima tragedia di una periferia come tante nel nostro paese. Una periferia assediata dalla miseria creata ad hoc da uno Stato che è ben presente (altro che no!) nel controllo di un territorio dove la vita di chi come Davide non è immediatamente passibile di messa a profitto..conta semplicemente meno di zero.  

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