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Solidarietà internazionalista ai compagni del movimento No Tav colpiti dalla repressione

All’alba di ieri, 26 gennaio, le forze repressive della borghesia italiana, su mandato della “solerte” magistratura, hanno arrestato 26 compagni impegnati nella lotta contro il criminale megaprogetto della TAV in Val Susa. Altri sono oggetto di denuncie e misure restrittive di vario tipo.

Si tratta di un attacco al Movimento NO TAV in qualche modo annunciato, ma non per questo meno inaccettabile e vergognoso. Un attacco che, in linea con l’escalation generalizzata della repressione

in Europa e nel mondo contro chi lotta, mira nello specifico a depotenziare il Movimento, a dividerlo tra buoni e cattivi e “delinquenti” e “cittadini per bene”, a isolarlo e a demonizzarlo. Ad essere colpiti non sono soltanto i compagni rinchiusi in una cella, costretti ai domiciliari o denunciati, ma anche e soprattutto l’esempio e la determinazione di lotta che essi, come tanti altri, hanno profuso dimostrandosi all’altezza della necessaria resistenza contro il TAV, bicefalo mostro bipartisan.

Il Movimento NO TAV, che nonostante le impellenze locali non ha mai lesinato disponibilità e spazi a chi, come noi, si batte in sostegno dei popoli latinoamericani in generale e di quello colombiano in particolare, ha tra le tante virtù un forte senso d’identità, legato al territorio e proprio di una Valle storicamente combattiva, che interagisce e dialoga con chi lotta nel resto del paese e del mondo. I compagni colombiani, siano essi dirigenti contadini, avvocati di prigionieri politici, difensori dei diritti umani o sindacalisti, protagonisti di svariate iniziative in Valle in solidarietà con l’eroica resistenza del popolo colombiano, lo sanno bene.

Da parte di tutti loro e delle organizzazioni che rappresentano, e da parte della nostra Associazione, solidarietà bolivariana a tutti i compagni colpiti da quest’ennesimo attacco repressivo del “democratico” Stato capitalista italiano. In particolare, un caloroso e combattivo abbraccio a Giorgio Rossetto, la cui caparbietà nelle battaglie politico-sociali e generosità internazionalista hanno rappresentato e continuano ad essere un esempio, per i giovani che si affacciano alla lotta, di cosa debba essere un comunista.

Associazione nazionale Nuova Colombia

Torino, 27 gennaio 2012

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