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Le lapidi e il ‘giorno del ricordo’

Gli ultimi episodi risalgono solo a qualche giorno fa, quando una lapide dedicata a quattro partigiani (Ubaldo Luzuppone, Pensiero Stringa, Giuseppe Cibelli e Giuseppe Ghiotti) uccisi dai nazifascisti in due diverse stragi nel maggio del 1944 i primi due, il 26 aprile del 1945, nei giorni della Liberazione gli altri è stata imbrattata di svastiche. Altra lapide commemorativa danneggiata nella stessa occasione è in via Reiss Romoli 45 ed è dedicata a Ettore Valli e Ermanno Robotti.

È notizia invece di ieri del danneggiamento di una targa commemorativa del dramma degli esuli italiani della ex Jugoslavia, in zona Lucento. I quotidiani, soprattutto della cronaca locale, sottolineano, a partire da questo episodio, un fantomatico clima di tensione che a detta dalle pagine locali, si sta innalzando alla vigilia del 10 febbraio, una giornata di ricordo strumentalizzata invece da Casa Pound e affini per dare una connotazione ideologica e politica a quella giornata, motivo pretestuoso per uscire allo scoperto e mettere in piedi il loro teatrino propagandistico. Non è notizia invece che le lapidi, per eccellenza, hanno sempre avuto un forte valore simbolico. Così come non vi è dubbio che la così chiamata “Giornata del Ricordo” viene ormai strumentalizzata da gruppi neo-fascisti che tendono ad una mistificazione degli eventi storici, utilizzando la giornata del 10 febbraio con chiare finalità politiche.

A Torino, come in numerose città italiane, gli antifascisti e le antifasciste scenderanno in strada, per ribadire ancora una volta che la memoria va difesa contro i tentativi neofascisti che invece vorrebbero strumentalizzarla per i propri scopi. L’Anpi provinciale, ha quindi indetto un presidio antifascista alle ore 15 in piazza Nazario Sauro.

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