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Se il buon giorno si vede dal mattino. Due sfratti eseguiti con la forza! (Cremona)

L’onda lunga dell’effetto Renzi e dell’attacco portato avanti contro i movimenti di lotta per la casa lungo tutta la penisola è arrivata pure a Cremona. In due giorni sono stati effettuati due sfratti forzati con l’utilizzo della forza pubblica, riducendo per l’ennesima volta il problema abitativo in città a questione di mero ordine pubblico. Se il buon giorno si vede dal mattino, la nuova giunta di centro sinistra ha iniziato la sua prima settima di insediamento nel peggiore dei modi possibili. “Fare nuova la città”: da slogan della campagna elettorale è divenuto l’auspicio di tutti i palazzinari cremonesi che sperano che, finalmente, i due sfratti violenti delle scorse giornate diventino prassi consolidata in città per poter sbattere con molta più velocità dei disperati in mezzo alla strada.

 

Nella giornata di lunedì si è consumato lo sfratto ai danni di una famiglia composta da sette persone tra cui una donna incinta di otto mesi e i genitori dei coniugi sfrattati a loro volta un anno e mezzo fa e, quindi, costretti a farsi ospitare dai figli. La resistenza è durata diverse ore grazie a diversi livelli di barricata organizzati dai militanti del Comitato Antisfratto provinciale, tanto che i dirigenti delle forze dell’ordine hanno dovuto chiedere l’intervento dei vigili del fuoco perché non riuscivano ad accedere all’appartamento. Durante l’esecuzione la donna incinta si è sentita male ed è stata portata in ospedale con urgenza mentre un ragazzo diciottenne è stato preso a pugni sul volto ed ha subito contusioni al braccio. Lo sfratto di ieri pomeriggio è stato caratterizzato da un atteggiamento ancora più violento e stizzito da parte della polizia che, nonostante tutto, è incorsa nelle stesse difficoltà del giorno precedente.

 

A finire in mezzo ad una strada, questa volta, è stata una famiglia con due minori molto piccoli (il più grande ha cinque anni), nulla è servito sottolineare come sia inusuale che uno sfratto al secondo accesso venga eseguito forzatamente. Inoltre, come denunciato dal Comitato Antisfratto, non si sono rispettate le dovute norme di sicurezza poiché non erano presenti sul posto operatori sanitari e soccorritori 118; di fatto lo sfratto è stato eseguito non in conformità con le norme apposite. Come sempre questura e politicanti si riempiono la bocca della parola legalità quando questa tutela i profitti e gli interessi di padroni e palazzinari, altrimenti è possibile chiudere un occhio e pazienza… alla fine ad essere sbattuti in mezzo ad una strada erano migranti.

 

Le dirette delle due giornate su Radio Onda d’Urto

 

Il video delle due giornate:

 

A seguire il comunicato stampa del Comitato AntiSfratto provinciale di Cremona:

 

Nelle giornate appena trascorse trenta giugno e primo luglio ancora una volta ci siamo dovuti scontrare con la totale incapacità di istituzioni e politica di affrontare in maniera competente l’annoso problema abitativo nella nostra Città, questione di cui – visti gli avvenimenti – la nuova giunta comunale non vuole farsi carico in maniera seria e risolutiva. Purtroppo questo dramma sociale di portate mastodontiche (sono infatti circa novecento le famiglie in lista per un alloggio popolare) viene visto in un’ottica di mera gestione dell’ordine pubblico, cavalcando l’onda dell’emergenza e non volendo risolvere il problema, tutto politico, del diritto all’abitare a Cremona e provincia. E’ sotto gli occhi di tutti che per poter eseguire questi sfratti, per cui né la nuova giunta né la prefettura hanno voluto trovare una soluzione anche temporanea, è stato necessario l’intervento del reparto celere, senza che fosse minimamente tenuta in considerazione la presenza di una donna all’ottavo mese di gravidanza (nel caso del primo sfratto) e di vari minorenni (in entrambi i casi). E’ altrettanto palese come queste misure di forza – dall’allontanamento dei resistenti da parte dei celerini fino allo sfondamento delle porte d’ingresso ad opera dei vigili del fuoco e degli agenti di PS – si siano rivelate a dir poco inadeguate su ogni fronte ed abbiano solo rafforzato la decisione delle famiglie del Comitato nel continuare il proprio percorso con serenità e determinazione. Ci riprenderemo tutto ciò che ci è stato tolto, metro dopo metro, giorno dopo giorno!

02/07/2014

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